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In primavera, ogni 5 anni,
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Col Giubileo del 2000 è stata
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A Gennaio 2008 il Parco Naturale
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Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti per storia e tradizioni,
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e hanno permeato il territorio con
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Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
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Varese Ligure nel 1999 è stato il
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Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
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circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati...

 
 
 
 

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Le Terme di Montelungo
Chiare e limpide, ma maleodoranti oltre ogni limite, sono le acque sulfuree che escono da alcune polle situate a Cavezzana d'Antena, località che sorge alla destra del torrente Civasola, alle falde del monte Cuchero, nel pontremolese.
La sorgente di Cavezzana, già nota dal Settecento, è abbondante (circa 6.000 litri giornalieri) e in antico venne analizzata dal prof. Giuseppe Gazzeri e la sua acqua utilizzata per scopi medici dal dott. Gasparo Jacopo Barbieri di Pontremoli. L'efficacia dell'uso terapeutico venne garantita da molteplici esperienze condotte dal Barbieri e accuratamente illustrate sulla "Gazzetta di Firenze" del 18 ottobre 1722.
Trovavano sollievo e guarigione perfetta nei bagni di quest'acqua minerale affezioni della pelle, piaghe croniche da scorbuto, dolori reumatici, infezioni dell'apparato uterino, disposizioni rachitinose. L'applicazione dei fanghi produceva effetti meravigliosi nei dolori artritici, nelle sciatiche nervose, nella rigidità dei legamenti, negli ingorghi linfatici delle articolazioni. Con molto profitto veniva anche usata internamente, per guarire malattie ghiandolari, problemi intestinali, polmonari e di fegato.
Grafica titolo argomento  Acque minerali e termali

E' risaputo che le caratteristiche fisico-chimiche delle acque minerali sono determinate dal terreno con cui vengono in contatto. In questo processo, alcune di esse possono assumere anche delle proprietà medicamentose.
Solitamente sono le acque piovane che, penetrando nel sottosuolo, scorrono attraverso le fessure presenti nelle rocce e poi si raccolgono in anfratti più vasti chiamati "falde freatiche". Quando la pressione o il livello aumentano, tornano a salire verso la superficie oppure ne sono estratte attraverso dei pozzi.
Quando le acque scendono molto in profondità, possono arrivare anche a temperatura di ebollizione (nelle viscere della terra la temperatura aumenta di 1 grado centigrado ogni 30 metri). Il vapore generato da luogo allora ad una spinta contraria che le fa risalire attraverso le screpolature della roccia. In questo processo, le forti pressioni, le elevate temperature e il naturale potere solvente dell'acqua fanno si che essa si carichi di elementi salini e di gas che incontra nell'ambiente sotterraneo, dando luogo a sorgenti calde mineralizzate ed eventualmente termalizzate.
Già nel XVIII° secolo, Nicolò Maria Bologna, in alcune note poi riportate dal Targioni-Tozzetti nelle "Relazioni d'alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana", scriveva che alla Lunigiana non mancavano sorgenti di acque termali per rimedio in varie malattie degli uomini e degli animali...

 
Dal maggio 2019 le acque di Cavezzana sono impiegate nello stabilimento termale che l'amministrazione comunale di Pontremoli ha finalmente aperto a Montelungo, al termine di un lunghissimo iter burocratico.
Un sistema di pompaggio permetterà di superare il dislivello di 160 metri, lungo un percorso di circa 1,2 Km, per raggiungere il centro idropinico dove saranno praticate terapie di cura dell'apparato respiratorio (inalazioni) e di patologie osteo-articolari e dermatologiche (bagni e fanghi).
Il bacino di utenza naturale dovrebbe riguardare principalmente la Lunigiana, ma non è escluso che la bellezza e la tranquillità della zona possano attirare persone in cura anche dal vicino parmense.
● Limpide e leggere acque di Montelungo
Nel pontremolese sono rinomate, per altre proprietà, anche le acque stesse di Montelungo. Limpide, chiare e leggere, facilitano la diuresi e sono quindi consigliate a quanti soffrono di disturbi dell'apparato urinario. Sono quasi prive di residui calcarei e questo è un toccasana in molti usi dove è preferibile evitare le incrostazioni (ferri da stiro a vapore, lavatrici, lavastoviglie, radiatori delle auto ecc.). A tal proposito, è significativo ricordare quanto accadeva ai tempi in cui l'autostrada A15 (Parma-La Spezia) ancora non era stata costruita.
L'allora Strada Statale 62 ovviamente assorbiva tutto il traffico, anche quello pesante, da e per la Pianura Padana. I motori degli autocarri all'epoca non erano tecnologicamente sviluppati come quelli attuali, così come i liquidi di raffreddamento e gli oli lubrificanti. Salire lungo i tornanti della Cisa, a pieno carico, era sempre una piccola impresa. I mezzi erano molto sollecitati, e i propulsori lavoravano sempre a regimi molto alti.
Ebbene le acque di Montelungo venivano utilizzate dai camionisti in transito per togliere dai vecchi radiatori qualsiasi tipo d'incrostazione e per evitare che se ne formassero delle altre.
Ancora nel pontremolese, interessanti acque salutari sarebbero anche quelle della fonte della Cobbia, a Cervara, nella Valle del Verde.
● Acque leggere dal sapore amarognolo
Sul territorio che anticamente faceva parte della Lunigiana storica ci sono moltissimi punti di sbocco di sorgenti naturali che hanno vita autonoma rispetto agli acquedotti pubblici. L'acqua che sgorga ha un sapore tendente all'amarognolo e questo significa che è povera di sali minerali, soprattutto di sodio, ovvero ha un residuo fisso molto basso.
Finora, personalmente, ho riscontrato solo due eccezioni: l'acqua che esce dalle fontanelle nel centro storico di Gragnola di Fivizzano (nei pressi della chiesa, in una piazzetta dietro la chiesa, vicino al ponte sul lucido) e quella erogata dalla fontana monumento presso il Fortino di Forte dei Marmi che, al gusto, risultano sicuramente molto più dolci di tutte le altre.
Grafica titolo argomento  Altre sorgenti naturali della Lunigiana storica

Quando ci si sposta in bicicletta, quindi con un movimento relativamente lento, di sorgenti naturali se ne possono intercettare parecchie. Molte sboccano in luoghi poco accessibili, su stradine comunali secondarie, magari con fondo sterrato. E' difficile trovarle se qualcuno del posto non ti fornisce informazioni adeguate.
Le fontanelle più spartane sono costituite da un semplice tubo (in plastica o metallo) che arriva a basso dalla parete di un monte o di una collina. Certamente non è un aspetto nobile ma questo è un fattore trascurabile rispetto al servizio che svolgono.
Stiliamo perciò un piccolo elenco, senza un ordine particolare, di altre fonti naturali iniziando da quelle più accessibili e frequentate.

LUNIGIANA:
Grafica per elenco puntato

Lungo la strada provinciale che porta da Ugliancaldo a Minucciano, appena 200 metri fuori dal primo borgo troviamo sulla destra una sorgente naturale con una portata molto elevata. La fontana è un obelisco in pietra con bocca di uscita in metallo. L'acqua esce ghiacciata anche in piena estate e quindi è consigliabile dissetarsi poco alla volta. La zona è tutta coperta da castagneti e ci sono delle panchine in legno dove godersi il fresco.

Grafica per elenco puntato

Viaggiando da Casola in direzione di Pieve San Lorenzo, al limite del centro storico, sulla destra, c'è un piccolo parco pubblico coperto da pini marittimi. La fontana della sorgente, dotata di rubinetto, è inglobata nel basso muro anteriore che guarda il parcheggio auto ed è costruita in cemento e pietra.
Siccome l'acqua non scorre in continuazione, può capitare che nel tubo si pressurizzi assumendo un colore biancastro come il latte. La captazione avviene sulle montagne sub-alpine che sovrastano il borgo.

Grafica per elenco puntato

Percorrendo la strada che da Pontremoli porta al Passo del Cirone si incontra l'abitato di Pracchiola. Questa località ha una certa importanza perché nelle sue vicinanze origina il fiume Magra.
Chi fa una sosta e decide di entrare nel borgo si trova sulla destra una casettina in pietra e legno - non visibile dalla strada principale - sotto la quale è posta la "Sorgente del Rio" (vedi anche foto in testa alla pagina).
L'acqua proviene dal massiccio del Monte Orsaro. Sul muro a sinistra della fonte c'è un artistico cartello che riporta alcune caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua. I valori del Ph (pari a 7,5 e definito eccezionale), e del residuo a secco (pari a 76 milligrammi/litro), ci indicano  che è l'ennesima acqua leggera e alcalina presente nella Lunigiana storica.

Grafica per elenco puntato

Lungo la Strada Provinciale n. 39 che da Pontremoli conduce verso il Brattello e Borgo Val di Taro, giunti a circa 7 chilometri dal passo troviamo alla nostra destra una fonte naturale che esce da un muraglione di contenimento della parete montuosa. L'acqua sgorga da una vera e propria fontana costruita dall'amministrazione provinciale di Massa-Carrara negli anni Settanta del secolo scorso. Una targa marmorea con epigrafe segnala che il manufatto, composto da una vasca sormontata da blocchi di pietra arenaria, è posizionato su quello che era un terreno di proprietà degli eredi Magnavacca Giovanni ed Andrea fu Lorenzo.

GARFAGNANA:
Grafica per elenco puntato

Accanto al Santuario della Madonna della Guardia, sul Monte Argegna, c'è una fontanella, molto conosciuta, che eroga acqua di sorgente tramite due rubinetti. La tubazione, che è agganciata ad un «obelisco» in marmo bianco, si presenta abbastanza spartana e traballante, ovvero andrebbe assicurata un po' meglio. Purtroppo i due rubinetti sono talmente vicini che non possono essere usati in contemporanea. Tradotto significa che, quando il santuario è aperto, nei giorni festivi o durante altre feste comandate per attingere acqua si deve fare una discreta fila.

Grafica per elenco puntato

Uscendo da Piazza al Serchio in direzione di Castelnuovo Magra dopo circa un chilometro, sulla sinistra, c'è il bivio per la località San Donnino. All'inizio della strada, in un'area dedicata e transennata, sgorga una sorgente naturale. Il posto, con grande senso civico, è molto curato e pulito. Nel suo complesso la fontana è costituita da tre blocchi in pietra arenaria, messi a triangolo ed uniti da un muro. L'acqua fuoriesce da quello centrale attraverso un'artistica bocca.
Se si rimane fermi una diecina di minuti ci si rende conto che, pur non essendoci la fila, c'è un movimento continuo di persone che si presentano per fare rifornimento con vari tipi di contenitori.

COMPRENSORIO APUANO:
Grafica per elenco puntato

A Torano, il paese degli artisti, difficilmente si può morire di sete perché nell'abitato ci sono varie fontane che erogano in modo continuo acqua freschissima e buonissima proveniente dalle Alpi Apuane.
Molto conosciuta e rinomata è la "Fonte del Pizzutello" la cui acqua sgorga sulle Alpi Apuane vicino ad una grotta e viene condotta a valle con una tubazione che alimenta una fontana costruita in pietra e laterizi.
L'area è stata ristrutturata da poco con apposizione di una lapide in marmo contenente un'epigrafe il cui testo, in versi dialettali, narra la storia della sorgente. Poco distante un cartello pubblico specifica che l'acqua erogata è controllata e non trattata.
Il luogo è un poco decentrato e non molto visibile. Per arrivarci bisogna percorrere la Via Carriona che conduce in paese. Appena passata la curva dell'antico lavatoio, dopo un breve tratto rettilineo sulla sinistra c'è un ponticello da attraversare oltre il quale la strada termina nei pressi della fontanella.

Grafica per elenco puntato

Salendo lungo la strada panoramica che da Carrara porta a Colonnata si attraversa il borgo di Bedizzano nella cui piazza centrale c'è un'artistica fontana in marmo del XVI secolo con tre bocche in metallo che erogano acqua di sorgente. Il manufatto, installato nel 1528, si presenta con un aspetto un po' logoro a causa dell'incedere dei secoli e dell'erosione dell'acqua che scende copiosa.
Parlando con gli abitanti del luogo si scopre che l'origine della fonte è appena fuori del borgo, lungo un sentiero che si inerpica nel bosco sovrastante. Chi proviene da Carrara si trova il tutto sulla destra, prima della serie di curve che immettono in paese. Non c'è un cartello di segnalazione anche perché l'area è abbastanza spartana e frequentata principalmente dagli escursionisti che risalgono il monte e quindi sono pratici dei posti.
La stessa acqua erogata dalla fontana può essere attinta attraverso un tubicino in rame che proviene da un gabbiotto in muratura tipico degli acquedotti.

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La strada che collega Montignoso a Pietrasanta, salendo verso il Castello Aghinolfi e passando poi per Strettoia, nel 2010 è stata battezzata come "La Via dell'Arte". Questo perché lungo il cammino sono state collocate in pianta stabile varie opere di artisti italiani e stranieri. A segnare l'inizio del percorso ci sono la "Fontana delle Chiocciole" di Giuseppe Bartolozzi e una targa che ha ricevuto nel 2006 la benedizione di Papa Benedetto XVI. Vicino a questa spunta dalla parete rocciosa un tubicino in rame che eroga acqua di sorgente proveniente dai monti soprastanti.

VAL DI VARA:
Grafica per elenco puntato

Provenendo da Brugnato in direzione Rocchetta Vara, prima di attraversare l'ultimo ponte che porta in paese, sulla destra c'è uno spiazzo delimitato da siepi dove sgorga una sorgente naturale.
La fontanella è protetta da un'artistica casettina - in legno e muratura - ristrutturata nel 1995 a cura del Comune e della Comunità Montana. Purtroppo bisogna evidenziare che l'uscita dell'acqua avviene da una bocca in metallo poco elevata dal suolo e quindi chi non ha a disposizione un bicchiere, una borraccia o una bottiglia fa molta difficoltà a dissetarsi.

Grafica per elenco puntato

Prima di entrare nel paese di Tivegna - frazione del comune di Follo - sulla sinistra vicino ad una piccola cappella è posta la "Fonte del Purcaeza".
La fontanella ha il corpo in legno sul quale è scolpito un volto. L'acqua, che viene prelevata da una sorgente posta sui monti a cavallo tra Val di Vara e Cinque Terre, esce da un tubicino in metallo.
Sul posto esiste anche una piccola area di sosta - attrezzata per i pic-nic - che serve soprattutto gli escursionisti diretti verso i sentieri del CAI.

Grafica per elenco puntato

Chi viaggia da Carrodano in direzione del Passo del Bracco  qualche chilometro fuori dall'abitato di Mattarana si imbatte sulla destra in una artistica fontanella posta sul ciglio della Strada Statale n.1 Aurelia. Questo è il caso di una fonte che da "rana" si è trasformata in "principessa".
Inizialmente, infatti, l'acqua che origina più in alto, lungo la montagna,  veniva portata a valle con un semplice tubo di plastica e serviva soprattutto come ristoro dei ciclisti che partecipavano alla Gran Fondo delle Cinque Terre.
Oggi ha una veste più consona alla sua utilità grazie ad alcuni abitanti di Mattarana che l'hanno fatta diventare una vera fontanella per dedicarla a due corridori che hanno fatto la storia del ciclismo italiano, Gino Bartali e Fausto Coppi. Sul corpo della fonte compare un ritratto in bronzo di Bartali ed una epigrafe che lo ricorda come "Uomo giusto".
Inutile dire che questo nuovo aspetto più appariscente ha incrementato di molto il numero dei suoi utilizzatori.

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In Piazza Marconi a Pignone, accanto alla Loggia Medievale, è posta una fontana pubblica collegata ad una sorgente naturale. Si nota subito che, aprendo il rubinetto, l'acqua scende senza pressione.
Il servizio è curato dal gestore idrico di zona e le caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua  sono bene evidenziate in un cartello posto sul muro dietro la fontana: una iniziativa assolutamente lodevole che andrebbe applicata anche su altre fonti sparse sul territorio.
L'acqua erogata proviene dalle sorgenti poste sul Monte Malpertuso ed è classificata come alcalina, oligominerale bicarbonato-calcica (Ph 7,7 - Residuo a secco 75 mg/l - Calcio 16,3 mg/l - Ione Bicarbonato 61,6 mg/l).

Continua...
La maggior parte delle persone beve acqua senza tenere conto delle sue caratteristiche chimico-fisiche. Le acque leggerissime sono sempre maggiormente elogiate rispetto alle altre, atteggiamento che - con tutta probabilità - origina da false credenze.
Quando si assume acqua avente un basso residuo fisso e/o poco sodio questa non viene trattenuta dall'organismo e finisce per essere espulsa velocemente sotto forma di urina. Essa va benissimo per le persone che hanno problemi all'apparato urinario e devono fare molta pipì (i messaggi pubblicitari su questa caratteristica abbondano).
Non è invece indicata, ad esempio, per gli sportivi o per le persone che compiono lavori gravosi, perché questi hanno bisogno di reintegrare elementi nobili e liquidi persi in grande quantità con la sudorazione.
● La sorgente ipotermale di Equi Terme
Nel comune di Fivizzano, a Equi Terme, dal monte della Madonna del Bosco scaturisce in grande quantità (100 litri al minuto) un'acqua ipotermale (o tiepida) radioattiva, di rinomate proprietà curative.
Era conosciuta anche ai tempi dei Romani che in loco avevano edificato uno stabilimento balneare, le cui fondamenta furono rinvenute durante lo sbancamento per la costruzione di quello attualmente operativo.
L'acqua termale di Equi è ricca di cloruro di sodio (circa 3 grammi/litro) e questo fattore la classifica tra quelle ad elevata mineralizzazione come, ad esempio, alcune sorgenti di Montecatini Terme. L'alta presenza di solfato di calcio (più di un grammo per litro) fa si che a contatto con l'aria umida si sviluppi idrogeno solforato, reazione che da origine al caratteristico odore di uova marce.
Adoperata come bevanda, dietro controllo medico, può avere funzione ricostituente in certe anemie che non si correggono con i preparati ferruginosi e quindi si ha ragione di ritenere che siano legate ad una insufficiente quantità di zolfo nell'albumina dei tessuti.
Usata come bagno ha un'azione sul ricambio materiale che subisce un'accelerazione dovuta anche all'azione dell'acido carbonico.
Nella terapia balneare la presenza di zolfo svolge un'azione antisettica uccidendo alcuni microrganismi della cute. I carbonati e altri sali alcalini rendono più facile l'azione dello zolfo sulla pelle perché privano la cute del grasso emesso dalle ghiandole sebacee.
Un'altra applicazione terapeutica di rilievo è la cura con le alghe che vengono estratte dal fondo della piscina termale. E' noto sin dall'antichità l'effetto benefico che producono nelle affezioni reumatiche e nei postumi di lesioni traumatiche i fanghi applicati ad elevata temperatura.
Le acque di Equi hanno una speciale importanza anche perché sono naturalmente radioattive, non per la presenza di corpi radioattivi ma per l'emanazione del radium, che è fornito del massimo di radioattività. Tale fatto, con tutta probabilità, deriva dalla particolare costituzione geologica e mineralogica delle montagne apuane (per ulteriori informazioni seguire il link nel bordo destro della pagina).
Dalle fontanelle pubbliche di Equi Terme sgorga invece un'acqua leggerissima e freddissima (anche d'estate), proveniente dalle sorgenti sulle Alpi Apuane, che è un toccasana per coloro che soffrono di malattie dell'apparato urinario.
● Le Terme di San Carlo a Massa
Quando si parla di acque leggerissime molte virtù vengono attribuite a quella di San Carlo a Massa. Le Terme di San Carlo devono il loro nome al vescovo di Milano Carlo Borromeo. Il prelato soffriva di calcoli renali e quando transitava in questa zona non mancava di soffermarsi alle Terme per bere l'acqua sorgente dalle Apuane, che gli dava molto giovamento.
L'acqua di San Carlo è classificata come oligominerale e sgorga ad una temperatura tra i 12° e i 13°. Si tratta di un'acqua "istofila", che ha lo stesso Ph e la stessa composizione salina dei tessuti umani. Il bassissimo residuo fisso (56 mg/l), il Ph (5,72) e la durezza totale (1,7) la rendono particolarmente indicata in tante malattie dell'apparato urinario, nei disturbi metabolici e nell'alterazione delle funzioni digestive.
L'acqua di San Carlo è ottima anche in campo pediatrico e procura giovamento anche alle donne in stato di gravidanza, agli ipertesi e ai cardiopatici grazie al suo bassissimo contenuto di sodio.
Chi transita a San Carlo può fruire liberamente dell'uso di quest'acqua rinomata grazie ad una moderna tubazione (non proprio in stile con la sua storia e le sue virtù) che la porta lungo la strada panoramica che da Massa porta al Passo del Vestito. Non ci si può sbagliare sulla posizione: per dissetarsi o riempire qualche bottiglia da portare a casa solitamente bisogna mettersi in coda.
● La sorgente della Camilla ad Aulla
L'acqua della sorgente "Camilla" fu condotta in Aulla verso la fine dell''800, dalle Ferrovie dello Stato e utilizzata per i propri cantieri della costruenda Ferrovia Pontremolese. Ma la fonte era già nota da tempo alla popolazione e l'acqua, secondo tradizione, era dotata di grandi proprietà.
La sorgente scaturisce dalla viva roccia del Monte Porro, poco lontano dal villaggio medievale di Burcione, sul tracciato di Monte della Via Francigena e lungo il percorso dell'attuale Trekking-Lunigiana (Aulla-Bibola).
L'acqua della "Camilla" produce effetti benefici nella cura della calcolosi, nei disturbi della digestione e dell'apparato urogenitale, nella cura della gotta e dei disturbi del fegato.
La sorgente oggi trova sbocco in alcune fontane pubbliche, delle quali la più frequentata è quella posta all'inizio della strada comunale per Bibola. Anche in questo caso, nelle ore centrali del giorno, per approvvigionarsi è probabile che si debba fare la fila. Il Comune cura la manutenzione delle condotte e dispone frequenti controlli sanitari per verificare la potabilità dell'acqua (per maggiori informazioni vedi link nel bordo destro della pagina).
FONTI: vedi pagina principale "La Lunigiana"
 

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