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Val di Vara

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  QUI TOURING del gennaio 1972 - Copertina dedicata al primo anno di vita della rivista

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Archivio di grandi eventi
nazionali ed internazionali,
inchieste, reportages su
quotidiani e riviste celebri

 

FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - Golfo della Spezia  GOLFO DELLA SPEZIA

Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e
perfettamente conservati...

Close Up

Argomenti in primo piano,
news, eventi e storia del territorio

San Pietro Vara in fiera
Nella più importante frazione di Varese Ligure viene organizzata ogni anno una fiera che richiama tanta gente da tutti i territori limitrofi. Durante la festa le cantine sono aperte per degustare i prodotti biologici locali, si può assistere alla battitura del grano e alla rievocazione degli antichi mestieri lungo le viuzze del centro storico...

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Vini DOCdelle Cinque Terre
Insieme all'ulivo, la vite è la coltura più antica della Liguria. Il fiore all'occhiello della regione sono i vini delle Cinque Terre, ai quali toccano le prime citazioni storiche, risalenti ai tempi dei romani...

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Antiche ricette in Lunigiana
Piatti prelibati di una cucina
essenziale, ma non per questo
meno saporita. Cibi dal sapore
antico che tornano ad imbandire
le nostre tavole dopo essere stati
riscoperti a nuova vita...

Elenco puntato - Antiche ricette in Lunigiana

Prodotti naturali del bosco
In Lunigiana sono molte le
risorse naturali che «madre
terra» dispensa a tutti i residenti.
I boschi pullulano di funghi,
castagne, piante officinali...

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Le Strade del Miele
Un progetto pilota, in linea con quelle che sono le politiche agricole dell'Unione Europea, è stato inaugurato nel 2010 dai comuni di Calice al Cornoviglio (Val di Vara), Tresana e Mulazzo (Lunigiana). Si tratta della prima "Strada del Miele", uno degli itinerari che verranno realizzati per valorizzare questo prodotto tipico che in Lunigiana, dal 2004., ha il marchio DOP...

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Carta della Lunigiana Storica
Una cartina con note mostra il
territorio, un tempo abitato dai
bellicosi Liguri Apuani,
da dove parte questo sito...

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Liguri Apuani e Statue Stele
Le radici più profonde delle
comunità lunigianesi affondano
fino alle soglie della protostoria.
Mari e monti della Lunigiana Storica (comprendente anche Val di Vara e Val di Magra) un tempo erano occupati dalla bellicosa
popolazione dei Liguri Apuani...

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Le vie di pellegrinaggio
I pellegrinaggi a Gerusalemme iniziarono già dai primi secoli dopo la morte di Cristo. La via Francigena non vide solo il passaggio di pellegrini ma anche di viandanti, militari e mercanti che misero a confronto la loro cultura con quella dei territori attraversati...

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PIGNONE - Una ruspa dei Vigili del Fuoco intenta a liberare il greto del torrente dal legname accumulatosi durante il nubifragio del 25-10-2011

Nubifragio del 25/10/2011
Un evento atmosferico di
eccezionale portata ha dato luogo
a forti precipitazioni nel Levante
ligure e nell'alta Toscana.
Come conseguenza, le esondazioni
di canali, torrenti e fiumi hanno
originato una vera e
propria apocalisse...

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Alluvioni in Liguria dal 1894
In Liguria i disastri legati al
maltempo sono determinati da
tanti fattori. Alluvioni e
devastazioni operate da corsi
d'acqua impazziti, violente
mareggiate e frane sono da sempre
una costante del territorio...

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Liguria regione ad elevato
rischio idrogeologico

Secondo uno studio di
Legambiente in Liguria sono
molti i territori che risultano
fragili ed esposti ad un elevato
rischio idrogeologico...

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Il polmone verde della Liguria

Ecologia

 

L'INDICE BOSCHIVO
PIU' ALTO D'ITALIA

Un antico detto riferito alla Liguria suona così: "Terra di poca terra e molto mare". Alla prova delle cifre ciò è assolutamente falso. La Liguria, infatti, in proporzione alla sua estensione è la regione col più alto indice boschivo d'Italia. La Val di Vara contribuisce in maniera preponderante a questo positivo primato, tant'è che viene definita il suo "polmone verde", in quanto le sue superfici boschive raggiungono l'80% del totale regionale. I fiori, i boschi, la natura incontaminata, il fiume Vara contraddistinguono questa vallata che ormai da anni è impegnata nel recupero del territorio per destinarlo ad attività produttive biologiche ed insediamenti abitativi ad alta qualità di vita.

PIGNONE - L'artistico Ponte Vecchio cinquecentesco a schiena d'asino (uno dei più caratteristici della Val di Vara) purtroppo crollato durante il nubifragio del 25-10-2011  

Il Ponte Vecchio di Pignone non esiste più: è crollato sotto
la furia delle acque durante il nubifragio del 25-10-2011

Terra di passaggio

Borghi rotondi e sport fluviali

Infiorate a Brugnato

Parco del Magra

POLVERARA - La Polverara Xc Bike era la gara di mountain bike più longeva della Provincia della Spezia. Nel 2011 non è stata disputata per mancanza di fondi TIVEGNA, frazione del comune di Follo  -  La fonte del Purcaeza dove sgorga un'ottima acqua oligominerale BRUGNATO - Un maestro infioratore intento a disegnare con i fondi del caffé VAL DI VARA - Panorama di Bracelli, frazione del comune di Beverino
Prodotti della buona tavola nelle valli del Pignone e del Casale
Il Comune di Pignone si trova al confine con il Parco Nazionale delle Cinque Terre da cui dista pochi chilometri. Da Pignone è possibile raggiungere in auto Monterosso al Mare e Levanto in una ventina di minuti. La vita di Pignone ruota oggi attorno alla pieve romanica di Santa Maria Assunta, con un dedalo di piccoli e suggestivi carruggi che convergono sulla piazza G. Marconi, in origine un foro boario. Questo comune della Provincia della Spezia è uno dei cinque con popolazione inferiore a mille unità. Il territorio occupa 16,22 chilometri quadrati con un numero di residenti di 648 unità. Oltre a Pignone capoluogo, con 390 abitanti, il Comune è caratterizzato dalla presenza di numerosi piccoli borghi che nel loro insieme costituiscono le valli del Pignone e del Casale. Fra questi ricordiamo Monti, Faggiona, Catornola, Cappelletta, Villa e Casale.
■  La terra del popolo del Cigno, gli antichi Liguri
La prima documentazione dell'esistenza dell'insediamento abitativo risale al 1149 quando, in una bolla di Eugenio III si parla di un borgo sorto su un preesistente "pagus" romano posto all'incontro di due antiche vie che conducevano l'una a Segesta (oggi Sestri Levante) e l'altra a Velleia, nell'Appennino Piacentino, della quale oggi rimangono significative rovine.
Nel 1252 il vescovo di Luni cede Pignone alla potente famiglia dei Fieschi di Lavagna. L'imperatore Arrigo VII di Lussemburgo soggiorna a Pignone nel 1312, quando era in viaggio verso Roma per essere incoronato tale. Nel '500 furono create tre porte di accesso al borgo fortificato. Oggi sopravvive solo quella posta all'inizio del Ponte Vecchio, singolare costruzione ad unica arcata risalente all'anno 1000, che era uno dei simboli più conosciuti del comune della Val di Vara e che purtroppo è stato spazzato via dalla violenza delle acque durante l'alluvione del 25 ottobre 2011.
Durante il periodo napoleonico la sede comunale viene trasferita nel vicino borgo di Casale ma, con l'avvento del regno sabaudo, riportata a Pignone. La loggia che domina Piazza Marconi, è ricostruzione seicentesca della preesistente, collocata con ogni probabilità nelle vicinanze. E' documentato che sotto la loggia nell'aprile del 1465 i pignonesi giurarono fedeltà al Duca di Milano Francesco Sforza.
Per ricordare il passato e la sua storia millenaria l'Amministrazione comunale di Pignone, in accordo con la Pro Loco e le associazioni di volontariato, ha coniato per Pignone il motto "La terra del popolo del Cigno, gli antichi Liguri ". Non a caso il cigno, animale simbolico di Apollo, fu considerato sempre dai Liguri manifestazione di regalità di origine divina. Dell'Età del Bronzo e del Ferro è il Castellaro, raggiungibile a mezzo di due comodi sentieri, area di interesse comunitario (S.I.C.), inserita dal 2000 fra i siti soggetti a particolare tutela ambientale per la presenza di un complesso e delicato sistema carsico.
■  Gli Orti di Pignone: prodotti tipici ed enogastronomia
Vengono denominati tradizionali quei prodotti agroalimentari i cui metodi di lavorazione, ovvero conservazione, risultano consolidati nel tempo secondo regole tradizionali per un periodo non inferiore ai venticinque anni così come previsto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Nell'Atlante della Regione Liguria che cataloga i prodotti tipici della terra e di trasformazione sono stati inseriti, dal 2003 al 2004, la salsiccia di Pignone, il pan di patate, la cipolla di Pignone, la patata di Pignone, il granturco cd. dell'asciutto e cinque varietà di fagiolo (borlotti, cannellini, cenerini, lupinari, dell'aquila).
Il fagiolo di Pignone è noto fin dai tempi di Napoleone in quanto le sue truppe ne facevano incetta, preferendolo ad altri tipi perché più saporito. Era coltivato intensivamente e la popolazione locale lo utilizzava anche come merce di scambio per procurarsi sale e olio.
Anche la patata di Pignone è stata sempre apprezzata sia sui mercati provinciali che regionali ed è un prodotto che trova applicazione in quasi tutti i piatti tipici della cucina locale. Il gusto prelibato deriva dal terreno in cui viene coltivata, dai sali minerali contenuti nelle acque di irrigazione delle colture e dal fatto che per la concimazione dei campi non vengono utilizzati prodotti chimici.
Gli agricoltori delle valli del Casale e del Pignone sono oggi circa una ventina ed hanno costituito un'associazione per operare nel rispetto degli antichi metodi ereditati e consolidati nel tempo, con regole precise che disciplinano le varie produzioni. Questo ha anche consentito di superare al meglio le tante difficoltà derivate dal nubifragio del 25 ottobre 2011 che aveva seriamente danneggiato quasi tutte le superfici coltivabili.
Nell'ultimo fine settimana di agosto ha luogo a Pignone la mostra denominata Gli Orti di Pignone" durante la quale tutti i prodotti della terra vengono offerti in degustazione e posti in vendita nella piazza principale del borgo che si trasforma  in un vociante mercato. L'evento, che richiama ogni anno migliaia di visitatori, tra i quali molti turisti, è organizzato dal Comune di Pignone, dalla pro Loco, dall'Associazione dei produttori delle Valli del Pignone e del Casale e dalle Associazioni di volontariato locale.
Cantine aperte, bancarelle, taxi a cavallo, stand gastronomici anche lungo le vie del borgo, dove si possono apprezzare tante cose buone provenienti dalla Val di Vara e dalla vicina costa. Oltre agli ortaggi, c'è un'ampia scelta di piatti tipici realizzati con ingredienti locali: miele, formaggi, olio, vino, farina di castagne e di mais. A Pignone sono molto rinomate anche le salcicce di maiale.
Dal 2009, tra gli espositori è presente lo stand di Assergi, paese terremotato in provincia dell'Aquila, dove hanno prestato soccorso i volontari della Protezione Civile di Pignone. L'amicizia tra le due località si è rafforzata nel 2011 quando gli abruzzesi hanno portato aiuti a Pignone pesantemente colpito dall'alluvione del 25 ottobre.
Per maggiori informazioni consultare anche:
Elenco puntato - Link al sito del Comune di Pignone  www.comune.pignone.sp.it
Elenco puntato - Link al sito del "Salone del Gusto"  www.salonedelgusto.it
Elenco puntato - Link al sito "Terra Madre"  www.terramadre.info
Varese Ligure, nel 1991 primo "comune ecologico" d'Europa
Il progetto della "Valle del biologico" è stato un naturale processo per la sopravvivenza di tutto il comprensorio; la limitata presenza umana, la zootecnia estensiva, l'assenza del chimico e l'orografia del territorio che non consente grandi insediamenti produttivi fanno si che la Val di Vara non possa certo competere in quantità con zone come la vicina Val Padana. Questa differenziazione, che punta più ad un mercato di elitè, consente un maggior controllo qualitativo dei prodotti ed una loro protezione per quanto riguarda il marchio e le località di provenienza.
Con la costituzione, nella primavera 2003, del Consorzio di Produttori "Valle del biologico" ha preso il via anche un processo di valorizzazione e commercializzazione dei beni tipici dell'agricoltura e delle produzioni agro-alimentari.
Il  successo  dell'iniziativa  è  stato  tale che circa l'80% del territorio coltivato è stato convertito all'agricoltura biologica.
Ecologia è quindi la parola d'ordine per le amministrazioni locali nel promozionare in Italia e all'estero la Val di Vara. Natura, ambiente, sport, vita all'aria aperta sono molto apprezzati anche oltreoceano. Basti pensare che la vallata ha la più alta percentuale di agriturismo

di tutta la Provincia di La Spezia.
Prestigiose testate giornalistiche come "The Washington Times" hanno inviato qualificati giornalisti per relazionare sulle bellezze paesaggistiche, la storia, la cultura, le tradizioni e l'enogastronomia del territorio. Nell'alta Val di Vara è rinomato il borgo storico di Varese Ligure, importante snodo medievale, che nel 1999 è stato il primo comune in Europa ad ottenere la denominazione di "Comune Ecologico" con certificazione internazionale ISO 14001 alla quale, nel maggio del 2002 si è aggiunta la certificazione europea EMAS.

VARESE LIGURE - La chiesa di San Filippo Neri

VARESE LIGURE - Chiesa di San Filippo Neri

Sui crinali delle montagne, che caratterizzano l'Alta Via dei Monti Liguri, il territorio comunale ospita una delle prime centrali eoliche rese operative in Italia.
Varese Ligure è stato il primo comune della Val di Vara a produrre energia elettrica tramite impianti fotovoltaici che sono stati collocati sulla copertura del Palazzo Comunale e su quella della Scuola Media G. Bobbio.
A gennaio 2008 tutti i Comuni i cui territori generano impatti diretti ed indiretti sui fiumi Magra e Vara hanno ottenuto la certificazione di qualità denominata "Uni En Iso 14001" di enti locali e pubblici o la registrazione EMAS. Questo fa si che il Parco Naturale Regionale del Magra sia, al momento, il territorio eco-certificato più esteso d'Europa.
In quest'ottica di salvaguardia del territorio, con interventi che hanno richiesto circa 2 milioni di Euro, il fiume Vara è oggi balneabile. Il progetto è stato caratterizzato dalla realizzazione e sistemazione di condotte fognarie ed impianti  con l'introduzione di sistemi di fittodepurazione. Sono sempre di più le famiglie che, al posto delle affollate spiagge della vicina costa ligure e toscana, preferiscono trascorrere i loro giorni di relax sulle rive del fiume. Non bisogna dimenticare che il Vara è sempre stato méta ricercata dei canoisti di tutt'Italia in quanto, per la sua conformazione, consente impegnative ed affascinanti discese. In alcuni periodi dell'anno, quando il corso è più "grosso" per le piogge, viene praticato anche il "rafting".
Il Vara è inserito dalla F.I.C.K (Federazione Italiana Canoa Kayak) nel novero dei campi di gara nazionali. Numerose sono anche le manifestazioni turistiche promozionate dalla F.I.C.T. (Federazione Italiana Canoa Turistica).
Fonti:
- La Gazzetta del Vara - "Il Sole Magazine"
- Il Secolo XIX - "Spazio Aperto"

- Comunità Montana dell'Alta Valle del Vara
- QN Quotidiano Nazionale / La Nazione
Grafica titolo paragrafo  Nell'agricoltura biologica la regola è "prevenire meglio che curare"

L'"agricoltura biologica" è un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l'impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze chimiche di sintesi per concimare, diserbare e combattere insetti e funghi. Per l'allevamento si fa ricorso all'uso di alimenti naturali, di farmaci omeopatici o fitoterapici. Particolare riguardo si ha nei riguardi del benessere animale dando loro l'opportunità di muoversi in spazi più ampi e di vivere all'aria aperta.
In agricoltura biologica la regola è “prevenire è meglio che curare”, impiegando varietà resistenti alle malattie, adottando la rotazione delle colture, consociando diverse varietà di ortaggi usando fertilizzanti naturali come il letame opportunamente compostato ed altre sostanze organiche compostate.
Ma quali garanzie hanno i cittadini che i prodotti definiti biologici lo siano veramente?
I prodotti biologici sono il risultato di un metodo di produzione controllato e certificato in tutte le sue fasi.
Il controllo e la certificazione sono affidati per legge ad organismi autorizzati che visitano le aziende agricole e le industrie di trasformazione per verificare che sia rispettata la normativa. Tra queste, oltre l'Ente Certificatore, ci sono i NAS (Nuclei anti sofisticazioni), NAC (Nucleo antifrodi dei Carabinieri), l'Ispettorato Agrario, il Corpo Forestale dello Stato, Repressione Frodi.
Scegliere un prodotto biologico locale vuol dire tutelare la salute del consumatore e quella dell'agricoltore, tutelare gli ambienti naturali, contribuire a mantenere sano ed integro il paesaggio rurale.

■  Rispetto del suolo e coltivazioni in armonia con l'ambiente

Fino all'avvento dell'era industriale l'attività agricola modellava i suoi ritmi adattandoli a quelli della natura e le produzioni ottenibili erano quelle che generosamente l'ambiente metteva a disposizione dell'uomo. Nel XX secolo l'agricoltura si è vista offrire l'opportunità di intervenire, modificandolo, sull'ambiente in cui è chiamata ad operare. Di conseguenza sono aumentate le rese in funzione dei mezzi disponibili. Tecniche estremamente sofisticate permettono oggi al coltivatore di ottenere una produzione qualitativamente e quantitativamente sempre meno influenzata dagli agenti atmosferici, ma dipendente da consistenti apporti energetici esterni.
Il boom produttivo instauratosi a partire dagli anni '70 aveva creato una diffusa ed illimitata fiducia nelle possibilità offerte dai mezzi tecnici disponibili. La produttività è quindi diventata l'unico mito da inseguire senza curarsi dei costi, di ogni tipo, che vengono sostenuti per raggiungere i massimi livelli produttivi. Non c'è dubbio infatti che, a fronte di un vistosissimo aumento delle produzioni, c'è da considerare l'impatto che l'agricoltura moderna ha sull'ambiente. Nei paesi più tecnologicamente

avanzati questa tendenza si spinge a livelli tali da determinare eccessi di produzione e conseguenti problemi per il suo smaltimento. Nei paesi più poveri, o in via di sviluppo, l'eccessivo sfruttamento agricolo del suolo ha provocato gravi disastri ambientali. In questo quadro generale cresce sempre più l'interesse per una agricoltura in sintonia con l'ambiente, l'agricoltura biologica. Questo modo di intendere e di effettuare la coltivazione della terra viene anche chiamata "agricoltura biodinamica" e si interessa del complesso degli interventi volti ad influenzare, ai fini produttivi, sia l'ecosfera che lo strato di suolo interessato dall'apparato radicale. Tale attività è

VAL DI VARA - Allevamento di ovini

finalizzata non solo all'ottenimento di rese elevate ma, soprattutto, al rispetto della fertilità del suolo e all'ottenimento di produzioni di buona qualità, mediante nuove tecniche di concimazione, di allevamento e di difesa parassitaria.
Stabilire delle tecniche di coltivazione anche nell'ambito dell'agricoltura biologica è fondamentale. Infatti, nelle scienze agrarie, l'agroecosistema non è compreso fra gli ecosistemi naturali. Questi ultimi sono caratterizzati dalla presenza di un numero elevato di specie animali e vegetali, ognuna delle quali rappresentata da un esiguo numero di individui. Nel campo invece l'equilibrio naturale viene alterato ponendo a coltura una o poche specie vegetali, rappresentate da un numero elevatissimo di soggetti. E' evidente che, in ambito agricolo, gli interventi agronomici possono essere intesi come dei tentativi volti a contrastare la natura nella sua tendenza a ristabilire equilibri stabili.
Storicamente, i primi studi relativi a metodi biologici o biodinamici da applicare alle coltivazioni di vegetali risalgono ai primi decenni del secolo scorso, e proseguono tuttora con la continua scoperta di sostanze organiche che, adoperate in piccole dosi, sono in grado di agire come esaltatrici della vitalità delle piante o come stimolanti l'attività del terreno. Tali preparati sono alla base di tutto il metodo e vengono utilizzati per varie pratiche agronomiche.
Comunque la trasformazione da azienda a carattere chimico-tradizionale in azienda biologica deve avvenire per gradi, in modo che non sia mai compromesso l'equilibrio finanziario. Solitamente è preceduta da una diagnosi dello stato del suolo, estesa anche all'esame della sua struttura...

Titolo paragrafo - Lotta antiparassitaria  Lotta antiparassitaria

Di fondamentale importanza nelle coltivazioni biologiche è la lotta antiparassitaria. Il diserbo viene effettuato con speciali bruciatori portatili che permettono di "lessare" l'erbaccia senza danneggiare le colture.
In caso di attacco di parassiti, si debbono usare mezzi non tossici o a bassissima tossicità: decozioni e macerazioni di ortica, asperella, assenzio, equiseto, tanaceto, etc., soprattutto a scopo preventivo.
Gli insetticidi sono di origine vegetale. Le polverizzazioni devono essere effettuate il mattino presto, con estratti da piante diverse: rotenone, piretro, quassia, nicotina (per i casi più gravi). Solitamente il rotenone è il più impiegato, perché efficace contro numerosi insetti.
Lo zolfo e i sali di rame combattono i funghi e sono efficaci contro gran parte delle malattie da crittogama.

Titolo paragrafo - Tecniche di coltivazione  Tecniche di coltivazione

Una delle tecniche basilari dell'agricoltura biologica è la rotazione. Cioè nello stesso appezzamento di terreno si succedono piante appartenenti a specie diverse. La rotazione controlla lo sviluppo delle infestanti, mantiene la fertilità del terreno e consente di raggiungere buoni risultati produttivi.
La concimazione si avvale di sole sostanze naturali (concimazione organica) integrate, in caso di necessità, con sostanze minerali naturali. La materia organica non viene impiegata direttamente, ma subisce prima una fermentazione aerobica, cioè operata da batteri e microrganismi in presenza di ossigeno.
Il compostaggio deve avvenire con precisi criteri, miscelando opportunamente i materiali raccolti, che devono essere inumiditi e triturati. Al fine di ottenere un buon humus è necessario stabilire opportuni

VAL DI VARA - Il verde di un tipico paesaggio collinare

rapporti fra il carbonio e l'azoto.
La concimazione verde si esegue con leguminose, graminacee e crucifere. Si utilizzano soprattutto senape, colza e rape. I concimi verdi non vanno mai interrati con l'aratura; devono invece essere falciati, finemente sminuzzati e sparsi sul terreno.
A differenza della concimazione verde, il sovescio consiste nell'interramento di leguminose e graminacee ed è una pratica in uso su coltivazioni estese, che coincide col periodo della fioritura, quando cioè le piante sono più ricche di sostanze nutritive e di azoto.
La pacciamatura consiste nello spargere sul terreno, in strato sottile, erba, paglia tritata, fieno misto a foglie.

La terra deve comunque poter respirare attraverso la sua copertura che consente una maggior protezione delle radici dagli sbalzi di temperatura, minori perdite d'acqua nei mesi caldi, limitazione nello sviluppo delle erbe infestanti, eliminazione della sarchiatura, arricchimento del suolo di sostanza organica.
Il letame non deve mai essere interrato fresco: va compostato in cumulo o sparso in superficie.
Per la concimazione minerale si utilizzano sostanze naturali che non abbiano subito manipolazioni chimiche. Esse arricchiscono il terreno di potassio, sodio, calcio e magnesio. L'azoto viene in genere fissato dalle leguminose. In casi particolari si possono fare aggiunte di nitrato di sodio cileno.
Fosfati naturali provenienti dal Nord Africa sono destinati di preferenza a suoli acidi o neutri...

Fonti del testo  Fonte: "Le produzioni tipiche e le attività ricreative della campagna" - TURISMO VERDE - Tullio Motta
      (con il contributo del Ministero Agricoltura e Foreste);
■  Nasce alla Spezia il primo mercato contadino Bio della Liguria

Martedì 17 giugno 2014 è partito in via sperimentale alla Spezia il «Mercato Contadino Biologico» di Piazza Fregosi, nato su iniziativa di un gruppo di aziende agricole dell'area ligure-apuana e dell'Assessorato alle Attività Produttive del Comune della Spezia. Il mercato sta ora operando in una fase sperimentale che prevede lo svolgimento con cadenza quindicinale nella giornata di martedì dalle 8.00 alle 13.00, contemporaneamente al già affermato mercatino rionale di via Prosperi.
Il mercato ha preso vita dopo un lungo percorso di mediazione iniziato nel marzo scorso quando un comitato produttori agricoli biologici, rappresentanti dell'associazione Crisoperla, un rappresentante della Condotta Slow Food Golfo dei Poeti – Cinque Terre – Val di Vara - Riviera spezzina e un rappresentante dei commercianti della piazza, si sono seduti attorno ad un tavolo con l'assessore alle Attività Produttive del Comune della Spezia Corrado Mori, che ha accolto la proposta offrendo come luogo di svolgimento Piazza Fregosi nel quartiere di Migliarina. 
Al mercatino possono aderire unicamente i produttori in possesso di certificazione biologica rilasciata da ente certificatore riconosciuto con attività nei territori della Lunigiana storica, area vasta ricompresa nelle province della Spezia e Massa Carrara, Garfagnana, Alta Versilia ed aree montane delle province di Parma e Reggio Emilia. Si tratta di un comprensorio omogeneo per storia, tradizioni culturali e gastronomia che richiama altresì la presenza ligure con particolare riferimento ai popolamenti apuani.
Attraverso il mercatino non vengono solo valorizzate le produzioni locali e tradizionali ma anche sviluppate, unitamente alla vendita, iniziative culturali attraverso apposito programma che vedono coinvolti il Comune della Spezia accanto ad altri Comuni della Lunigiana storica, i Parchi nazionali e regionali, Slow Food ed altre associazioni interessate ad operare in rete per la promozione e la tutela dei prodotti di qualità .
In futuro troveranno spazio nel mercato anche i produttori, allevatori e pescatori di Comunità del Cibo e Presidi Slow Food con la presenza di un apposito spazio dedicato a rotazione. Con la loro collaborazione si svolgeranno laboratori del gusto Slow Food, conferenze, attività sul campo atte a far conoscere il mondo agricolo, la pesca e l'allevamento .

Fonti del testo  Fonte:  COMITATO di produttori agricoli biologici locali  -  Comunicato stampa Associazione CRISOPERLA
Educazione ambientale e "Strade del Miele"
Calice al Cornoviglio sorge sul fianco del Monte Cornoviglio, sperone dell'Appennino ligure, dal quale scende il torrente Usurana. Il comune si estende su una superficie di circa 34 chilometri quadrati, con una popolazione di poco più di 1.100 abitanti e il capoluogo è posto ad un'altezza sul mare di 405 metri. Nell'imponente Castello di Calice, centro di vita e di vitalità della zona, è ospitata la Biblioteca Davide Beghé, il Museo Pietro Rosa, il Museo dell'apicoltura ed il Centro di educazione ambientale della Provincia. Quest'ultimo gravita attorno una ventina di chilometri di sentieri che si uniscono all'Alta Via dei Monti Liguri ed è arricchito da un Orto Botanico, una Biblioteca multimediale, un laboratorio scientifico di ricerca ed acquari per lo studio della fauna ittica.
Da Calice al Cornoviglio parte la "Strada del miele", un itinerario alla scoperta del cibo degli dei, che vede raggiunti i comuni lunigianesi di Tresana e Mulazzo. Questa iniziativa è un progetto pilota che intende valorizzare un prodotto tipico del comprensorio tra Liguria e Lunigiana, ma è anche un'occasione per degustare l'eccellente enogastronomia locale, fare acquisti agricoli direttamente dai produttori e uno strumento per rilanciare il turismo in un entroterra ricco di storia, cultura, arte e bellezze paesaggistiche
Concorso "Mieli dei Parchi della Liguria"
Il Concorso "Mieli dei Parchi della Liguria" è nato con l'obiettivo di promuovere e valorizzare il miele ligure e accrescerne la qualità attraverso la verifica delle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche.
Il concorso, istituito per la prima volta nel 1999 e promosso dall'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Genova, è frutto oggi di una positiva collaborazione fra la Regione Liguria, i Parchi Regionali Alpi liguri, Antola, Aveto, Beigua, Montemarcello-Magra, Piana Crixia e Portofino, il Parco Nazionale delle Cinque Terre ed altri enti liguri.
L'edizione 2014 vede il Parco del Beigua capofila dell'iniziativa.
Il Concorso è aperto a tutti gli apicoltori che operano in area Parco o in aree a queste funzionalmente connesse, ed in regola con le vigenti leggi sull'apicoltura (L.R.36/1984 e suoi aggiornamenti e leggi nazionali), interessati a conoscere ed accrescere la qualità del proprio prodotto, attraverso la valutazione delle caratteristiche dei campioni di miele, che verranno sottoposti gratuitamente ad analisi chimico-fisiche.
I controlli avverranno presso il Laboratorio Regionale per le Analisi dei Terreni e delle Produzioni Agroalimentari di Sarzana.
I prodotti verranno valutati anche dal punto di vista organolettico da una giuria di assaggiatori iscritti all'Albo Nazionale degli esperti in analisi sensoriale del miele.
La giornata conclusiva del Concorso 2014 avrà luogo nel Parco del Beigua, a Campo Ligure (Ge), presumibilmente nella giornata di domenica 23 novembre 2014.
Fonte:  Ente Parco di Montemarcello-Magra
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