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QUI TOURING del 1 e 16 luglio 1978 - L'Amerigo Vespucci, a vele spiegate, in navigazione nel Mar Mediterraneo

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Archivio di grandi eventi
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FINESTRE APERTE
SUL TERRITORIO

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

 A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - Golfo della Spezia  GOLFO DELLA SPEZIA

Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

 
 
 
 

Fotografie © GIOVANNI MENCARINI

 
Le Cinque Terre  Non solo mare...
CINQUETERRE - Terrazzamenti della costa collinare a Corniglia
L'ottavo giorno, dopo essersi riposato, Dio disse fra sé e sé: "Manca ancora qualcosa...".
E creò le
Cinque Terre.
 
 

Blocco Notes

Patrimonio Mondiale dell'Umanità UNESCO
Le Cinque Terre sono un lembo di costa della Riviera orientale ligure appartenente ai comuni di Riomaggiore, Vernazza e Monterosso. Contribuiscono alla loro denominazione anche Manarola (frazione di Riomaggiore) e Corniglia (frazione di Vernazza).
Il territorio, posto in provincia della Spezia, è molto frastagliato, con coste rocciose a picco sul mare e colline retrostanti alte più di 500 metri sulle quali si trovano altre amene località di villeggiatura (Groppo, Volastra, San Bernardino ecc.).
Per meglio illustrare le caratteristiche delle Cinque Terre basta riferirsi a quanto scrisse lo storico, geografo e vescovo Mons. Agostino Giustiniani (vissuto tra il 1470 e il 1536) nel suo lavoro "Descrittione della Lyguria", che è il resoconto di un viaggio da lui compiuto da Ponente a Levante, istruttivo come pochi, dove si citano abitanti, frutti della terra e del lavoro, centri e modi di vita. Sulle Cinque Terre egli descrive il proprio sbalordimento di fronte al lavoro, fatica di generazioni, che ha reso coltivabili montagne aride e a precipizio, tutte infine disseminate di vigne, "alla vindemia delle quali in qualche luoghi è necessario che gli huomini si calino dalle rupi ligati nel mezzo per una corda". E il vino che ne risulta è eccellente, celebre in quasi tutto il mondo e servito alla mensa di baroni, principi e re.
Grafica titolo testo  Indirizzi e numeri utili per soggiorno e turismo
        Useful addresses and telephone numbers for stay and tourism
APT - Azienda di Promozione Turistica Cinque Terre e Golfo dei Poeti
Viale Mazzini n. 47 - 19121 La Spezia SP
Telephone: +39.0187.254311  /  Fax: +39.0187.770908
ATC Esercizio S.p.A. - Trasporto Pubblico locale alla Spezia
Via Leopardi n.1 - 19124 La Spezia SP
Telephone exchange: +39.0187.522511 - Fax: +39.0187.516832
Infopoint: +39.0187.522588
Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre Golfo dei Poeti
Navigazione Golfo dei Poeti - Via Don Minzoni n.13 - 19121 La Spezia SP
Telephone: +39.0187.732987
Parco Nazionale delle Cinque Terre
sede c/o Stazione Ferroviaria di 19017 Manarola - Via Discovolo snc
Telephone: +39.0187.762600  /  Fax: +39.0187.760040
c/o Stazione Ferroviaria di 19017 Riomaggiore: +39.0187.760091
c/o Stazione Ferroviaria di 19018 Corniglia: +39.0187.812523
c/o Stazione Ferroviaria di 19018 Vernazza: +39.0187.812533
c/o Stazione Ferroviaria di 19016 Monterosso: +39.0187.817059
ATI 5 Terre - Servizi Turisti Integrati del Parco Nazionale Cinque Terre
Via Roma - 19018 Vernazza SP
Telephone: +39.0187.762607
Consorzio Turistico Cinque Terre
Loc. Loreto / Parcheggio Multipiano - 19016 Monterosso al Mare SP
Telephone: +39.0187.819270
Cooperativa Agricoltura Cinque Terre
Località Groppo - 19017 Riomaggiore SP
Telephone: +39.0187.920435
Pro Loco di Monterosso
Via Fegina n.38 - 19016 Monterosso SP
Telephone / Fax: +39.0187.817506
 ●  Riferimenti al 30 luglio 2016, desunti dai siti ufficiali di Enti e Società citati
Si capisce pertanto che il destino di questi cinque borghi marinari è sempre stato storicamente e insolitamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca, se si eccettua un'importante tonnara che è esistita a Monterosso fino alla metà dell'Ottocento (vedi note più sotto).
Il paesaggio delle Cinque Terre è dominato dall'impianto dei vigneti, posti sulle terrazze o fasce (localmente, ciàn), costruite in antichità con fatica, alcune delle quali nel recente passato hanno sofferto di scarsa manutenzione ed abbandono. I pendii o muri a secco tra una fascia e l'altra si chiamano poggi (localmente, pòzi); le vigne si coltivano per lo più col sistema a pergolato (autedu, da altus), sostenuto ai limiti del vigneto da pali (localmente, pai).
Costituito nel 1999, il Parco Nazionale delle Cinque Terre sta facendo opera di recupero di terreni incolti, concedendo appezzamenti in uso gratuito, per conservare gli equilibri ecologici, tutelare il paesaggio e salvaguardare i valori antropologici del luogo.
Nel 1997 le Cinque Terre sono state inserite dall'Unesco nella lista dei Patrimoni Mondiali dell'Umanità. Dal 1998 le acque antistanti la costa fanno parte di un'Area Marina Protetta.
Per valorizzare e migliorare l'accoglienza delle Cinque Terre, nel 1996 è nato un Consorzio Turistico che ha sede legale a Monterosso ed è composto da numerosi esercizi commerciali tra alberghi, ristoranti, bar ed attività collaterali.
Di questi tempi, soggiornando alle Cinque Terre, è molto raro sentire parlare in italiano...
● Riomaggiore
Il primo paese delle Cinque Terre che si incontra provenendo dalla Spezia in auto attraverso la strada litoranea n. 370 è Riomaggiore.
Il borgo è stretto tra una scoscesa collina ed una ripida scogliera e le sue tipiche case torri dai colori pastello crescono sulle sponde del torrente omonimo, il «Rivus Major» dei Romani.
Alla fine dell'Ottocento vi soggiornò più volte il grande pittore «macchiaiolo» Telemaco Signorini che amò intensamente il piccolo paese e seppe coglierne la bellezza scenografica, il sereno paesaggio e l'intima poesia, insieme ai vivi colori del mare, della costa selvaggia, dei terrazzamenti coperti di vigne, uniti allo spirito dei luoghi e al carattere della gente.
Secondo tradizione, Riomaggiore venne fondato nell'VIII secolo quando un gruppo di Achei vi trovò rifugio per scampare alle persecuzioni dell'imperatore bizantino Leone III. Il suo sviluppo, come quello degli altri borghi delle Cinque Terre, è dovuto agli abitanti dell'entroterra, in particolare della Val di Vara, i quali scesero verso la costa in cerca di una clima più mite per coltivare vite e olivo.
Le prime notizie storiche di Riomaggiore risalgono al 1239 quando gli abitanti di Carpena entrarono a far parte della Compagna genovese.
Le sue abitazioni sono tutte differenti per colore, struttura e dimensioni: una tipicità di questi luoghi che li rende molto originali senza però generare una sensazione di disordine urbanistico. Si tramanda che queste differenziazioni fossero utili ai marinai nel riconoscere la propria dimora anche dal mare.
Sulla collina del borgo si erge una fortezza di origine medievale (il Castello) fatta costruire da un signorotto della Repubblica di Genova nel XIII secolo per difendere la popolazione dagli attacchi dei Saraceni. L'edifico a base quadrata, con due torri circolari e tozze, nel XIX secolo venne riempito di terra e trasformato in un cimitero. Dopo un'importante opera di restauro si presenta oggi al turista con i caratteri dell'antico bastione dal quale si può godere di un bellissimo panorama su tutto il litorale
La chiesa parrocchiale, di origini trecentesche, è dedicata a San Giovanni Battista mentre dalla parte opposta ai resti della cinta muraria si trova la chiesa di San Lorenzo, edificata tra il 1338 e il 1375 dai maestri antelami, secondo una tipologia diffusa in zona e tipica della cultura architettonica genovese del XII e XIII secolo.
Dall'alto domina il borgo il Santuario di Nostra Signora di Montenero che viene venerata durante la Pentecoste.
Fino al XVIII secolo Riomaggiore si distinse per la coltivazione dei gelsi, poi sostituiti dai limoni, ma l'economia locale non raggiunse mai livelli esaltanti di floridezza. Ora è circondato da vigneti e oliveti, un tempo molto fiorenti, oggi limitati a degli appezzamenti tra le terre incolte oggetto di recupero da parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre (che qui ha sede legale).
Lo sperone roccioso della Beccara sovrasta la celeberrima "Via dell'Amore" che da Riomaggiore porta a Manarola, un sentiero sospeso fra cielo e mare che nel mondo è diventato il simbolo delle Cinque Terre. L'incantevole panorama naturale, su cui ha necessariamente inciso anche mano umana, trova spazio su rocce che risalgono a 50 milioni di anni fa.
Purtroppo l'abbandono delle coltivazioni nei vigneti sovrastanti è stato ed è fonte di movimenti franosi che ne possono determinare la chiusura al transito. Un'importante azione di restauro e consolidamento era stata compiuta negli anni Novanta quando l'Unione Europea aveva stanziato 2 miliardi delle vecchie lire necessari anche a recuperare tratti storici del paese. Attualmente la "Via dell'Amore" è percorribile parzialmente in seguito ad un'ennesima frana che nel settembre 2012 ha causato anche il ferimento di alcuni turisti australiani.
Oltreché attraverso la strada statale litoranea, Riomaggiore è raggiungibile in treno grazie alla linea ferroviaria La Spezia-Genova (per le Cinque Terre ci sono treni navetta in arrivo e partenza ogni 30 minuti); nel periodo estivo è attivo un servizio di battelli sia da La Spezia che da Portovenere che lo collega anche agli altri borghi limitrofi.
● Manarola
Frazione di Riomaggiore, situata su un piedistallo roccioso a picco sul mare, Manarola si presenta come un agglomerato compatto di case vivacemente colorate, molte con una terrazza sul tetto - la tipica «ciassola» - dove in settembre, dopo la vendemmia, si usava stendere al sole per circa un mese i grappoli migliori per ottenere lo Sciacchetrà che, alla pari del vino Cinque Terre, è prodotto anche negli altri comuni e nelle zone di "Tramonti" di Biassa e Campiglia, con le stesse uve.
Il lungo appassimento determina una gradazione maggiore (circa 18°) rispetto all'altro (circa 11°). Dal 1973 ambedue questi vini della costa spezzina fruiscono del marchio DOC (denominazione di origine controllata).
La via principale di Riomaggiore scorre sopra un torrente coperto e termina nella caratteristica caletta tagliata nella roccia dove le barche vengono issate e calate in mare grazie ad uno scivolo in muratura.
Nella parte alta del borgo è caratteristica la piazzetta dove si affaccia la parrocchiale di San Lorenzo.
Con una camminata a piedi di circa mezz'ora, attraverso un sentiero che scorre tra viti ed ulivi secolari, si può raggiungere la sommità della collina di Volastra, un'altro ameno borgo nel comune di Riomaggiore. Nel piazzale alberato di fronte al Santuario della Madonna della Salute ci sono tavoli attrezzati per un pic-nic e la vista può spaziare sull'incantevole panorama disegnato dal mare e dalle colline circostanti.
● Corniglia
Frazione di Vernazza, il borgo ha un aspetto più agricolo che marinaresco ed è l'unico le cui case non sono lambite dalle acque in quanto sorge sulla sommità di un promontorio. Le colline circostanti sono rigate dai terrazzamenti (i «cian») ove si coltiva la vite e l'ulivo.
Il primo tratto di sentiero che porta a Vernazza è protetto da un alto muretto a secco che ripara dal sole e dal vento che può spirare fortissimo dal mare; in mezzo ad ulivi secolari, il percorso sale fin sulla sommità delle colline coperte da lecci e pini marittimi. A metà cammino, attraverso un sentiero a pagamento, volendo si può scendere al mare, per raggiungere la amena e solitaria spiaggia di Guvano, tanto amata dai naturisti.
Il santuario di Nostra Signora delle Grazie, posto sul colle di San Bernardino, secondo tradizione sarebbe stato edificato in seguito al passaggio del predicatore francescano Bernardino da Siena, intorno al 1485. L'intitolazione alla Madonna risale ad un'epoca successiva, anche se nella chiesa già si venerava un'immagine della Vergine. Un culto che ebbe un rinnovato impulso quando gli abitanti di Corniglia decisero di rimettere a nuovo una tela raffigurante Maria ormai sbiadita dal tempo, ma recatisi in chiesa trovarono miracolosamente l'immagine splendente di colori, come se qualcuno l'avesse appena ridipinta.
● Vernazza
Vernazza (l'antica Vulnetia) conserva il caratteristico aspetto di borgo medievale e vanta le più remote tradizioni marinare di tutte le Cinque Terre.
Per un certo periodo è stato l'unico porticciolo del territorio ad essere stato proclamato dall'Unesco "Patrimonio Mondiale dell'Umanità".
Le alte case abbarbicate sul promontorio sono raggruppate ad anfiteatro intorno ad un piccolo approdo. In questo modo, storicamente, ci si difendeva dalle incursioni dei pirati saraceni che in queste acque scorrazzavano in lungo e in largo. Gli edifici sono sovrastati dalle possenti mura difensive e l'antica Torre del Castello.
La salita al Castello è quanto di più vario si possa immaginare: agli stretti e bui carrugi si intersecano ripidissime le «arpaie» (strette scalinate), sopra le porte delle variopinte abitazioni occhieggiano piccole nicchie con statuette votive.
Le prime notizie certe di Vernazza risalgono al 1080, anno in cui venne menzionato per la prima volta il castrum del paese dove si firma l'atto con cui è donata al monastero di San Venerio del Tino la corte di Frasso in Corsica. Con la vendita di Portovenere, nel 1139 Vernazza passò in mano ai genovesi, cui il paese resterà legato. Nel XIII secolo il suo piccolo porto divenne un polo di aggregazione all'interno del nascente borgo il cui primo nucleo era sorto a mezza costa intorno al Santuario di Nostra Signora di Reggio. Nella navata di destra della chiesa c'è una nicchia all'interno della quale venivano introdotti bambini portatori di handicap, alcuni dei quali ne uscivano poi miracolati.
Sulla piazzola di fronte alla chiesa parrocchiale di Santa Margherita di Antiochia, dal caratteristico campanile ottagonale, si aprono vecchi portici e caratteristici esercizi commerciali.
L'edificio sacro, alla pari di San Fruttuoso di Camogli e San Pietro di Portovenere, è un esempio suggestivo di architettura religiosa legata agli elementi naturali. A differenza delle altre chiese delle Cinque Terre, arroccate sul alti pendii per difenderle dalle incursioni di aggressori provenienti dal mare, questa nasce sull'acqua, fondandosi in buona parte sulla scogliera alla quale si aggrappa scaricandovi il suo peso tramite un profondo arcone.
Una piccola chiesetta collinare che sovrasta Vernazza è quella di Santa Croce, costruita in pietra e risalente al 1564. Da una diecina d'anni è stata restaurata e riaperta grazie ad un gruppo di volontari del paese.
Sul mare e caratteristica la grotta della Maimuna, una caverna lunga e stretta dove alla fine si trova una piccola spiaggia sabbiosa. L'acqua è limpida e fredda, con qualche insidia coma le murene. Il nome Maimuna è citato nelle Mille e una notte.
Nel porticciolo fanno scalo i battelli che effettuano il servizio turistico da La Spezia e Portovenere.
● Monterosso
Monterosso è l'ultimo borgo delle Cinque Terre che si incontra viaggiando lungo la Strada Statale 370 (litoranea) in direzione Genova. La sua urbanistica è sicuramente più simile a quella di una piccola cittadina e per questo motivo è anche quello che meglio può assorbire un turismo di massa, soprattutto dopo che le "cinque sorelle" sono state dichiarate dall'Unesco "Patrimonio Mondiale dell'Umanità".
La spiaggia di Fegina e quella di fronte al centro storico hanno un discreto sviluppo lineare e presentano una buona percentuale di sabbia, cosa che le rende adatte ad una balneazione per famiglie, anche con bambini molto piccoli, che sappiamo necessitare di alcune comodità al seguito (passeggino, ombrellone, oggetti gonfiabili ecc..).
Nel periodo estivo, Monterosso al Mare è sempre stato meta di gitanti locali che partivano in treno dalla Lunigiana o dalla Val di Magra per andare a fare il bagno nella sue bellissime spiagge.
La località Fegina, dove è posta la stazione ferroviaria, è separata dal centro storico da una collinetta dove insistono il Convento dei Cappuccini e, ancora più in alto, i resti del Castello dei Fieschi (oggi inglobati nel locale cimitero). All'interno della chiesa conventuale di San Francesco si trovano preziosi quadri di scuola genovese ed una Crocifissione attribuibile al Van Dyck. Dalla parte nord a quella sud (e viceversa) di Monterosso si accede attraverso una galleria dismessa del vecchio tracciato della linea ferroviaria La Spezia-Genova, che è sottoposta a ZTL (zona a traffico limitato) ma dotata di corsia per il transito pedonale.
Coloro che sono più allenati possono salire e ridiscendere attraverso un'ampia e panoramica scalinata che lambisce la "Torre Aurora", una struttura difensiva fatta erigere dai genovesi a protezione della costa. Lungo il costone roccioso la vista può abbracciare un vasto tratto di litorale: da un lato la scoscesa Punta Mesco, dominata dalle rovine dell'Abbazia di Sant'Antonio, dall'altro la ripida costa fino a Capo di Monte Nero, ammantata di vigneti terrazzati (alcuni dei quali andrebbero meglio recuperati) e dei profumati limoni tanto decantati da Eugenio Montale.
Per questo motivo si può dire che il centro storico di Monterosso, (costruito sulla sponda occidentale del torrente Buranco) è sovrastato da un paesaggio tipico delle Cinque Terre mentre le colline dietro la spiaggia di Fegina presentano una vegetazione di tipo mediterraneo, con scarse coltivazioni e quindi "visivamente" già più assimilabili a quelle che circondano altre località marine del Levante ligure (Levanto, Bonassola, Framura, Deiva ecc..). Insomma non si può fare a meno di notare che oltre questo borgo le Cinque Terre terminano.
Da Monterosso, con una piacevole camminata, si arriva alla Madonna di Soviore, il più antico santuario mariano della Liguria. Risale infatti all'XI secolo quando, secondo la tradizione, genti della vicina costa di Monte Albereto scampate alla invasioni longobarde di Rotari trovarono rifugio in quei luoghi ed avrebbero in seguito fondato il paese sottostante; i muri perimetrali dell'iniziale insediamento si possono ancora oggi scorrere sotto al pavimento della chiesa, mentre una targa del 1300 attesta la consacrazione dell'attuale navata.
La chiesa si trovava nei pressi di un'antica via di collegamento, divenuta poi "strada corriera" della Repubblica genovese, che portò l'edificio a diventare rifugio per pellegrini e viandanti. Le innumerevoli apparizioni cinquecentesche della Vergine fecero intensificare il culto mariano pure a Soviore che il 15 di agosto, per la festa dell'Assunta, è tuttora meta di una gran folla di devoti.
Di particolare interesse naturalistico sono il Colle della Maddalena e la Costa Lapau, data la presenza di boschi di sughero di origine naturale e dove al ricchissimo sottobosco di specie mediterranee si mescolano elementi di origine centro-europea ed atlantica.
Quando era un possedimento della Repubblica di Genova Monterosso divenne un fiorente porto marittimo e dal 1247, come libero comune, seguì le sorti genovesi e venne elevato a sede di podesteria alle dipendenze del Capitanato di Levanto.
Il paese era famoso per la sua tonnara (seconda solo a quella di Camogli) dalla quale derivava un'esportazione importante del pescato, in particolare di acciughe salate e dello sgabeccio, pesce fritto e messo sotto aceto in barilotti di legno. Dal 1619 venne assegnata per cinque anni a due nobili genovesi. Purtroppo l'"esproprio" durò invece alcuni secoli durante i quali le sue competenze vennero estese per comprendere pesca e commercio di ogni fauna ittica. La comunità locale riebbe indietro la tonnara soltanto nel 1808; questa fiorente attività ittica cessò di esistere intorno alla metà dell'Ottocento ma tuttora le acciughe pescate a Monterosso fanno parte di una rinomata cucina marinara.
Oltre a quelli già citati sopra, dal punto di vista turistico, sono di particolare pregio anche questi altri edifici: la Chiesa di San Cristoforo, prima struttura di culto (edificata a partire dal 1231) all'interno del sistema difensivo del paese, poi seguita dalla Parrocchiale di San Giovanni Battista (in stile gotico genovese) eretta vicino al mare e consacrata nel 1307; l'Oratorio dei Bianchi; l'Oratorio dei Neri. All'estremo lembo della spiaggia di Fegina, protesa verso il mare davanti alla villa Pastine, venne allestita nel primo Novecento una gigantesca statua (il "Gigante") che raffigura il dio Nettuno. L'opera di Arrigo Minerbi, inaugurata nel 1910, è una colossale scultura in cemento e ferro che regge sulle spalle un'ampia terrazza a forma di conchiglia. Alla stessa epoca risalgono anche le due ville "Vecchiona" e "Montale", edificate a ridosso della spiaggia dalla famiglia del celebre poeta (insignito del Premio Nobel) che era originaria di Monterosso.
Un altro personaggio illustre che sulla fine dell'Ottocento soggiornava per alcuni periodi di riposo a Monterosso era il maestro Arturo Toscanini. Era ospitato a Villa Maggiorasca (una proprietà di Pietro Accini), alle pendici del colle, e durante il giorno era solito scendere sulla amata spiaggia di Fegina.
Fonti:
Insieme in Liguria -
Luoghi d'arte, musica e teatro - a cura della Regione Liguria;
QN Quotidiano Nazionale - La Nazione di Firenze;
Il Secolo XIX -
Speciale turismo La Spezia;
La Liguria -
Istituto Italiano Edizioni Atlas SpA;
Il Secolo XIX -
La mia terra;
Guida insolita... della Liguria - Newton Compton Editori;
Il Secolo XIX - La mia gente;
Il Secolo XIX - 1886/1986 (Cento anni della testata);
La Nazione - Album della Spezia - a cura di Giorgio Batini.
 

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Liguri Apuani e Statue Stele
Le radici più profonde delle
comunità lunigianesi affondano
fino alle soglie della protostoria.
Mari e monti un tempo erano
occupati dalla bellicosa
popolazione dei Liguri Apuani...

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Carta della Lunigiana Storica
Una cartina con note mostra il
territorio, un tempo abitato dai
bellicosi Liguri Apuani, da dove
parte questo sito...

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Tall Ships alla Spezia
Provenienti dalla "Tall Ship's
Race 2007 Mediterranea, da
Alicante a Genova, alcuni fra i
più prestigiosi velieri d'epoca
hanno fatto tappa nel Golfo
della Spezia prima di lasciare
definitivamente il Mar Ligure.

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Festa della Marineria
La biennale manifestazione del
mare, nata nel 2009 alla Spezia,
ha raggiunto il culmine della
popolarità nel 2013 con la
presenza di 35 tra i velieri più
belli del mondo.

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Antiche ricette in Lunigiana
Piatti prelibati di una cucina essenziale, ma non per questo meno saporita. Cibi dal sapore antico che tornano ad imbandire le nostre tavole dopo  essere stati riscoperti a nuova vita.

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Alluvioni in Liguria dal 1894
In Liguria i disastri legati al
maltempo sono determinati da
tanti fattori. Alluvioni e
devastazioni operate da corsi
d'acqua impazziti, violente
mareggiate e frane sono da
sempre una costante del territorio...

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Nubifragio del 25/10/2011
Un evento atmosferico di eccezionale portata ha dato luogo a forti precipitazioni nel Levante ligure e nell'alta Toscana. Come conseguenza, le esondazioni di canali, torrenti e fiumi hanno originato una vera e propria apocalisse...

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Liguria regione ad elevato
rischio idrogeologico

Secondo uno studio di
Legambiente in Liguria sono
molti i territori che risultano
fragili ed esposti ad un elevato
rischio idrogeologico...

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RIOMAGGIORE - Scorcio della collina del castello
La Via dell'Amore
Molti turisti arrivano nelle Cinque Terre principalmente per percorrere la «Via dell'Amore», un sentiero di meno di due chilometri scavato lungo la costa rocciosa tra Riomaggiore e Manarola; una passeggiata a mare che congiunge questi due paesi a cui, inizialmente, venne dato il nome di «Strada Nuova».
Le vicende della Via dell'Amore iniziano negli anni Venti dello scorso secolo, durante i lavori di ampliamento della galleria ferroviaria effettuati dall'impresa Tameo. Il primo tratto era un sentiero strettissimo, scavato nella roccia, che partiva sopra la stazione di Manarola per raggiungere la polveriera sistemata sui dirupi del Vaolungo, verso Riomaggiore. Terminati i lavori, tutto venne abbandonato.
Nel 1928 però si installò in zona la ditta che doveva bucare la galleria Biassa in direzione di La Spezia. C'era nuovamente l'esigenza di sistemare una polveriera lontano dall'abitato.
I tecnici chiesero allora un consiglio a tal Vittorio Benvenuto, che li stava alloggiando, il quale indicò come luogo idoneo i dirupi della «Banca» verso Manarola: egli sperava che tracciassero un sentiero per raggiungerla e per questo concesse anche il passaggio in un suo terreno.
La popolazione inoltre riteneva che i sentieri delle due polveriere potessero dopo essere prolungati fino al loro congiungimento sullo spiazzo che le ferrovie avevano costruito nella «Batternara». Questa idea ebbe un forte impulso anche grazie al commerciante Alessandro Andreoli, «Lissandrin» per la gente, poeta e oratore per vocazione, amante delle cose belle e strane.
Lissandrin disse al podestà che la Strada Nuova andava fatta a tutti costi e che gli uomini necessari, se
MANAROLA - Piazzale e campanile della chiesa di San Lorenzo
il comune non avesse avuto i mezzi, li avrebbe pagati lui. La proposta venne accolta.
Furono tre mesi di duro e pericoloso lavoro: il minatore Pietro Manara e il suo giovane aiutante Giuseppe Andreoli «Pin dei Dria», spararono circa 14 mine tutti i giorni, nell'arco di 12 ore, per far saltare la roccia del Vaolungo e dare vita alla Strada Nuova.
L'appellativo odierno è dovuto agli innamorati del luogo i quali scoprirono subito quanto fosse romantico quel sentiero e facile da
CORNIGLIA - Promontorio e panorama del borgo arroccato sulla scogliera
raggiungere; appartato quel tanto che bastava a concedersi qualche momento d'intimità, ma non così nascosto per poter sfuggire alla vista e alle ire dei genitori.
Proprio uno di questi innamorati, un giorno, pensò bene di apporre con un pezzo di calce, sulla porta della polveriera in disuso, la scritta «Via dell'Amore».
VERNAZZA - Panorama del borgo che si protende sul mare, uno dei più belli d'Italia
Vini DOC e vigneti
In Liguria la disposizione a gradoni delle vigne è tipica nelle coltivazioni che guardano il mare lungo le due riviere. La qualità e la disposizione dei terreni contribuiscono alla bontà del prodotto e perciò, nella regione, il vino è di casa e costituisce un vanto molto antico.
I vini spezzini si caratterizzano per le produzioni di qualità a marchio DOC (Denominazione d'origine controllata) delle Cinque Terre, dei Colli di Luni, delle Colline di Levanto. Nelle Cinque Terre, che sono un po' il fiore all'occhiello della Liguria vinicola, è mitico lo «Sciacchetrà», un vino dolce rinomato in tutta Europa già in epoca romana. Un prodotto fine, che origina da un'accurata cernita delle uve che poi subiscono un appassimento di almeno un mese.
 
Chi volesse approfondire
l'argomento vini può consultare
questa pagina.
 
MONTEROSSO - Scogliera e spiaggia del cenro storico
Montale a Monterosso
Nato a Genova il 12 ottobre 1896, Eugenio Montale era l'ultimo di cinque figli. Durante le vacanze infantili il poeta soggiornava in una casa familiare a Monterosso che il padre, originario della zona, aveva conservato in località Fegina. Quella dimora ha naturalmente rappresentato un centro molto importante nella sua «geografia sentimentale».
E' infatti quello di Monterosso il paesaggio poetico degli "Ossi di Seppia"  e di alcune liriche de "Le Occasioni", il libro che forse può considerarsi il maggiore di Montale, maturato nel periodo fiorentino durante la collaborazione con l'editore Bemporad.
La fortuna degli Ossi fu lenta, come spesso accade a tutte le opere con un profondo seme di novità, di lettura non facile e di un contenuto non certo ottimistico, anzi, decisamente sgradevole. Un mondo «negativo» - come disse Gianfranco Contini - in cui «il poeta si sofferma a descrivere il "male di vivere" che ha incontrato, e non è in grado di dire al suo lettore che "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo».
La fortuna degli Ossi, pur lenta, fu costante e diede inizio ad un crescendo di consensi fra i maggiori critici del tempo.
Il 13 giugno 1967 il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat nominò il poeta senatore a vita, «per altissimi meriti nel campo letterario ed artistico».
Dopo essere stato varie volte candidato, finalmente nel 1975 Montale vinse il premio «Nobel» per la letteratura.
 
Meriggiare pallido e assorto
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima aguzzi di bottiglia.
da "Ossi di Seppia"
 
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