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LA SPEZIA IN GUERRA 1940-'45 (Cinque anni della nostra vita) - Volume a cura di Arrigo Petacco, edito da "La Nazione"

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Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
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In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

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Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

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 A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
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Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

 
 
 
 
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ORTONOVO - Panorama del centro storico
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Ortonovo e l'antica Luni
Posto al confine con la Toscana, è il comune più orientale della Riviera Ligure di Levante ed inizialmente era sottoposto alla giurisdizione del vescovo conte di Luni, l'antica colonia fondata dai Romani.
Ortonovo è un borgo rotondo, arroccato sul contrafforte settentrionale del monte Boscaccio, lungo la strada che collega la valle del Parmignola con quella del Carrione. In pratica controllava uno degli accessi al territorio vescovile, per chi risaliva dalla Versilia, costituendo una possibile alternativa alla via Aurelia che correva sul bordo della pianura lunense.
Grafica titolo argomento  Il comune di Ortonovo cambia nome in Luni

Il 5 febbraio 2017 i cittadini del comune di Ortonovo si sono recati alle urne per esprimere il loro voto su un quesito referendario avente come oggetto la proposta di cambiare il nome del comune da Ortonovo in Luni.
In base alla legge, per rendere valida la consultazione era necessario un quorum del 30% di votanti su oltre 7.000 aventi diritto, soglia che è stato superata, seppur di pochissimo (31,67%). Al termine dello scrutinio, coloro che hanno detto si a tale proposta sono risultati in nettissima maggioranza (93,20%).
La nuova denominazione comunale verrà ora amministrativamente ratificata dal Consiglio della Regione Liguria il quale, come previsto dalla Legge Regionale n. 44 del  28 novembre 1977, deve deliberare entro 60 giorni dalla pubblicazione dei risultati del referendum sul Bollettino Ufficiale (avvenuta l'1 marzo 2017).
Il comitato promotore del referendum, capitanato dal sindaco Francesco Pietrini, ritiene che l'assunzione del nome dell'antica città romana possa rappresentare un valore aggiunto nella valorizzazione turistica e culturale del territorio comunale.

 
Il centro storico di Ortonovo (nella foto di testa) fu costituito fra i secoli XI e XII e venne annesso alle proprietà vescovili in Lunigiana come testimoniato dalla riconferma di possesso, da parte dei Barbarossa, in favore del vescovo lunense Pietro, della corte che si trovava sopra Luna (l'antica Luni) detta Liolo e delle sue ville: Ortonovo, Nicola, Casano e Volpiglione.
Fino al Trecento fu sottoposto al potere vescovile ma agli inizi del Quattrocento fece parte dei possedimenti di Paolo Guinigi, signore di Lucca, assieme a Carrara, Avenza e Moneta. Nel 1467 i sindaci di Ortonovo giurarono fedeltà alla Signoria di Firenze. Dopo la vendita del 1495 al Banco di San Giorgio entrò definitivamente nell'orbita genovese.
Nella parte alta del colle si trovava il castello di cui oggi rimane soltanto la torre cilindrica, eretta da Paolo Guinigi, ed oggi utilizzata come campanile. La chiesa parrocchiale, dedicata ai SS. Lorenzo e Martino, venne costruita tra il 1621 ed il 1651 nelle adiacenze del castello. L'interno è a tre navate coperte da volte a botte lunettate. Contiene pregevoli altari marmorei ed i resti di un pulpito dell'inizio del XVI secolo.
Il borgo di Nicola è oggi la frazione più caratteristica del territorio comunale. Posto alla sommità di una collina ai piedi delle Alpi Apuane, in posizione dominante sulla Val di Magra, consente un'incomparabile vista sulle bellezze paesaggistiche locali. Di antiche origini, è chiamato nei documenti medievali Micoria, Micoarra o Nicola.
Già nel 1137 Nicola aveva propri statuti. Dapprima subì la dominazione di Lucca e quindi della Repubblica di Pisa. Le nobili famiglie che hanno nel tempo occupato le sue terre sono state anche gli Scaligeri, i Rossi di Parma, gli Spinola di Genova e i Visconti di Milano che furono saldamente attestati in Lunigiana fino agli inizi del '400. Tradizione vuole che nel XII secolo vi abbia trovato ospitalità S. Guglielmo, duca d'Acquitania il quale, nel 1677 fu proclamato patrono del borgo assieme ai Santi Giacomo e Filippo.
Nel 1406 Nicola si diede in accomandigia al comune di Firenze, ottenendone in cambio nuovi e più complessi Statuti. Sul finire del Quattrocento fu ceduto al Banco di San Giorgio e quindi alla Repubblica di Genova.
Il nucleo centrale più antico (in origine fortificato), attorno al quale si sviluppa il centro storico è costituito dalla piazza sulla quale si affaccia la settecentesca chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Filippo. L'edifico, a navata unica, contiene una Croce dipinta d'ambito lucchese del XIII secolo. Sulle pareti del coro si trovano i rilievi dei Dodici Apostoli, realizzati nel 1537 dal carrarese Antonio del Mastro.
■  La città romana di Luni
Di notevole interesse culturale e paesaggistico sono oggi i resti dell'antica città di Luni, il cui porto era frequentato da naviganti etruschi, greci e liguri, oltre che dai romani. Questi ultimi avevano fatto della città la base per le loro operazioni militari verso l'Occidente e ne avevano sviluppato a tal punto i commerci da portarla a rivaleggiare con Genova.
La storia di Luni si è svolta nell'arco di 15 secoli, a partire dalla fondazione avvenuta nel 177 a.C. affinché costituisse un baluardo contro l'invadenza delle popolazioni Liguri-Apuane che la circondavano. All'inizio era stata affidata a 2.000 coloni, ex legionari, reduci dai confini del mondo romano, assegnatari anche di cospicui territori.
Nel riordino amministrativo dell'Impero, Luni era stata assegnata da Augusto alla VII Regio Etruria. Il suo porto, nel grande bacino del Magra, permetteva alle imbarcazioni di accostarsi alle mura, garantendo quindi facilità di commerci, facendone una città aperta a vocazione marinara, come testimoniato dal progredire delle ricerche archeologiche.
La sua importanza come porto commerciale e militare crebbe col tempo , di pari passo con la bellezza e la ricchezza dei suoi edifici. Nel 214 a.C. venne esaltata dal poeta latino Quinto Ennio che - partito da qui per la Sardegna al seguito del console Manlio Torquato - così affermò: "Lunae portum est operae cognoscite cives ("Concittadini, dovete conoscere il porto di Luni!")
La decadenza di Luni iniziò con un terremoto, avvenuto nel IV secolo, che generò violenti incendi, tali da distruggere molti edifici, ma non portò al completo abbandono della città. In seguito la Splendida Civitas venne colpita anche da un'alluvione, ma parte della popolazione continuò ad abitare dentro le mura e presso la basilica cristiana nella parte sud-occidentale. Le aree cittadine non più abitate vennero utilizzate come orti, mentre alcune furono ricostruite con materiali di recupero.
Nei quartieri occidentali di Luni, i più vicini al porto lagunare che si stava lentamente colmando, si era formato un quadrilatero fortificato, chiamato dai primi cartografi Lune Novo o Cittadella. Era direzionato secondo l'andamento del Decumano Massimo della città, collegamento che riproponeva il tracciato dell'antica Aurelia.
All'interno della cinta si stavano consolidando gli edifici destinati al culto cristiano che prenderanno le forme della Cattedrale di Santa Maria.
La nascita della Diocesi, avvenuta nel V secolo, conferma ancora il ruolo importante della città di Luni nell'ambito degli scambi commerciali tra Tirreno ed Europa ed il palazzo vescovile, di cui si riconoscono le potenti muraglie, doveva esserne l'emblema assieme alla Cattedrale.
Dopo la terribile guerra greco-gotica (535-552), la cattedrale lunense fu ricostruita a causa della decadenza dovuta alla vetustà. Di quel periodo rimangono tracce di edilizia povera, costruita in legno e ricoperta di paglia, con pavimenti in terra battuta, che sorse attorno agli edifici cadenti.
Nel VII secolo ci pensò l'invasione dei Longobardi ad assestare un'altro duro colpo alla città. Il loro re, Rotari, sembra abbia decretato l'abbattimento delle famose mura e la distruzione degli edifici superstiti (640).
L'abbandono totale però avvenne quando i Vescovi (che nel periodo longobardo avevano sempre goduto di una certa autonomia ed autorità) decisero di trasferire la Curia a Sarzana. Luni rimase senza difese, quasi completamente rasa al suolo, infestata dalla malaria e col suo porto che si stava interrando.
Divenne pertanto facile preda di un'ondata di saccheggiatori e di cacciatori di opere d'arte che la spogliarono delle statue, dei bassorilievi, dei mosaici adornanti templi, monumenti ed edifici privati risalenti all'antica grandezza.
Anche Lorenzo il Magnifico incaricò un manipolo di studiosi ed eruditi di depredare la città, già deserta, di qualsiasi oggetto ritenuto meritevole di appartenere alle collezioni della famiglia o di essere proposto ai suoi artisti come modello di classicità.
Le opere d'arte asportate, finite poi in musei e collezioni private, sono state recuperate solo in parte ed ora sono esposte nel Museo Archeologico Nazionale e nei nuclei espositivi che costituiscono il Sistema Museale lunense.
L'impianto urbano di Luni replica la tipologia del castrum romano col cardus maximus orientato sulla direttrice dalle Apuane al mare e il decumanus ortogonale innestato sul tracciato della Via Aemilia Scauri (oggi via Aurelia Vecchia).
Gli scavi archeologici operati in zona, che sono i più importanti della Liguria e dell'Alta Toscana, hanno riportato alla luce l'antico lastricato delle strade principali ed alcune sezioni cittadine dove si possono ammirare gli edifici residenziali adornati con splendidi mosaici policromi. Il lavoro degli esperti ha permesso anche di scoprire dove si trovava il "Campidoglio" con i palazzi governativi, il "Tempio della Triade olimpica" (Giove, Giunone e Minerva), quello della dea Luna e il teatro.
Il "Capitolium", eretto in età repubblicana e ricostruito sotto Augusto, stava al centro della città. Le dimensioni di questo foro (metri 80x37), un tempo affiancato da portici, danno un'idea dell'importanza di Luni, che ai traffici commerciali dedicava anche le due piazze retrostanti.
Pregievoli anche i reperti rinvenuti nelle abitazioni e nei giardini signorili dei romani: decorazioni in terracotta, oggetti per la toilette personale, simboli apotropaici che garantivano la buona sorte. Caratteristica la formella dedicata al dio Silvano, protettore di chi operava nelle vicine cave.
La "Casa degli Affreschi", un tempo ornata di pitture murali, costituisce l'esempio più cospicuo di domus signorile a nord dell'Arno.
Uscendo dalla Porta orientale si può raggiungere il monumento più prestigioso, l'Anfiteatro, edificato tra il I ed il II secolo d.C. - in pietra e marmo - per ospitarvi circa 7000 spettatori che assistevano alle gare atletiche e alle corse delle bighe.
Fonti:
Insieme in Liguria -
Luoghi d'arte, musica e teatro - a cura della Regione Liguria;
QN Quotidiano Nazionale - La Nazione di Firenze;
La Casana -
Periodico trimestrale di Banca Carige S.p.A.;
Proseguendo per la Via Francigena 2008 -
testi di Roberto Ghelfi;
Viaggitalia -
Tutto Toscana - 01-2003
 

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Il Canale Lunense
Inaugurato nel maggio 1930, prende acqua dal fiume Magra, nei pressi di Isola di Caprigliola, ed è la più importante opera idraulica ad uso irriguo della vallata. Le sue sponde vengono oggi utilizzate per lo scorrimento di una pista ciclabile...

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Carta della Lunigiana Storica
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Liguri Apuani e Statue Stele
Le radici più profonde delle
comunità lunigianesi affondano
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NICOLA di LUNI (Presepe vivente) - Re Erode si intrattiene con i Re Magi

 

Presepe vivente a Nicola
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Nubifragio del 25/10/2011
Un evento atmosferico di eccezionale portata ha dato luogo a forti precipitazioni nel Levante ligure e nell'alta Toscana. Come conseguenza, le esondazioni di canali, torrenti e fiumi hanno originato una vera e propria apocalisse...

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