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  LA DOMENICA DEL CORRIERE dell' 11 aprile 1954 - Copertina con disegno di Walter Molino raffigurante due bambini che, a S.Stefano Magra, vengono travolti dal crollo delle strutture di un'abitazione. Salvi per miracolo!

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Il capoluogo della Liguria
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Col Giubileo del 2000 è stata
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Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

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Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

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Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
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Le Alpi Apuane
Originano da movimenti
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Liguri Apuani e Statue Stele
Le radici più profonde delle
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Mari e monti della Lunigiana Storica (comprendente anche Val di Vara e Val di Magra) un tempo erano occupati dalla bellicosa
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Nubifragio del 25/10/2011
Un evento atmosferico di
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Come conseguenza, le esondazioni
di canali, torrenti e fiumi hanno
originato una vera e
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SARZANA (SP) - Il Canale Lunense con vista sulla Fortezza di Sarzanello

Il Canale Lunense a Sarzana

Alluvioni in Liguria dal 1894
In Liguria i disastri legati al
maltempo sono determinati da
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d'acqua impazziti, violente
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Liguria regione ad elevato
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Secondo uno studio di
Legambiente in Liguria sono
molti i territori che risultano
fragili ed esposti ad un elevato
rischio idrogeologico...

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Fotografie © GIOVANNI MENCARINI

 
Il fiume Magra  Titolo di testa - Il fiume Magra, fotografie   fotografie
          ed il parco naturale regionale di
Montemarcello - Magra

Il Canale Lunense
e la sua pista ciclabile

Parco del Magra

Bandiere Blu

Pesca col rezzaglio

L'acqua è vita

Le riserve idriche

PONZANO MAGRA - Chiusa per deviare e regolare il flusso delle acque

Chiusa a Ponzano Magra

 

Fonti:

COMUNE di S.STEFANO M.

Appunti per un
progetto di bonifica
del Canale Lunense

 a cura di
Emilia Petacco
 e Giorgio Neri

 

" Il Borgo"  Luglio 1985

 

Altri testi consultabili:

LUNGO IL
CANALE LUNENSE

 a cura di

Dino Biondi e Paolo Cresta

 Editrice SAGEP 1991

 

LA VERA STORIA
DEL CANALE LUNENSE

a cura di
Giuseppe Meneghini

Edito nel 2003

 
PIANO DI VEZZANO LIGURE - Una canaletta secondaria attraversa un vigneto. Sullo sfondo la collina del borgo

Canaletta secondaria 

 

Fotografie ©
GIOVANNI MENCARINI

 
 

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Il Canale Lunense è la più importante opera idraulica, ad uso irriguo, della vallata del Magra. Questa via artificiale di acqua è lunga 22,6 Km ed ha una pendenza uniforme di 28 cm/Km. Attraversa i comuni di S.Stefano Magra, Sarzana, Luni, Fosdinovo (MS) e  Castelnuovo Magra. Dal Canale Lunense si diparte tutta una rete secondaria di fossi e canalette di distribuzione che adduce capillarmente l'acqua in tutto il comprensorio. Nel comune di S.Stefano di Magra  questo sistema irriguo raggiunge una lunghezza complessiva di circa 5 Km.
Il Canale Lunense prende acqua dal fiume Magra, nei pressi di Isola, sotto il poggio di Caprigliola. La portata media è di circa 6.000 m3 al minuto, salvo nel mese di settembre in cui scende a circa 4.700 m3.

Il primo progetto nel 1856

A S.Stefano di Magra le acque del fiume venivano già da tempo usate per l'irrigazione dei molti terreni posti nella Piana di S.Stefano e Ponzano. La costruzione del Canale Lunense, autorizzata con Regio Decreto del 21 Gennaio 1880, vide i proprietari terrieri santostefanesi combattere aspramente contro quest'opera che minacciava di ledere i diritti acquisiti.
Il Canale Lunense, prende la denominazione dall'antica città di Luni, e fu progettato nel lontano 1856 con lo scopo di irrigare parte dei terreni agricoli della vallata del Magra. Fu costituita una Società Omonima, emettendo 5.000 azioni destinate a formare il capitale necessario. In seguito, una grave crisi economica nazionale

Il Canale Lunense nei pressi di S.Stefano di Magra durante i periodici lavori di bonifica e ristrutturazione degli argini per ottimizzare il trasporto dell'acqua

Le massime piene del fiume Magra possono determinare, in alcuni periodi dell'anno, una portata massima di 7.500 m3 al minuto. In casi di "magra", il volume dell'acqua può scendere eccezionalmente fino a 2,5 m3 al minuto (accade circa 2 o 3 volte in un secolo)

 

L'acqua per mulini e colture

Da sempre le acque del fiume Magra erano state utilizzate per la rotazione di mulini, attivi già dal secolo XIV. Si costruivano chiuse con sassi e passoni tutto lungo il corso della Magra per trattenere l'acqua e divergere la corrente anche per irrogare la piana alluvionale, convogliando le acque con opportuni acquedotti. Condanne pecuniarie rilevanti erano applicate ai mugnai che non facevano regolare manutenzione, ordinaria e straordinaria, agli argini ed ai piani di scorrimento delle acque: essi infatti dovevano piantare lungo gli argini piante di pioppo, salici, canne; riparare o rifare con sassi, terriccio e passoni gli argini. Pene severissime erano previste per tutti coloro che "dannificavano, asportavano e deviavano" il corso del fiume.

fece fare marcia indietro ai possessori che votarono per lo scioglimento della società. Il progetto venne accantonato ma, nel 1865, il Comune di Sarzana decise di rilevarlo.
Altre questioni burocratiche furono di ostacolo alla costruzione del canale e passarono ancora molti anni prima che, nel 1881, iniziassero i lavori.
Il procedere dell'opera fu segnato negli anni da difficoltà di ogni genere, opposizioni e liti con i proprietari dei terreni attraversati. La più aspra fu quella con il Comune di Santo Stefano Magra ed alcuni proprietari santostefanesi che reclamavano il diritto di utilizzare l'acqua del canale per muovere mulini e frantoi.
Questa controversia finì il 22 Ottobre 1888 quando una sentenza riconobbe come valide queste pretese e sancì il diritto al prelievo, seppur in misura ridotta.
La realizzazione fu lunga e laboriosa e vide l'adozione di altri e più particolareggiati progetti.
Il Canale Lunense venne inaugurato nel Maggio del 1930, dopo l'ultimazione della centrale "Giorgio Tognoni".
Grafica per titolo argomento La pista ciclabile sulle sponde del Canale Lunense

Nel giugno 2013 la Giunta della Regione Liguria, su proposta degli assessori alle infrastrutture e allo sviluppo economico (Raffaella Paita e Renzo Guccinelli), stanziò 1 milione e 600 mila euro per finanziare una pista ciclabile sulle sponde del Canale Lunense. Le risorse furono reperite nell'ambito del programma attuativo regionale FSC 2007-2013.
Alla Provincia della Spezia vennero demandati la realizzazione del progetto e l'appalto dei lavori, i quali dovevano inizialmente essere portati a termine entro il settembre 2015. Tale previsione non è stata rispettata e pertanto il collaudo e l'inaugurazione dell'opera hanno subito uno slittamento a data da destinarsi.
Una volta ultimato, il tracciato si snoderà per 21 chilometri lungo i comuni di S.Stefano Magra, Sarzana, Castelnuovo Magra ed Ortonovo (oggi Luni), con l'obiettivo di valorizzare le risorse naturali, culturali e paesaggistiche locali, trasformandole in vantaggio competitivo per aumentare l'attrattiva, anche turistica, del territorio, migliorare la qualità della vita dei residenti e promuovere nuove forme di sviluppo economico sostenibile.
A livello regionale, quest'opera si inserisce in un quadro più ampio che ha come obiettivo la realizzazione di una pista ciclabile unica lungo tutto l'arco ligure.
La rete ciclabile della Liguria (RCL) è costituita da cinque itinerari cicloturistici che attraversano tutta la Regione per uno sviluppo complessivo di circa 900 chilometri di cui 30 in Provincia della Spezia (finanziati da contributi regionali).
Sono percorsi in parte in sede propria, in parte su viabilità a basso traffico, e sono riconoscibili attraverso un logo e la segnaletica appositamente dedicata. In questo modo la Liguria è collegata alla rete ciclabile italiana (Bicitalia) ed a quella europea (EuroVelo 5) che comprende una rete di itinerari ciclistici che sono utilizzati sia per i lunghi spostamenti internazionali sia per la mobilità locale sostenibile.
Il percorso di EuroVelo 5 si ispira alla direttrice di pellegrinaggio medievale nota come Via Francigena o Romea ed inizia nei pressi di Londra per terminare a Brindisi, nel Sud dell'Italia.

APRILE 2017 - Mancano all'appello alcuni tratti ma la pista è aperta

Il progetto della pista ciclo-pedonale del Canale Lunense inizialmente prevedeva l'installazione di barriere protettive solo in alcuni tratti del percorso: una grave lacuna che poteva essere fonte di pericolo. La Regione Liguria era perciò intervenuta mettendo a disposizione ulteriori 170 mila euro (sempre attingendo ai fondi FSC) per la messa in sicurezza totale dell'impianto.
Entro il 30 giugno 2016 il Comune di Sarzana, capofila di quelli interessati dal progetto, avrebbe dovuto aggiudicare la progettazione dei parapetti mancanti, cosa che invece non è avvenuta.
Come prima conseguenza i soldi pubblici stanziati erano ritornati al Ministero competente; in secondo luogo la pista avrebbe potuto non ottenere l'omologazione perché mancante dei requisiti richiesti per la sicurezza.
Per parte sua, il comune di Sarzana, nel luglio 2016, aveva diffuso un comunicato stampa contenente alcune precisazioni in merito alla questione. In particolare, il lotto di lavori per il completamento delle barriere di sicurezza non era stato aggiudicato perché l'importo era superiore al limite previsto per legge sugli appalti pubblici (150.000 euro) e quindi avrebbe dovuto occuparsene la Regione.
Nell'occasione gli amministratori sarzanesi ammettevano che il progetto aveva presentato da subito molte complessità ed era stato quindi di non facile realizzazione. Le sponde del canale sono irregolari e griglie, sifoni, ed attraversamenti rendono il percorso decisamente frastagliato e difficoltoso.

CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile) - Congiunzione ottica con la Pieve di Santo Stefano di Magra CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile) - Il colore giallo domina il tratto collinare a Ponzano Magra dove il percorso si stacca momentaneamente dalla via d'acqua che scorre dentro un sifone CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile) - Pedalando in allegria a Castenuovo Magra CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile) - Un biker taglia il paesaggio che ha come sfondo il colle di Nicola di Luni
Alcuni parapetti mancanti non hanno inciso sulla fruibilità dell'impianto

Dulcis in fundo, venne resa nota anche la notizia che in molti aspettavano: a settembre 2016 i quattro comuni interessati dal progetto ne avrebbero preso in carico la titolarità dalla Provincia della Spezia e la pista ciclo-pedonale sarebbe stata finalmente aperta al pubblico. I lavori di completamento delle barriere di sicurezza, previsti nel successivo lotto, non avrebbero avuto infatti alcune influenza sull'omologazione dell'impianto.
Ad aprile 2017 mancano ancora all'appello alcuni tratti a sud di Sarzana ma, per il resto, l'itinerario ciclo-pedonale è praticabile. Presso ogni punto di entrata/uscita sono ben visibili i cartelli circolari a sfondo blu che segnalano l'impianto abbinati a quelli che contengono il regolamento di utilizzo dello stesso. Il percorso viene indicato anche come variante lungo la Via Francigena.
Le impressioni raccolte tempo addietro e descritte più avanti sono state tutte confermate. In particolare il numero di coloro che fanno attività fisica camminando a piedi, al momento in cui si scrive, è decisamente superiore a quello di coloro che si spostano in bicicletta. Il perché e descritto nel paragrafo «A chi è adatta la pista».

CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile) - Bikers a Castelnuovo Magra CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile) - Punto di uscita del sifone di Ponzano Magra CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile) - Bosco tra Sarzana e S.Stefano di Magra CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile) - Cascatella tra Luni e Castelnuovo Magra
Estrapolate dal regolamento ufficiale, di seguito si elencano alcune norme di comportamento che devono essere osservate dai fruitori dell'impianto:
Bisogna prestare la massima attenzione perché l'impianto non è interamente protetto da barriere;
La pista va percorsa a velocità adeguata, mantenendo la destra rispetto al proprio senso di marcia; i bambini di età inferiore ai 12 anni devono essere accompagnati da maggiorenni;
Il percorso non può essere utilizzato durante gli stati di "Allerta Meteo";
Non è consentito il transito nelle ore serali o notturne o in situazioni di scarsa visibilità (da mezz'ora dopo il tramonto a mezz'ora prima dell'alba);
Senza autorizzazione non si possono praticare attività a carattere agonistico o competizioni sportive in generale;
Sono altresì vietati la pratica dell'equitazione e della pesca;
I cani vanno tenuti al guinzaglio e i loro padroni devono essere dotati di paletta e sacchetto per asportare dal suolo eventuali deiezioni in modo da non  lordare o imbrattare il suolo.
●  Un progetto suggestivo con alcune criticità
Sulla stampa si è fatto un gran parlare di questa pista ciclabile, soprattutto in relazione alla spesa necessaria per la sua realizzazione che, ad alcuni, è parsa eccessiva. I lavori sono andati molto a rilento e alcuni tratti sono ancora da completare (Sarzana).
Per mettere meglio a fuoco la situazione è necessario prendere in esame alcune caratteristiche dell'impianto.
●  A chi è adatta la pista
Il percorso ciclabile lungo il Canale Lunense presenta degli scorci paesaggistici molto suggestivi, consente di muoversi a contatto con la natura circostante, lontano dal traffico e dai pericoli tipici delle strade a forte scorrimento, come l'Aurelia o La Cisa. E' ideale per coloro che vogliono mantenersi in forma camminando, facendo jogging o running in assoluta libertà e rappresenta una valida alternativa ai sentieri del Parco del Magra. A dire il vero, il fondo in terra battuta fa si che chi corre sia meno esposto a traumi a caviglie e ginocchia, a differenza di quanto può accadere sui sentieri ciottolosi lungo il fiume. Va altresì bene per chi inforca una normale bici da strada e percorre un piccolo tragitto di non oltre 3-5 Km, per fare quella che in gergo chiamiamo una "scampagnata", essendo pronto a percorrere alcuni brevi tratti a piedi (dove il fondo è più ripido o sconnesso).
●  A chi non è adatta
La definizione di pista ciclabile è un poco "sui generis" in quanto l'impianto presenta innumerevoli soluzioni di continuità dovute al territorio in cui scorre il Canale Lunense, per lunghi tratti densamente popolato, e dal fatto che questa opera artificiale attraversa anche il comune di Fosdinovo (Toscana), che non figura tra quelli partecipanti al progetto.
Le strade (in maggioranza comunali) che vengono incrociate sono tantissime e quindi il percorso, generalmente, non si confà agli sportivi che in bicicletta compiono lunghe distanze a discrete velocità, perché costringerebbe ad un interminabile e fastidioso stop and go. Ad ultimazione lavori, chi intenderà comunque percorrere tutta la tratta dovrà armarsi di una buona dose di pazienza ed esercitare molta prudenza in presenza degli attraversamenti e dei punti più impervi.
Il fondo in terra battuta della pista (larga in media tra i 2 e i 3 metri), eccetto un breve tratto in asfalto (S.Stefano Magra) o con lastricato simil "sanpietrini" (S.Stefano Magra e Sarzana), non è assolutamente adatto alle bici da corsa. Chi si sposterà con una MTB avrà vita più agevole e comunque, in alcuni punti, dovrà scendere e condurre il mezzo a mano.
●  La vegetazione costituirà sempre un elemento critico
Le sponde del Canale Lunense sono naturalmente molto umide e questo favorisce la presenza di arbusti tipo macchia mediterranea ma soprattutto dei canneti, che sono una tipicità di questa via d'acqua e crescono in maniera rigogliosa. Per questo motivo la pista
GIUGNO 2017 - Era scontato che la natura avrebbe fatto il suo corso

A Sarzana e Luni è già stato effettuato un taglio della vegetazione che lambisce le sponde del canale e pertanto l'itinerario ciclo-pedonale risulta comodamente agibile.
Alla metà di giugno, nel tratto sarzanese, in alcuni punti la pista era arrivata al limite della praticabilità a causa dei canneti cresciuti a dismisura. A livello della zona artigianale di Via San Gottardo non si poteva addirittura transitare perché gli arbusti rigogliosi sommergevano il tracciato.
Nel territorio di Luni questo tipo di manutenzione è facilitata in quanto c'è una assenza quasi totale di canneti (dovuta al fatto che il canale attraversa varie aree residenziali) e pertanto basta un semplice decespugliatore per tagliare l'erba alta e la modesta vegetazione di tipo fluviale per rimettere le cose a posto.

CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile il 25 giugno 2017) - Canneto soffoca il tracciato nei pressi della Colombiera di Castelnuovo Magra CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile il 25 giugno 2017) - Vegestazione fluviale restringe il tracciato a Castelnuovo Magra CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile il 17 giugno 2017) - Canneto ostruisce il tracciato nei pressi della stazione ferroviaria di S.Stefano Magra CANALE LUNENSE (Pista Ciclabile il 17 giugno 2017) - Canneto cresce rigoglioso nei pressi di Ponzano Madonnetta
A causa delle variazioni climatiche la vegetazione sarà rigogliosa anche in inverno
Nei comuni di S.Stefano Magra e Castelnuovo Magra invece la natura sta facendo il suo corso e cerca di riprendersi il territorio che le è stato sottratto. Le canne all'esterno del canale, che erano state tagliate a livello del terreno ad aprile 2017 (quando l'itinerario ciclo-pedonale venne aperto), al momento in cui si scrive raggiungono altezze prossime ai 5 metri ed impediscono la visione del paesaggio circostante. Anche quelle che vegetano sul bordo pista interno sono abbondantemente ricresciute e, dove mancano le barriere artificiali, costituiscono una sorta di protezione naturale utile (se non altro) ad impedire che qualcuno possa finire accidentalmente in acqua.
A questo va aggiunto che i canneti si espandono tantissimo anche in larghezza  e questo sta «soffocando» la ciclovia. Inoltre le canne più alte ed esili tendono a piegarsi verso terra e questo costringe chi transita ad abbassarsi per passarci sotto, come in un «giogo» romano.
Una realtà positiva  invece sono i proprietari terrieri addossati al Canale Lunense i quali, con grande senso civico, tengono molto ben ripuliti i loro confini e, a volte, vanno anche oltre...
Alla luce delle risultanze di cui sopra è abbastanza facile constatare che l'itinerario ciclo-pedonale, per essere sempre in perfetta efficienza, dovrebbe essere ripulito almeno mensilmente. Ad una ripulitura più frequente corrisponderebbe un carico minore di sfalci da smaltire.
Dobbiamo purtroppo mettere in conto che, a causa delle variazioni climatiche, alle nostre latitudini la vegetazione non va più in «letargo». L'erba nei campi e nei giardini è sempre verde, cresce rigogliosa anche d'inverno e va tagliata spesso, cosa impensabile fino ad una diecina di anni fa...
(osservazione riferita al periodo dal 22 aprile al 25 giugno 2017)
ciclabile dovrà subire frequenti interventi di manutenzione onde non venire aggredita dalla vegetazione circostante con conseguenti difficoltà e pericolo di transito.
●  Breve analisi del percorso con indicazioni logistiche e pratiche
Senza ombra di dubbio il tratto più accattivante dell'itinerario ciclo-pedonale è quello che unisce S.Stefano Magra a Sarzana (parcheggio dello stadio Miro Luperi) dove il Canale Lunense attraversa anche alcuni tratti collinari, in mezzo a piante di alto fusto. La campagna, le abitazioni e i loro giardini, i ponticelli che scavalcano la via d'acqua presentano un bellissimo colpo d'occhio. Le tante zone d'ombra possono rappresentare un bel refrigerio, soprattutto nei mesi più caldi. La pista è ben segnalata ovunque, anche nei punti stradali secondari ai quali l'impianto deve necessariamente raccordarsi. Ultimamente hanno fatto la loro comparsa anche cartelli turistici a sfondo verde indicanti servizi di interesse pubblico per coloro che viaggiano e quelli segnalanti che l'impianto fa parte della Rete Ciclabile Ligure. In alcuni tratti si possono notare anche degli adesivi non ufficiali piazzati per avvertire che ci si sta spostando lungo la «CicloVia Francigena».
Chi va in bicicletta (mountain bike) deve prestare attenzione in alcune brevi salite/discese (max 30 metri) dove la pendenza è decisamente elevata (si può arrivare ad un 25%). In discesa bisogna frenare con cautela onde non scivolare sul brecciolino o sulla terra soffice, mentre nel salire è necessario spostare in avanti il peso del corpo affinché il mezzo non si ribalti all'indietro. Chi usa una normale bici da strada, senza rapporti, deve, per forza di cose, scendere e procedere a piedi.
E' consigliabile condurre la bici a mano anche sulle varie rampe che si incontrano quando le strade incrociate scorrono più in basso del canale e questo ci passa sotto. Ci sono anche segnali stradali che invitano a farlo, come a Sarzana, nella zona del Vecchio Ospedale, dove la ciclovia si interrompe (vedi più sotto).
E' frequente incontrare sul tracciato persone che, mentre corrono o camminano, ascoltano musica con le cuffiette. Provenendo da dietro in bici bisogna superarle con prudenza perché è facile che queste non si accorgano della nostra presenza.
Nei punti più stretti, viaggiando a piedi, si scorre agevolmente anche incrociando qualcuno che proviene in senso contrario. Chi pedala invece è consigliabile che rallenti o si fermi per maggiore sicurezza. In molti casi è obbligato a farlo in quanto, per fattori psicologici da ricercarsi, coloro che passeggiano occupando tutta la pista (facile con gruppi di persone) all'arrivo di una bicicletta tendono frequentemente a non spostarsi.
Il percorso presenta alcune criticità a seconda del verso di percorrenza, come a Ponzano Madonnetta, all'attraversamento di Via Castiglioni dove la pista si sposta da una sponda all'altra del Canale. Coloro che si dirigono in bicicletta verso Sarzana per continuare il tragitto devono procedere in contromano per una diecina di metri in quanto Via Castiglioni è a senso unico in direzione monte.
Il passaggio tra S.Stefano e Sarzana (e viceversa) avviene attraversando a mo' di guado il torrente Amola che costeggia via Lago, fortunatamente sempre in secca, ma che potrebbe gonfiarsi d'acqua nei giorni di pioggia. Tra Via Lago e la periferia di Sarzana c'è un lungo rettilineo costeggiato da piante di alto fusto: un bel colpo d'occhio ed un bel toccasana per refrigerarsi nelle assolate giornate estive. Nei primi commenti raccolti viene già indicato come il punto più bello dell'intero percorso (vedi foto sopra).
Come spostarsi da Sarzana a Castelnuovo Magra in territorio toscano
L'attraversamento di Sarzana è tribolato e alcuni tratti sono, al momento in cui si scrive, ancora in allestimento. Andando verso Luni la pista si ferma una prima volta all'incrocio con Via Turì dove le acque del canale sono sifonate per oltrepassare il torrente omonimo. Dall'altra parte, invece, l'itinerario ciclabile riprende solamente molto più avanti, all'altezza di Via Triboli, per poi costeggiare il locale cimitero e finire al limite del piazzale dello stadio dove, per superare il torrente Calcandola, il canale scorre nuovamente sotto terra.
A questo punto, per ritornare sulla ciclovia, bisognerebbe risalire Via Alfieri ma non conviene perché dopo pochi metri, in Piazza Ricchetti, siamo da capo. In aggiunta, tutte le strade che insistono nella zona del Vecchio Ospedale (Via San Francesco, Via Paci, Via Della Croce) sono a senso unico e per continuare in bicicletta verso sud, rispettando il codice della strada, è necessario affidarsi alla viabilità ordinaria che attraversa il centro storico. Per avvertire i ciclisti che scendono lungo la rampa di Piazza Ricchetti è stato collocato un apposito cartello segnaletico che indica la direzione vietata e quella consentita.
Tra Via della Fortezza e la periferia sud di Sarzana il tragitto (collinare) non è completo. Terminato l'ampio curvone e il successivo rettilineo che attraversa il quartiere di Nave ci si approssima al comune di Fosdinovo (Toscana) che non partecipa al progetto e quindi tutto si ferma di nuovo. Per questi motivi, al momento in cui si scrive, questa zona continua, senza dubbio, ad essere la meno frequentata di tutta la pista.
Chi viaggia in direzione sud, per lasciare il quartiere Nave e raggiungere Castelnuovo Magra (evitando il traffico intenso della Statale Aurelia), viene indirizzato dalla segnaletica ufficiale verso Via Canalburo al termine della quale si svolta a sinistra per iniziare un percorso «pedemontano», composto da strade asfaltate a bassa circolazione veicolare e che ha come punto più a monte l'Arco di Caniparola nel comune di Fosdinovo. Da rilevare che gli ultimi 300 metri di Via Canalburo, sempre per chi viaggia verso sud, sono un vero e proprio muro (la pendenza è variabile tra un 10 ed un 20%).
Passato l'Arco di Caniparola il percorso torna a scendere in direzione del Canale dove ci si può ricollegare all'itinerario ciclabile vero e proprio.
Questa deviazione stradale, lunga 5 chilometri, è ottimamente segnalata e consente di apprezzare da vicino il centro storico di Castelnuovo Magra che dall'alto della sua collina domina la Val di Magra.
Superato il tratto toscano l'itinerario ciclo-pedonale torna ad avere una buona continuità (se così si può dire) tra il borgo dantesco e Luni dove il paesaggio è indubbiamente più "piatto" che tra S.Stefano e Sarzana. La presenza di piante d'alto fusto o altra vegetazione importante è decisamente minore, la sede della pista è mediamente più stretta e il fondo più ricco di brecciolino. Pur tuttavia anche questo tratto ha il suo bel vedere: la campagna è curata e coltivata in modo impeccabile, ci sono serre e aziende agricole, i giardini delle abitazioni sono quasi tutti colorati di fiori e dietro le colline circostanti spuntano le bianche e maestose Alpi Apuane, che danno un colpo d'occhio fantastico.
La segnaletica presente lungo l'itinerario ciclabile è stata recentemente integrata con cartelli triangolari che avvisano del pericolo di caduta in acqua e annegamento. Sono state inoltre installate delle colonnine turistiche che recano le caratteristiche tecniche dell'impianto ed altre informazioni utili soprattutto per coloro che provengono da lontano.
Nel comune di Luni, all'inizio e fine di ogni tratto della pista, hanno fatto la loro comparsa anche delle barriere metalliche lucchettate atte ad impedire l'accesso ai veicoli a motore privati ma che, all'occorrenza, possono essere rimosse per consentire il transito di mezzi operativi e di soccorso.
L'itinerario ciclo-pedonale termina/inizia (a seconda del verso di percorrenza) all'incrocio con Via Provinciale Dogana a Luni, circa 200 metri prima della fine del Canale Lunense, le cui residue acque finiscono nel torrente che attraversa la zona industriale del piano di Ortonovo.
Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2017

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