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  CHIP (Mensile di micro e personal computer) - n° 4 aprile 1984 - Oltre a vari test, la rivista presenta uno "Speciale Usa" avente come oggetto un viaggio nella Silicon Valley

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Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
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Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

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Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
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A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
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Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
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Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
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circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati...

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Carta della Lunigiana Storica
Una cartina con note mostra il
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Le vie di pellegrinaggio
I pellegrinaggi a Gerusalemme iniziarono già dai primi secoli dopo la morte di Cristo. La via Francigena non vide solo il passaggio di pellegrini ma anche di viandanti, militari e mercanti che misero a confronto la loro cultura con quella dei territori attraversati...

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Il Premio Bancarella
Sintesi di una passione
per il libro che dura a
Pontremoli da oltre 5 secoli...

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La Festa del Libro
A Montereggio di Mulazzo
tutte le piazze e le strade
sono intitolate ad un editore...

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Storia di stampatori e librai
In Lunigiana i primi libri con la tecnica a caratteri mobili vengono stampati nel 1471 quando Jacopo da Fivizzano mette al torchio
una decina di titoli...

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Disfida degli arcieri
A Fivizzano la rievocazione di
una competizione avvenuta
nel 1572 e tramandata
da Frate Tommaso

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Castelli in Lunigiana
In Italia, la Lunigiana possiede
la più alta concentrazione
di antichi castelli...

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Il Giro della Lunigiana
Corsa ciclistica internazionale
per la categoria juniores..

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PIGNONE - Una ruspa dei Vigili del Fuoco intenta a liberare il greto del torrente dal legname accumulatosi durante il nubifragio del 25-10-2011

Nubifragio del 25/10/2011
Un evento atmosferico di
eccezionale portata ha dato luogo
a forti precipitazioni nel Levante
ligure e nell'alta Toscana.
La concentrazione della pioggia, in alcune aree dello Spezzino e della Lunigiana, ha raggiunto livelli tali da originare una vera e propria apocalisse. Pesantemente colpito anche il territorio del comune di Mulazzo...

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Fotografie © GIOVANNI MENCARINI

 
La Lunigiana  Titolo di testa - La Lunigiana (3)    (3)

Località e territorio

 

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Comuni
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Panorama invernale
di Podenzana e del fiume Magra

 

MULAZZO

Il borgo di Mulazzo rappresenta una delle sedi storiche malaspiniane più importanti. Lo testimonia il Centro Culturale di Studi Malaspiniani, area di studio ricca di documenti inediti riguardanti i Marchesi Malaspina e che offre un esauriente resoconto della vita di Alessandro Malaspina.
Mulazzo sorge su un alto colle che domina tutta la vallata sottostante e dal quale la vista spazia su monti dell'Appennino Tosco Emiliano e delle Alpi Apuane. Il territorio si è finora connotato col suo fronte collinare e montano, ricco di zone boscate a castagno, dotato di piante cedue e di terrazzature e con la maglia poderale di fondovalle coltivata a vite e promiscuo. Una zona ideale sotto il profilo naturalistico ambientale, ricca di prodotti del bosco e sottobosco, e dove sono possibili i tradizionali svaghi della caccia e della pesca nelle numerose riserve e aree a regolamenti specifici.
Le origini di Mulazzo risalgono forse alla dominazione bizantina, come testimoniato dalle caratteristiche costruttive della torre esagonale (detta oggi Torre di dante) che apparteneva probabilmente al Limes Bizantino di difesa contro i Longobardi, i quali si affermarono sul territorio quando l'imperatore Federico II concesse il possedimento ad Obizzo Malaspina, discendente diretto di tale nobiltà.
Nato come Castello feudale laico (il maniero originario verrà abbattuto nel XVI secolo per costruirne uno nuovo dall'altro lato del paese), nel 1221 divenne la capitale dei domini della famiglia Malaspina dello "Spino Secco", sotto Corrado  I° il grande.
Il borgo di Mulazzo mantiene ancora oggi l'originaria struttura avvolgente, con stretti vicoli e passaggi voltati. In Piazza Malaspina si trova una statua di Dante Alighieri che ricorda la presenza del sommo poeta in Lunigiana nel 1306, impegnato a trattare la pace tra il vescovo conte di Luni e la casata di cui era ospite.
A testimonianza dell'evento rimane oggi a Mulazzo una torre pentagonale, chiamata appunto "Torre di Dante", declamata anche da Ceccardo Roccatagliata Ceccardi in una nota epigrafe. Si narra che, all'ombra della torre, Dante abbia atteso alla stesura di alcuni canti della Divina Commedia.
Celebri rimangono i versi dell'VIII canto del Purgatorio con i quali il sommo poeta loda l'ospitalità di Francesco Malaspina.
Nel distretto di Mulazzo la famiglia Malaspina, contravvenendo al costume germanico, governò con potere indiviso per cinque secoli, nonostante gli appetiti delle grandi potenze che qui si fronteggiavano: Genova, Firenze e Milano. L'ultimo rappresentante fu il marchese Azzo Giacinto, nobile progressista e riformatore illuminista, che accolse col tricolore alzato sulla torre degli avi l'esercito napoleonico. Il dominio malaspiniano terminò col regno degli Este e sotto Francesco IV di Modena.
Il comune di Mulazzo è ricco di frazioni. Una di queste, Montereggio è nota in ambito nazionale ed internazionale per essere "Il paese dei Librai".
Anche Parana si vanta di essere uno dei paesi che hanno dato origine al Premio Bancarella. Della frazione infatti è originaria la famiglia Maucci, fondatrice di una grande dinastia di editori e librai che per non arrendersi alla miseria si inventarono questa attività di venditori giramondo, portando sulle spalle una gerla piena di carta stampata..

 
PODENZANA

Il piccolo comprensorio del Comune di Podenzana si suddivide tra il capoluogo omonimo e la località di Montedivalli. In questa frazione, durante scavi archeologici, è venuta alla luce una necropoli con urne funerarie risalenti a circa 2500 anni fa e contenenti numerosi oggetti di argento lavorato. Caratteristica della zona la Pieve di Sant'Andrea, detta anche del Castello, che per la sua bellezza è stata dichiarata monumento nazionale. La sua costruzione sembra risalire al VI secolo. L'edificio è affiancato da un pittoresco campanile barocco e presenta un caratteristico portale maggiore con motivi barocchi del 1643.

PODENZANA - Paesaggio invernale con fiume Magra

La Pieve di Sant'Andrea del Castello a Montedivalli

MONTEDIVALLI - La Pieve di Sant'Andrea del Castello
All'interno una statua della Madonna con Bambino e interessanti sculture medievali.
Il comune di Podenzana, che si raggiunge attraversando il ponte sul Magra nei pressi di Aulla, è un agglomerato di più paesi sorto su di una collina. La sua esitenza era già nota nell'884, al tempo della contesa tra i Malaspina e i Vescovi di Luni, col nome di "Potentiana".
Come tutti i borghi della Lunigiana che si rispettino è dotato di un castello, ricostruito più volte in seguito a varie distruzioni succedutesi nel tempo.
Dal Santuario della Madonna della Neve o di Gaggio è possibile ammirare tutta la vallata sottostante nella quale scorre il fiume Magra.
Nel retro dell'altare è conservato un castagno sul quale la tradizione vuole che sia apparsa la Madonna. L'avvenimento viene celebrato il 5 agosto con numerose cerimonie e l'allestimento di una fiera. Sul territorio del comune di Podenzana sono numerose le "maestà", edicole con bassorilievi di marmo o pietra, erette nei crocicchi delle strade dalle famiglie più facoltose e raffiguranti appunto la Madonna, ma anche altri santi. Il comprensorio comunale è piuttosto avaro di risorse economiche, ma ricco di tradizioni antiche. Buona la presenza turistica legata all'ambiente e ai prodotti della gastronomia locale. Una cucina semplice e genuina nella quale spiccano i famosi "Panigacci", costituiti da un impasto di farina, acqua e sale e cotti nella terracotta. Possono accompagnare qualsiasi tipo di pietanza o essere gustati da soli, conditi con pesto o salsa di funghi o semplice olio extravergine di oliva e parmigiano.
LICCIANA NARDI
Ubicata dentro la gola appenninica scavata dal torrente Taverone, Licciana era un tempo costituita da tanti piccoli borghi.
Questa località fu abitata sin dai tempi remoti grazie alla sua felice posizione sulla strada che, da un lato, porta ai passi del Lagastrello (un tempo Linari) ed Ospedalaccio e, dall'altro, la collega ad Aulla e alla Garfagnana. L'antica "strata Lizane" era detta anche "Via del Sale" in quanto utilizzata per il trasporto (ed il contrabbando) del sale dal Mar Tirreno alla Pianura Padana.
Questa parte "alta" della Lunigiana,, a ridosso del crinale delle montagne, è sempre stata un territorio strategico sulle vie più rapide che dal nord Italia portavano a sud, verso il Mar Tirreno, valicando gli Appennini. Possedere anche solo una piccola parte di questo territorio permetteva di controllare l'accesso ai valichi, e dava anche il potere economico di imporre dazi doganali su tutte le merci che li attraversavano in entrambe le direzioni.
Per questo motivo i potenti di ogni epoca hanno ingaggiato lotte furibonde per la spartizione di questa terra di confine, che era un fattore importante per l'incremento delle loro fortune. E ciò ha reso la storia della Lunigiana complessa e molto diversa da quella del resto della Toscana.
La fondazione di Licciana risale al secolo XI, ma il suo fiorente sviluppo avvenne però a partire dal XIII secolo quando i conti Malaspina vi eressero un imponente castello ed una cinta muraria munita di torri, in parte superstiti. Per rendere più sicuro il territorio venne costruita anche una fortezza sulla riva opposta del torrente Taverone, quella di Castel del Piano, oggi ridotta ad un rudere.
Nel corso dei secoli le antiche fortificazioni vennero ristrutturate ed il castello dei Malaspina venne trasformato in una residenza signorile.
Con alterne fortune, i Malaspina conservarono il potere fino a metà del 1500 quando i figli di Spinetta Malaspina si spartirono l'eredità: Suvero e Podenzana a Leonardo; Licciana, Panicale, S.Martino e Molisana a Jacopo; Terrarossa, Bastia, Pontebosio e Baccana a Fioramonte. A Morello toccò Monti.
Il Feudo di Terrarossa nel XVII secolo passò sotto il dominio di Firenze, che lo aveva acquistato nel 1617. Il castello di Terrarossa è oggi sede di un ostello per pellegrini in transito lungo la Via Francigena.
Qualche anno dopo i fiorentini occuparono anche Monti. Nel 1797, con l'editto del generale Chabot, gli ex feudi di Lunigiana vennero inglobati nella Repubblica Cispadana, mentre la parte toscana rimase sotto il Granducato di Leopoldo.
Licciana Nardi, come tutti i borghi della Lunigiana è caratterizzato da un antico castello, oggi di proprietà privata, il cui aspetto attuale risale al XVI secolo. La piazza principale è circondata dal Palazzo del Municipio. La cittadina prende una parte del suo nome da Anacarsi Nardi.
I moti risorgimentali del 1821 non ebbero grossi contraccolpi in zona.
Quelli del 1831 invece videro protagonisti Biagio Nardi e suo nipote Anacarsi, ambedue originari di Apella. In loro memoria, dal 1933, il Comune di Licciana ha assunto la desinenza Nardi. Nel 1961, durante una solenne cerimonia, i cittadini di Licciana eressero una statua in marmo adiacente al castello per testimoniare il loro riconoscimento a questi martiri del Risorgimento italiano.
Da visitare la chiesa dedicata ai Santi Giacomo Maggiore e Cristoforo, ricca di affreschi raffiguranti gli Evangelisti, con pianta a croce greca al cui centro si eleva la cupola. Fu costruita dal marchese Giacomo III Malaspina e ricostruita nel 1705 sul luogo dove anticamente sorgeva la chiesa di San Valeriano. Il matroneo della chiesa è collegato al castello attraverso un porticato coperto a due archi che segna l'inizio del borgo: veniva utilizzato dalla marchesa Amadea Malaspina per assistere alle funzioni religiose senza transitare lungo la pubblica strada.
Centro di interesse è la frazione quattrocentesca di Taponecco, che presenta strutture murarie e architettura molto particolari: ci troviamo infatti di fronte ad un borgo in galleria, caratteristica derivante dalla sua antica natura di fortificazione di sorveglianza a difesa della strada di valico. Nelle mura possenti di questa località sembrano potersi scorgere i resti di un edificio massiccio dalla cui torre si scorge quella di Varano, a marcare un territorio che aveva funzioni difensive.
Di sicuro questa zona ha ospitato persino insediamenti preistorici, come testimonia una statua-stele ritrovata nel 1975, catalogata come "Taponecco n. 49", ed oggi esposta al Museo delle Statue Stele di Pontremoli.
Proseguendo sulla medesima strada, poco oltre, si trova Apella, patria dei Nardi, uno dei più antichi insediamenti abitativi, posto a 660 m. slm sull'Appennino Tosco-Emiliano. A circa 1 km. dal paese, in posizione strategica, c'è una maestosa torre di avvistamento, costruita nell'anno 1000. Ampliata a rocca di difesa nel Tredicesimo secolo, divenne in seguito la torre campanaria al servizio di una sottostante abbazia (1700). Il complesso stava accusando i mali del tempo, principalmente dovuti all'abbandono, alle guerre, ad eventi sismici finché, nel 1995, l'imprenditore Mario Maffei decise di operare degli interventi di restauro per riportarla all'antico splendore. Oggi è sede di una rinomata azienda agrituristica, posta all'interno di una riserva di 1.200 ettari.
Già nel XIII secolo il Castello di Bastia aveva una funzione prettamente militare e difensiva contro le armi da fuoco tanto che, nel XVI secolo, Ludovico Ariosto gli attribuì l'appellativo di "inespugnabile".
Bastia è una amena frazione che si può ammirare alzando lo sguardo sulle colline ad oriente di Licciana. La nascita di questo borgo era funzionale per la difesa del fondovalle sottostante dove si incrociavano la via per l'Emilia, attraverso l'Abbazia di Linari al Passo del Lagastrello ed al Passo dell'Ospedalaccio, e la via che dal Passo di Tea portava a Lucca (Via del Volto Santo).
La dedicazione della chiesa del castello a San Jacopo Apostolo testimonia il collegamento con Santiago de Compostela ed il culto Jacopeo.
Dal lato opposto della vallata, lungo la strada collinare che conduce a Bagnone, troviamo il borgo di Panicale le cui prime notizie risalgono al 1077 quando viene menzionato nella donazione di Arrigo IV agli Estensi. Il paese si sviluppa attorno ai resti dell'antica rocca trasformata poi in palazzo signorile, abitato fino alla loro morte dai discendenti della famiglia Medici. Il palazzo fa bella mostra di sé sulla piazzetta che si incontra varcando l'antica porta del centro storico, che doveva essere circondato da mura con torri circolari lungo il perimetro. Da visitare anche la bellissima casa-torre quattrocentesca.
Nella frazione Monti la Pieve di Santa Maria Assunta di Venelia figurava già nel 998 tra i possedimenti del vescovo di Luni, assieme a quelle di Urceola, Castevoli e Soliera. Del periodo romanico rimangono l'abside, a grandi bozze di arenaria, e qualche frammento architettonico inglobato nell'attuale costruzione risalente al XVIII secolo, con orientamento ruotato rispetto all'asse originario.
Giova ricordare che la chiesa è stata ricostruita dopo essere andata completamente distrutta dal terribile terremoto del 1920 che seminò morte e distruzione in tutta la Lunigiana.
Il nome arcaico di Monti "Venelia" è di origine ligure e, con tutta probabilità, rimanda ad una divinità precristiana. La frequentazione di quest'area è documentata dal ritrovamento di Statue Stele (vedi link "Liguri Apuani" in testa alla pagina) e reperti di età romana.
TERRAROSSA - Il fiume Magra con sfondo le vette innevate dell'Appennino Tosco-Emiliano

Il fiume Magra
nei pressi di
Terrarossa

Soggiornando oggi sul territorio comunale di Licciana Nardi si possono fare passeggiate a piedi o a cavallo lungo gli antichi sentieri della Via Francigena. Il torrente
Taverone, nel periodo invernale, consente emozionanti discese in canoa o kayak. La zona è ricca di locali tipici dove si può gustare l'ottima cucina lunigianese.
A Licciana Nardi riveste particolare importanza la manifestazione "Premio Lunigiana Storica", una borsa di studio annuale per tesi di laurea su argomenti storici, letterari, economici, geografici, architettonici, scientifici ecc. relativi al passato e al presente della Lunigiana Storica. Viene inoltre, assegnato un Premio Giornalistico (quotidiani e periodici) e Televisivo, volto a divulgare le peculiarità culturali e paesaggistiche del territorio. Al premio "Tesi di Laurea" possono concorrere studenti italiani e stranieri, autori di una tesi sulla Lunigiana. Anche al premio giornalistico possono partecipare rappresentanti della stampa di nazionalità straniera.
 
Grafica titolo argomento  Il Premio Lunigiana Storica

Per la sua posizione strategica la Lunigiana Storica - vale a dire il territorio dell'antica diocesi di Luni - è stata fortemente ambita da potenze italiane ed europee, in particolare nel Medioevo e nell'Età Moderna. La attraversava infatti la più importante strada che collegava l'Europa con Roma e l'Italia Meridionale, peraltro nel tratto che valicava gli Appennini. Un percorso, quindi, da controllare e fortificare per sottrarlo ad altre potenze e per condizionare o interdire il passaggio delle loro mercanzie e delle loro truppe.
Per questo la Lunigiana Storica ha subito una frammentazione continua ed è oggi divisa tra ben tre Regioni: Toscana, Liguria ed Emilia. Terra di emigranti, fu caratterizzata da circolazione di idee e non solo di eserciti, oltre che da stratificazioni di domini e culture diverse, che hanno lasciato segni indelebili della loro presenza: dai numerosissimi castelli ai borghi pieni di fascino. Ha però conservato una straordinaria unità culturale, di costumi, di tradizioni e persino linguistica.
Ecco perché il Comune di Licciana Nardi e l'Universitas Lunianensis, di cui fanno parte docenti universitari, studiosi territoriali e tutte le principali associazioni culturali della Lunigiana - nel 1983 - hanno dato vita al Premio Lunigiana Storica.
Coloro che partecipano devono presentare tesi di laurea e di dottorato di ricerca su personaggi ed argomenti di rilevante interesse (storici, letterari, economici, geografici, architettonici, scientifici ecc.) relativi al passato e al presente della Lunigiana Storica.
Sono previsti anche premi speciali per tesi di laurea sulla Lunigiana, in grado di apportare significativi contributi in ambito economico, ambientale, storico, artistico o archeologico.
E' stato parimenti istituito un Premio Giornalistico (quotidiani e periodici) e Televisivo, con cadenza biennale, volto a far meglio conoscere, anche alle nuove generazioni di Lunigianesi, le peculiarità culturali e paesaggistiche del territorio.
Il Premio è aperto a studiosi italiani e stranieri: per maggiori informazioni fare riferimento all' all'Assessorato alla Cultura del Comune di Licciana Nardi.

Grafica elenco puntato - Fonti  Fonti:
Istituto Internazionale di Studi Liguri - Sezione Lunense;
Assessorato alla Cultura del Comune di Licciana Nardi
ALESSANDRO MALASPINA - NAVIGATORE E UOMO DI SCIENZA

Alessandro Malaspina, nato a Mulazzo nel 1754, era noto soprattutto per le sue imprese nautiche e, particolarmente, per la grande spedizione scientifica - condotta al servizio della Spagna di Carlo IV - che durò cinque anni e durante la quale attraversò due oceani, alla ricognizione di tutte le coste ed in particolar modo alla ricerca del leggendario "Passaggio a Nord-Ovest" - che si pensava mettesse in comunicazione l'Oceano Atlantico con quello Pacifico. Con l'ausilio di scienziati e con una dotazione tecnica all'avanguardia, rispetto ai tempi, verificò le cognizioni geografiche, cartografiche ed etnografiche, su rotte fino ad allora poco note, raccogliendo materiale di documentazione scientifico-politica circa le terre e le popolazioni visitate, quasi tutte colonie spagnole.
Per le imprese compiute al comando delle due corvette Descubierta ed Atrevida Alessandro Malaspina era considerato un emulo di Cook, non secondo neppure a Vancouver e Bouganville.
Nel 1984 venne presentato a Mulazzo un volume di Dario Manfredi, contenente gli aspetti meno conosciuti del nobile lunigianese. Il libro, dal titolo "Alessandro Malaspina dei marchesi di Mulazzo; le inclinazioni scientifiche e riformatrici" era edito dall'Istituto Internazionale di Studi Liguri - sezione lunense della Spezia - e dal Centro Aullese di Ricerche e Studi lunigianesi. Il grande pubblico venne così a conoscenza delle sue attività nel campo più strettamente scientifico dell'etnografia, del folklore, della fisica, dell'economia e dell'amministrazione, presentate attraverso sue lettere inedite. Il libro contiene anche interessanti appunti del grande storico pontremolese Manfredo Giuliani, raccolti per un'altra pubblicazione che invece non era mai andata in stampa.
Possiamo così apprendere che le ricerche del Malaspina (e quelle degli scienziati che lo accompagnarono nella spedizione) avrebbero avuto notevole importanza anche nel campo della botanica e della zoologia, se tutte le fatiche del viaggio non fossero state disperse ed occultate quando era ormai trascorso un secolo.
Occorre infatti rammentare che Alessandro Malaspina, inviso all'"entourage" del primo ministro Godoy, incappò in un complotto politico. Fu infatti processato e carcerato dietro la speciosa accusa di eresia e di cospirazione, oltre che con la calunnia d'aver intrattenuto una relazione con la stessa regina di Spagna.
Recluso per lungo tempo nel Castello de La Coruna, riconquistò la libertà per interessamento di Napoleone e poté fare ritorno in patria dove morì, nel 1810, a Pontremoli.
Gli studi del Giuliani mettono in luce anche la figura politica attribuibile all'illustre Malaspina.
Nel 1936 alcuni intellettuali lunigianesi, tra i quali Pietro Orlandini, Pietro Ferrari e Manfredo Giuliani, fecero apporre una lapide commemorativa sulla porta di accesso al borgo di Mulazzo e l'interesse verso Alessandro generò, da allora, studi e ricerche che vennero portate avanti congiuntamente in Spagna e in Italia, con mostre e convegni.
Il Comune di Mulazzo gli ha intitolato il Palazzo Malaspina, ex sede comunale, oggi centro di studi e documentazione.

 
■ Castighi e miracoli a Mulazzo
I Marchesi di Mulazzo si contendevano, con gli altri Malaspina lunigianesi, regole di severa ed estrema giustizia. Per esempio, coloro che attentavano alla loro vita venivano trascinati, legati alla coda di un asino, sino al luogo di giustizia, dove subivano l'asportazione degli occhi, il taglio di mani e piedi e la condanna a morte per impiccagione.
Ma ci sono anche storie liete ed intessute di miracoli, come quello relativo ad un Santuario della Madonna che inizialmente doveva essere costruito vicino al paese di Torsela.
I lavori iniziarono ma, ad un certo punto, per più notti, dal cantiere vennero asportati degli attrezzi edili.
Una mattina alcuni contadini videro una colomba bianca che li depositava sul monte sovrastante l'abitato. Ritenendo il fatto un'indicazione miracolosa, venne presa la decisione di spostare in quel luogo il Santuario, in seguito denominato Madonna del Monte.
■ I proverbi dell'eccentrica marchesa Brignole-Sale
Molte leggende lunigianesi sono legate al carisma di alcuni personaggi delle illustri famiglie feudali locali.
A Gavedo, per esempio, la 2a domenica di settembre si svolge una processione con una Madonna che veste gli abiti donati dalla Marchesa Brignole-Sale che, devotissima, fece riedificare la facciata della chiesa voltata verso il suo palazzo, per poter assistere alle funzioni religiose senza spostarsi da casa.
Si narra che questo eccentrico personaggio, il 1° di gennaio di ogni anno, declamasse ai sudditi delle previsioni in forma di proverbio, del tipo: "Se gennaio mette erba, chi ha del pan ne serba".
■ Le sculture in legno del maestro d'ascia Gino Fogola
Percorrendo la strada che da Arpiola conduce verso la Madonna del Monte e Montereggio, quando si transita in località Crocetta non si può fare a meno di notare le sculture in legno del maestro d'ascia Gino Fogola. Queste figure, ricavate dall'intaglio di vecchi tronchi di legno, rappresentano animali e personaggi di vario genere e molte di loro hanno una grandezza simile al naturale.
Ogni anno che passa l'esposizione si arricchisce di qualche pezzo. Nel 2015 è stata ultimata una capanna della Natività che crea una suggestione particolare, specialmente durante le feste natalizie.
Le opere di Gino Fogola sono collocate anche presso il Santuario della Madonna del Monte, mentre alcuni volti umani sono scolpiti sui tronchi degli alberi che costeggiano la strada per Montereggio.
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