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Eventi e campioni dei motori

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INDICE ARCHIVIO NEWS

 

Finestre fotografiche su Liguria e Toscana

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - Golfo della Spezia  GOLFO DELLA SPEZIA

Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati...

 

Close Up

Argomenti del sito in primo piano,
eventi, news e storia del territorio

La mitica Fiat 508 Balilla
Questa vettura rivoluzionaria venne ufficialmente battezzata il 12 aprile del 1932 al 5° Salone dell'Automobile di Milano. Aveva tre marce; era slanciata, veloce e consumava molto poco...

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Mezzi da lavoro storici
I raduni e le esposizioni di questi autoveicoli sono un modo per ricordare ed onorare le persone che, in passato, questi mezzi li hanno guidati per mestiere...

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Mezzi militari storici
I più celebri veicoli militari che hanno partecipato alle vicende della Seconda Guerra Mondiale sfilano per strade e piazze e mantengono vivo il ricordo di quei terribili giorni...

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Tuning: l'arte delle 4 ruote
Quello di apportare alla
propria autovettura dei
cambiamenti a livello motoristico
ed estetico è un fenomeno che
ebbe inizio intorno alla
metà del Novecento.
La capostipite delle auto tuning
fu la mitica Fiat 500 Abarth...

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Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei treni d'epoca
e delle locomotive a vapore

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Ferrovia Pontremolese
Una linea di vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana

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Le Alpi Apuane
Originano da movimenti
tettonici del fondo marino
e sono un "monumento
geologico" unico al mondo...

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Liguri Apuani e Statue Stele
Le radici più profonde delle
comunità lunigianesi affondano
fino alle soglie della protostoria.
Mari e monti un tempo erano
occupati dalla bellicosa
popolazione dei Liguri Apuani...

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Carta della Lunigiana Storica
Una cartina con note mostra il
territorio, un tempo abitato dai
bellicosi Liguri Apuani, da dove
parte questo sito...

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Antiche ricette in Lunigiana
Piatti prelibati di una cucina essenziale, ma non per questo meno saporita. Cibi dal sapore antico che tornano ad imbandire le nostre tavole dopo  essere stati riscoperti a nuova vita.

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Ex Ceramica Vaccari
Il comprensorio della fabbrica è un prezioso esempio di civiltà industriale di fine Ottocento e rappresenta un pezzo di storia fondamentale per Santo Stefano Magra e per tutta la Provincia della Spezia. Le aree recuperate vengono oggi dedicate all'arte, allo spettacolo, alla cultura...

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Il dialetto genovese
Le trasformazioni fonetiche avvenute nella parlata di Genova sono un segno inequivocabile del dinamismo espresso dalla città durante i secoli della Repubblica. A Genova il dialetto è una lingua viva, che oggi viene insegnata anche nelle scuole...

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Infiorate del Corpus Domini
"Per tetto un cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori...".
A Brugnato, ogni anno, giovani e
meno giovani si radunano nel
centro storico per abbellire strade
e piazze con disegni floreali,
secondo un'antica tradizione che
origina da un miracolo
avvenuto a Bolsena...

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INDICE GENERALE   '800   CRONACA  01  02  03  04  05  06    SPORT  GIRO  TOUR  CICLISMO  MOTORI  ALTRI   FAUSTO COPPI   INTER   RIVISTE
MAGGIO 1948 - Biondetti su Ferrari vince la XV Mille Miglia, la più grande corsa del mondo
LA GAZZETTA DELLO SPORT del 3 maggio 1948 - Clemente Biondetti vince la XV Mille Miglia, che all'epoca era la più grande corsa del mondo
Tazio Nuvolari con la Ferrari 2000 costretto al ritiro dopo una incredibile corsa

(LA GAZZETTA DELLO SPORT del 3 maggio 1948) - "Ha vinto ancora Biondetti. Per la terza volta l'anziano campione toscano, che porta impressi sul volto i segni delle sue audacie, iscrive il suo nome sul libro d'oro della più grande corsa automobilistica del mondo, questa nostra popolarissima «Mille Miglia», che è stata oggi vissuta febbrilmente da milioni e milioni di uomini in ascolto (alla radio) o schierati sulle belle strade d'Italia. Nuova vittoria di un uomo che ha raggiunto i suoi traguardi più luminosi, attraverso una dura lotta con i mezzi meccanici ed una dura lotta con avversari e amici... L'eroe della corsa era ancora Tazio Nuvolari. Da Pesaro a Roma, l'intramontabile mantovano volante era riuscito a prendere ai suoi avversari 12 minuti e più di vantaggio... Da Roma a Firenze i  migliori protagonisti  della  corsa  venivano eliminati per incidenti meccanici o episodi fortuiti...

LO SPORT del 29 maggio 1955 - Foto in corsa di Alberto Ascari, sempre tra i protagonisti principali della Mille Miglia

A Livorno solo Alberto Ascari (vedi foto a destra) pareva ormai l'unico in grado di ostacolare la trionfale marcia di Nuvolari, ma anche lui avrebbe in seguito dovuto abbandonare la corsa... Una passeggiata quindi... No!. Quando Nuvolari aveva ancora 25 minuti di vantaggio su Biondetti e bisognava attraversare l'Appennino fino a Bologna, al quartier generale della corsa arriva la notizia che il pilota della Ferrari stava correndo senza cofano motore ! Un guaio se fosse piovuto. A Brescia si sono vissute ore di intensa emozione. Tutti attaccati al telefono o alla radio... A Bologna non piove ma nuvole nere appaiono laggiù verso Modena... Chiamiamo Modena: il vantaggio è inalterato ma Nuvolari passa senza il cofano motore, senza un parafango e senza un seggiolino!  Ci torna in mente la prima vittoria di Tazio nel 1924 quando vinse il Circuito di Rapallo con la macchina tutta fracassata... A Modena inizia a piovere... A Reggio Emilia, dove era previsto l'ultimo rifornimento di casa Ferrari, Nuvolari non ci arriverà. Si è dovuto ritirare a circa un chilometro, nei pressi di Villa Ospizio, per la rottura del freno, del perno di una balestra e del cofano... Tutti i superstiti meritano elogio e riconoscenza: la Mille Miglia è

Un'espressiva fotografia (con autografo) di Alberto Ascari al volante di una monoposto

una gara dura e seria e sarà sempre più dura e sempre più seria. Giungere al traguardo di Brescia è una laurea d'onore e di abilità... La Mille Miglia, anche col precipitare di molte illusioni, rimane più che mai la gara più bella del mondo".

Conquistato il record del maggior numero di iscritti ad una gara automobilistica
Brescia, 2 maggio 1948 - Il via alla gara è stato dato dall'on. Meda (Sottosegretario alla difesa, in rappresentanza del Governo) ed un minuto passata la mezzanotte la coppia Bevilacqua-Carboni ha aperto la sfilata delle 187 macchine che hanno consentito alla XV Mille Miglia di conquistare un nuovo invidiabile primato: quello del maggior numero di vetture che si siano mai allineate ad uno start di partenza di una corsa automobilistica.
La bandiera bianco azzurra del mossiere è stata alternativamente alzata anche dal vice-sindaco Boni, dal Presidente dell'Automobil Club di Brescia dott. Vittorio Folonari, da Aymo Maggi (presidente dell'A.S.A.I.) e Rodolfo Mugnai (segretario generale dell'A.S.A.I.), da Antonio Brivio (presidente della C.S.A.I.) e da Renzo Castagneto (direttore generale della corsa). Ultima a partire la coppia Righetti-Sterzi che ha lasciato Brescia alle ore 4:38.
In viaggio verso Roma ci sono 32 vetture nella classe 2000 sport ed oltre, 67 nella 1100 sport, 37 nella 750 sport, 19 nella 1100 turismo e 32 nella oltre 1100 turismo, nella quale molta curiosità hanno destato le Healey di Lurani, Healey e Haines.
La vigilia a Brescia aveva assunto un ritmo febbrile, favorita anche da un sole magnifico, buon auspicio per la gara dopo una giornataccia di acqua e di vento. Piazza della Vittoria ritornava ancora una volta ad essere ancora il grande salone cittadino pronto a ricevere gli ospiti sportivi convenuti per la più grande sagra motoristica del mondo.
Grafica titolo testo  Dagli anni '70 la Mille Miglia è tornata sulle nostre strade come gara di regolarità

A partire dal 1977 i bolidi che hanno fatto la storia della Mille Miglia sono nuovamente in gara grazie ad una rivisitazione in chiave moderna del grande evento motoristico del passato che partiva da Brescia, raggiungeva Roma e tornava indietro seguendo un percorso a forma di «otto» lungo 1.600 Km, corrispondenti appunto a mille miglia. Ai nostri giorni, ovviamente, non sarebbe stato possibile rimettere in piedi una corsa automobilistica con tutti i crismi percorrendo strade di normale circolazione: troppi pericoli a causa della velocità e troppe problematiche, non ultima quella di bloccare mezza Italia per qualche giorno.
A tal proposito, va ricordato infatti che la Mille Miglia storica venne definitivamente soppressa nel 1957 in seguito ad un grave incidente avvenuto in provincia di Mantova nel quale morirono il pilota spagnolo De Portago ed il suo navigatore unitamente a 9 spettatori, cinque dei quali erano bambini.
Fino ad allora la corsa bresciana, ideata come gara unica in linea dal conte Aymo Maggi assieme all'amico Renzo Castagneto nel 1927, aveva visto 24 edizioni durante le quali il tracciato era stato modificato varie volte e, per questo motivo, non sono confrontabili tra loro le performance ottenute dai piloti vincitori.
Nell'albo d'oro della corsa il pilota toscano Clemente Biondetti occupa la prima posizione con 4 vittorie davanti a Tazio Nuvolari (2 primi posti e due secondi posti) e Giuseppe Campari (2 primi posti, un secondo ed un terzo). Biondetti capeggia anche la graduatoria dei piloti che sono riusciti nell'impresa di vincere alla Mille Miglia più volte consecutivamente (3 volte negli anni 1947, 1948 e 1949) davanti a Giuseppe Campari (2 volte nel 1928 e 1929). L'edizione del 1948 vinta da Biondetti (vedi alcune informazioni storiche in testa a questa pagina) fu quella caratterizzata dal percorso più lungo di sempre, che arrivò a 1.830 chilometri.
La media oraria più alta in assoluto rimane quella ottenuta nel 1955 dall'inglese Stirling Moss che portò a termine il percorso classico di 1.600 Km in poco più di 10 ore, viaggiando ad oltre 157 Km/h.
Per quanto riguarda le case costruttrici la "regina" delle Mille Miglia è stata L'Alfa Romeo che ha conquistato 11 primi e secondi posti più 10 terzi posti e nella graduatoria sta davanti alla Ferrari (8 vittorie, 5 piazze d'onore e 4 terzi posti) e alla Mercedes Benz (2 vittorie e 2 piazze d'onore). In ben 9 edizioni il marchio di Arese ha conquistato i primi tre posti del podio. La Ferrari è riuscita in questa impresa due volte e la OM una volta. L'Alfa Romeo è al primo posto anche per quanto riguarda le vittorie consecutive (7 dal 1932 al 1938) davanti alla Ferrari (6 dal 1948 al 1953).
La Mille Miglia oggi è una corsa di regolarità per vetture d'epoca che sono sottoposte ad una serie di controlli orari e viaggiano rispettando il Codice della Strada.  Immaginatevi infatti quali problemi di sicurezza genererebbero dei bolidi lanciati ad alta velocità lungo le nostre trafficate strade cittadine. Questo fatto però non incide più di tanto su coloro che si assiepano ai lati delle strade per assistere all'evento, i quali sono lì per divertirsi nel vedere sfrecciare (per ore ed ore) queste meravigliose auto d'epoca, tirate a lucido come se fossero nuove di fabbrica. Lo spettacolo è costituito dal rombo dei motori, dalle forti accelerazioni, dallo stridio dei pneumatici nelle curve più secche di questi mezzi del passato appartenenti al periodo in cui si svolsero le 24 Mille Miglia storiche, ovvero dal 1927 al 1957.
Le moderne rievocazioni della "corsa più grande del mondo" hanno visto varie modifiche del percorso, come nell'edizione 2018, quando le vetture (per la prima volta) sono transitate in territorio ligure impegnando la Strada Statale 62 in direzione Sarzana, Aulla, Pontremoli e Passo della Cisa, per chiudere la terza tappa a Parma. La città di Sarzana era stata già attraversata nel 1949, durante un'edizione storica.
La moderna Mille Miglia è un vero e proprio "museo itinerante", composto da più di 700 partecipanti (provenienti da 44 paesi) alla guida di circa 450 autovetture (in rappresentanza di oltre 70 case costruttrici), che nei quattro giorni di gara percorre più di 1.700 km. A questi vanno aggiunti circa 150 equipaggi partecipanti al "Mercedes 1000 Miglia Challenge" ed al "Ferrari tribute to 1000 Miglia", gare per modernissime autovetture che fanno da corollario all'evento ed iniziano a sfilare un'ora prima di quelle storiche.
La Mille Miglia assume un certo fascino anche perché nella griglia dei partecipanti, mescolati ai veri driver, ci sono ogni anno molti personaggi famosi che appartengono a vari mondi. Si possono cimentare al volante musicisti, attori, calciatori, guru della moda ed anche ex piloti di rally e Formula 1, i quali aggiungono altro interesse alla competizione perché gli spettatori non vedono l'ora di veder transitare i propri beniamini.
Nel caso della Mille Miglia, comunque, lo spettacolo in generale è talmente fuori della norma che non può essere analizzato con i soli dati statistici.
Per esempio, nella terza tappa del 2018, le prime vetture (moderne) sono transitate al Passo della Cisa poco dopo le ore 18. Da quel punto, viaggiando in senso contrario alla corsa, le due ultime vetture d'epoca partecipanti alla competizione le abbiamo avvistate alle ore 22:10 poco oltre la città di Aulla, a più di 40 Km di distanza dallo scollinamento appenninico. Facendo i debiti calcoli, quando i primi sono arrivati a Parma gli ultimi dovevano ancora partire da Sarzana, ovvero la colonna itinerante aveva uno sviluppo maggiore di 100 Km, senza contare le altre autovetture al seguito facenti parte dell'organizzazione.
Lo dice anche un noto proverbio latino: "Melius abundare quam deficere"...

Di seguito le immagini di alcune autovetture d'epoca che partecipano all'evento...
■ Alfa Romeo 6C 1500 GS Testa Fissa del 1933 ■ Alfa Romeo 6C 1500 SS del 1928 ■ Aston Martin Ulster del 1935  
■ Frazer-Nash Le Mans Replica del 1950 ■ Frazer-Nash Bmw 328 del 1937 ■ Dagrada 750 Sport del 1950  
■ Healey 2400 Silverstone D-Type del 1949 ■ Fiat 514 S del 1930 ■ MG TB del 1939  
■ Alfa Romeo 6C 2300 Pescara Spider del 1935 ■ Maserati A6 1500 Berlinetta PF ■ Bugatti T 40 del 1929  
■ Alfa Romeo 6C 1750 SS Zagato del 1929 ■ Mercedes 710 SSK del 1929 ■ Siata 300 BC del 1952  
■ Buick Master Six Coupè del 1928 ■ Fiat 1100 / 103 del 1953 ■ Allard J2 del 1950  
■ Nash Healey Sports 4143 cm³ del 1953 ■ Chrysler 75 del 1929 ■ Fiat 508 C 1100 Sport del 1937  
■ Fiat 1100 S MM Berlinetta Gobbone del 1948 ■ Fiat 500 B Topolino del 1948 ■ Lancia Lambda VII Serie Casaro  
■ Ferrari 212-225 S Export B. Vignale del 1951 ■ Fiat 520 del 1928 ■ Healey 2400 Westland del 1947  
■ Fiat 508 S Balilla Sport Coppa Oro del 1934 ■ Lancia Aprilia 1350 del 1937 ■ Salmson GS 8 GD Sport del 1929  
■ Bugatti T 35 Grand Prix del 1925 ■ Oldsmobile Super 88 del 1954 ■ Lagonda LG 45 del 1936  
■ Aston Martin DB 2 del 1951 ■ BMW 328 del 1939 ■ Bentley 3 Litre del 1923  
■ Cisitalia Colombo Barchetta del 1948 ■ Cisitalia 202 S MM Spider del 1947 ■ Jaguar XK 120 DHC del 1953  
■ Zagato Fiat 1100 E Berlinetta del 1952 ■ Rally ABC 1100 del 1928 ■ Ford A del 1931  
■ Chrysler 72 De Luxe Roadster del 1928 ■ Healey 2400 Elliott Beutler del 1947    
Dopo la giornata estiva le partenze si erano svolte sotto un vento freddo, mentre le prime avvisaglie di un mutamento climatico si annunciavano nella notte. Infatti, fin dalle prime comunicazioni pervenute, si sarebbe saputo che i piloti avevano trovato lungo il percorso zone di pioggia e di cattivo tempo.
Il primo ritiro è quello di Moscucci, seguito poco dopo da quello di Mario Tadini, al volante di una Alfa Romeo-Nardi, che a Vicenza ha dovuto abbandonare col compagno Canavesi per rottura della frizione.
Il tratto Brescia-Padova, posto del primo controllo cronometrico, viene da tutti i concorrenti percorso in piena notte: il più veloce di tutti è Alberto Ascari, pilota di punta della Maserati, alla media spettacolare di 145,093 km/h.
CLEMENTE BIONDETTI, IL BARTALI DELLE CORSE AUTOMOBILISTICHE
Biondetti ci sa fare anche sui circuiti brevi, ma solo quando la corsa passa i mille chilometri si accorge che è il caso di darci dentro con decisione e vincere. Così è stato in tre "Mille Miglia" e in due "Giro della Sicilia". I pronostici della vigilia davano Biondetti come gran favorito e Biondetti ha vinto, ancora una volta accontentando le sibille: ma la corsa non è stata tutta rose e fiori per il vincitore. Parecchi concorrenti si sono messi d'impegno per rendergli dura la vita: Serafini e Roll quasi la stavano spuntando, ma in aiuto di Biondetti sono arrivati i passaggi a livello di Roll ed un'uscita di strada di Serafini. E' probabile comunque che Biondetti sarebbe arrivato primo anche senza aiuti... estranei data la sicurezza e la calma con cui marciava tra una gran folla, sulle strade rese viscide da una continua pioggia. E' proprio il caso di definire Biondetti come un "Bartali" delle corse automobilistiche...
La sensibilità e l'esperienza del vincitore che, con questa vittoria, pone una seria ipoteca per il primo posto alla prossima "Mille Miglia", hanno avuto la meglio in questo perfetto "9° Giro di Sicilia". Una corsa che ha rivelato agli sportivi la gran classe di Roll (Alfa Romeo 2500) e di Bornigia (Fiat 1100) e che è stata una nuova dimostrazione della vitalità del nostro sport automobilistico. Tra un "Giro di Sicilia" ed una "Mille Miglia", il 3 aprile faranno capolino a Sanremo i cannoni della formula Grad Prix. Assenti gli « americani» Ascari e Villoresi, saranno presenti invece gli argentini autentici Fangio e Campos. I dirigenti dell A.C. Sanremo, seguendo le orme del terribile Raimondo Lanza di Trabia, presidente della C.S.A.S. siciliana, stanno mettendo a soqquadro il mondo intero per portare ad Ospedaletti campioni di classe e macchine di valore. Il debutto della «Cisitalia» non è lontano, l'«Alfa Romeo» lavora al suo motore posteriore 12 cilindri, la «Ferrari» è bene intenzionata ad aggiungere compressori alla sua monoposto di 1500 cmc. (si vocifera di una vettura con triplo compressore), mentre rimangono ancora in circolazione numerose «Maserati» 4 CLT...
Dal "Guerin Sportivo" del 22 marzo 1949
FEBBRAIO 1947 - Gigi Villoresi vince nettamente sul circuito automobilistico di Mar del Plata
Nuovo trionfo di Gigi Villoresi sulla sua Maserati 4 ciclindri - 1500 cmc - in Argentina, nella gara svoltasi oggi sul circuito dell'attraente città balneare di Mar Del Plata, che dista una sessantina di chilometri da Buenos Aires. Villoresi aveva contro gli stessi avversari di domenica scorsa e, venuto a mancare Varzi, non ha avuto difficoltà a regolarli tutti col suo stile sicuro e brillante. Insieme a Varzi, anche gli altri piloti italiani sono scomparsi dalla corsa. Secondo si è classificato l'argentino Oablo Luis Pessati, al volante della sua potente Alfa Romeo, 8 cilindri per 3500 cmc, che ha tagliato il traguardo con un distacco di 18". Da segnalare la bella prova di Palmieri che, al volante della sua Maserati 6 cilindri, è riuscito a precedere il campione brasiliano Cico Landi (Alfa Romeo 3 litri).
La nuova entusiasmante vittoria argentina di Villoresi ha gettato altra luce sul pilota italiano che è diventato popolarissimo.
Da "LA GAZZETTA DELLO SPORT" del 17 febbraio 1947
MARZO 1947 - Al Cairo viene organizzato il primo GP automobilistico d'Egitto
LA GAZZETTA DELLO SPORT dell'8 febbraio 1947 - Grande attesa al Cairo per il GP d'Egitto d'automobilismo
La corsa sarà riservata alle sole macchine Cisitalia 1100 monoposto
Il Cairo, 07-02-1947 - La gara è fissata per il 2 marzo (sarà poi il 9, come si può vedere sotto) ed assumerà la denominazione di Gran Premio d'Egitto e sarà riservata alle sole macchine Cisitalia 1100 da corsa monoposto. L'A.C. d'Egitto ha già inoltrato domanda alla C.S.I. a Parigi per l'iscrizione in calendario. La dotazione dei premi è importante perché assomma a 1.500 lire egiziane - pari a oltre 2.250.000 lire italiane - delle quali 750.000 andranno al vincitore. Il circuito scelto è quello cosiddetto del "Piccolo Ghezira" - che si trova sull'isola di "el Ghezira" - sorgente dalle acque del Nilo e collegata alle due sponde con quattro ponti. La lunghezza del percorso, che ha una forma triangolare con un solo rettifilo, è di circa due chilometri. La corsa verrà

disputata col sistema delle batterie e della finale: le batterie saranno di 50 giri, così come la finale. Il re Faruk si interessa personalmente della manifestazione e tutte le autorità civili concorrono all'organizzazione con grande entusiasmo. Intanto sono già giunte al Cairo, in perfetta efficienza, le prime 16 vetture Cisitalia - che il re ha voluto vedere mercoledì scorso e che verranno esposte in città. Si sta attendendo l'arrivo di altre 6 automobili...

LA GAZZETTA DELLO SPORT del 10 marzo 1947 - Franco Cortese vince il GP d'Egitto d'automobilismo. Secondo Ascari, terzo Taruffi
Franco Cortese vince davanti ad Ascari alla presenza di Re Faruk
Il Cairo, 09-03-1947 - Alla presenza di Re Faruk e di varie migliaia di spettatori entusiasti, l'italiano Franco Cortese ha trionfalmente tagliato per primo il traguardo del Gran Premio automobilistico internazionale, svoltosi oggi sul circuito del Cairo. Cortese ha coperto i 50 giri del percorso - pari a 75 chilometri - in 45'48"2/10, portando a termine un'ottima prova della nuova Cisitalia 1100. E' stato un trionfo dei piloti italiani. Tutti i concorrenti erano al volante dello stesso tipo di macchina e - fatte salve una serie di noie meccaniche - si può dire in complesso che la Cisitalia si è confermata un eccellente veicolo da corsa, sia nell'impostazione che nella costruzione. Erano in gara, oltre agli italiani, piloti francesi, due egiziani ed un americano.

La vettura vincente sarà destinata come premio di una lotteria locale... La manifestazione si è svolta in due eliminatorie e una finale: la prima batteria è stata ad appannaggio di Cortese, mentre la seconda ha visto la vittoria di Taruffi. Grande lotta nella finale dove Taruffi è stato a lungo in testa fino a quando il carburatore della sua vettura non ha iniziato a fare le bizze, costringendolo a rallentare e poi a perdere anche la seconda posizione ad opera di Ascari. Dal 30° giro Cortese, ritrovatosi in prima posizione, ha resistito brillantemente ad Ascari - che cercava di recuperare dopo un'infelice partenza - andando a concludere con 13" di vantaggio sul rivale... Il francese Louis Chiron - uno dei favoriti del Gran Premio d'Egitto - è stato costretto ad abbandonare nella seconda eliminatoria a causa di un guasto alla pompa dell'olio. Grande spavento nella prima batteria quando Desauge ha capottato, rimanendo però incolume...

Da "LA GAZZETTA DELLO SPORT" dell'8 febbraio e 10 marzo 1947
SETTEMBRE 1950 - Nino Farina vince il G.P. d'Italia a Monza e diventa Campione del Mondo
TUTTOSPORT del 4 settembre 1950 - Nino Farina (Alfa Romeo) vince a Monza il "Gran Premio d'Italia" e diventa Campione del Mondo di automobilismo
Ascari 2° con la Ferrari, in una corsa al ritmo di 180 km all'ora!  - A Bonetto il criterium delle 1100

(TUTTOSPORT del 4 settembre 1950) - Questa volta davvero il Gran Premio d'Italia non ha deluso, benché non tutte le promesse della vigilia siano state mantenute... Ha vinto, è vero, un'altra volta l'Alfa Romeo, grazie anche ad una corsa superba di Nino Farina, che ha trovato una di quelle giornate che lo fanno apparire pressoché imbattibile, tanto sicura e autoritaria è la sua azione, ma la supremazia divenuta perfino leggendaria delle vetture fregiate dal biscione visconteo, oltreché da un quadrifoglio in campo bianco, è stata profondamente intaccata: abbiamo finalmente la macchina capace di contrastarle il passo, di affrontarla da pari a pari, se non proprio di batterla... Enzo Ferrari e i suoi valorosi collaboratori, l'ing. Colombo, l'ing. Lampredi e Bazzi, hanno compiuto il miracolo di creare, in tre mesi o poco più, la nuova vettura destinata a ringiovanire lo sport automobilistico che sembrava condannato alla decadenza. La tanto attesa «4500», benché disgraziata, ha superato nel modo più convincente il primo durissimo collaudo, conquistando di forza, nonostante l'avversa fortuna, un brillantissimo secondo posto coronato

da 20 spettacolari giri che hanno mandato in visibilio la folla... Va sottolineato che la nuova Ferrari... era nuova: partecipava cioè al suo primo cimento senza alcuna esperienza di gara. Cosicché si poteva considerare nell'ordine naturale delle cose che, sollecitata a fondo e a lungo, accusasse qualche deficienza, se non nel motore (provato sufficientemente al banco), negli organi

del telaio o delle trasmissioni ai quali mancava appunto l'esperienza dei trecento e tanti cavalli (si parla di 330 - 340) sviluppati dal bel motore. Proprio questo è avvenuto al 22° giro, cioè dopo 135 chilometri tirati al ritmo di 180 all'ora, ha ceduto il ponte della poderosa vettura di Ascari... Ma fino ad allora la battaglia era stata entusiasmante: per la prima volta dopo la guerra si è avuto lo spettacolo delle Alfa Romeo impegnate a fondo. E per la prima volta si è visto una vettura di altra marca galoppare baldanzosamente davanti alle «158». Quanto basta insomma per giustificare l'asserzione che l'odierno Gran Premio d'Italia rimarrà memorabile nella storia e nella cronaca, se meglio piace, dello sport automobilistico internazionale e che esso apre davvero un nuovo periodo di attività con carattere fondamentalmente diverso da quello che  lo ha contraddistinto fino a ieri.
In conclusione, la manifestazione è pienamente riuscita ed è stata tutta interessante, sia sotto l'aspetto tecnico che sotto quello sportivo, offrendo risultati

Nino Farina, alla guida di un'Alfa Romeo, fu il primo campione mondiale di Formula Uno

dei più significativi in tutte le categorie in gara. L'organizzazione da parte dell'Automobile Club di Milano è stata degna delle tradizioni del vecchio glorioso sodalizio, al quale presiedono uomini della tempra del dott. Bertet, di Aldo Daccò e del colonnello Covacivich. Il servizio di presa dei tempi è stato esemplare sotto la direzione di Cleto Radice.

MARZO 1951 - A Siracusa si corre un Gran Premio europeo per vetture di  «Formula 1»
La serie dei gran premi automobilistici europei per le vetture di «Formula 1» inizia presto quest'anno: già domenica prossima avremo infatti la prima edizione del "Gran Premio di Siracusa" che ha raccolto un notevole complesso di iscrizioni, data la stagione, sia per qualità che per quantità. La Ferrari approfitterà della competizione siciliana per completare la messa a punto delle sue «4500» e per provare, a quanto si afferma, la possibilità di una «2500» senza compressore, rispondente alle condizioni della «Formula 1» che andrà in vigore nel 1954. La gara sarà anche un valido banco di prova per collaudare le condizioni di Gigi Villoresi che proprio nel Gran Premio di Siracusa ritornerà alle corse dopo il pauroso incidente di Ginevra.
Sarà assente invece l'Alfa Romeo, che non ha ancora definito il suo programma d'attività per il 1951. La casa milanese avrebbe comunque preso in considerazione l'eventualità di una sua partecipazioen soltanto se la prova si fosse disputata su un percorso breve, per non doversi trovare handicappata dalla necessità di un rifornimento delle sue «159» nel primo confronto dell'annata con le vetture modenesi. Gli organizzatori, invece, hanno stabilito che i concorrenti dovranno compiere ben 80 giri del circuito di 5.400 metri, per un totale di 432 chilometri.
Così Villoresi e Ascari (se davvero Serafini piloterà una «2500») potranno disporre della corsa a loro piacimento, perchè non hanno la possibilità di essere impensieriti. Nonostante ogni buona volontà e ogni generoso impegno, Farina, Bira, Schell e Bonetto, che disporranno di Maserati 1500 a doppio compressore, oltre a tutto saranno costretti a rifornirsi. Bosier e Talbot guidano delle grosse Talbot 4500 che non sembrano le più adatte al percorso accidentato. Fuori dai giochi appaiono anche Bracco e Righetti alla guida di Ferrari 1500 sovralimentate e gli svizzeri Fischer e Staecklin che piloteranno le Ferrari di «Formula 2».
Il Gran Premio di Siracusa sarà preceduto al sabato dalla "Coppa d'Oro" per vetture sport di 1100 e 2000 cmc, che si sfideranno sulla distanza di 25 giri, pari a 135 chilometri. La classe 1100, vedrà in lizza, tra gli altri, Sighinolfi (Stanguellini), Bonetto (O.S.C.A.), Lietti (Stanguellini), Scotti (Fiat Ermini) e Macchieraldo (O.S.C.A.). Per la classe 2000 saranno al via Bracco (Ferrari), Carini (O.S.C.A.), Musmeci (Maserati), Stagnoli (Ferrari) e Ruggiero (Maserati).
Da "TUTTOSPORT" edizione Carlin del 7 marzo 1951
MAGGIO 1951 - A Genova i big del volante sono al via nel primo GP cittadino di «Formula 2»
Per essere al suo primo Gran Premio automobilistico Genova può dichiararsi fiera e soddisfatta della manifestazione che gli appassionati dirigenti dell'Automobil Club locale hanno saputo allestire in occasione del V° Centenario colombiano, superando difficoltà di ogni genere, non escluse quelle dovute a concomitanze sorte inopinatamente, quasi all'ultimo momento.
Per la corsa di «Formula 2» sono riusciti a mettere in gara quasi tutto il meglio attualmente esistente in Europa, sia in fatto di macchine che di piloti. Il tutto si svolgerà sul pittoresco anello stradale di Corso Italia (caratterizzato da due curve terminali a forcina) snodantesi in riva al mare e, si può dire, nel cuore stesso della città.
La possibilità di raggiungere velocità prossime ai 130 chilometri l'ora lo classifica fra i circuiti alquanto veloci. Il Gran Premio di Genova verrà disputato sulla distanza severa di 55 giri, ognuno dei quali misura 5.250 metri, per un totale di Km. 288,750.
La manifestazione è venuta ad assumere un insperato interesse tecnico, oltre che sportivo, dal fatto che Enzo Ferrari ha deciso di approfittare di essa per sperimentare la sua nuovissima «4 cilindri» a doppio albero di distribuzione in testa, della quale non sono ancora note le caratteristiche costruttive. Alcune indiscrezioni parlano di un vettura più scattante, leggera e maneggevole della «12 cilindri», quindi meglio adatta ai percorsi tortuosi sui quali la prontezza della ripresa è elemento importante, se non determinante, di successo. Il circuito genovese non appare perciò, ad occhio e croce, il più adatto a mettere in luce i pregi della nuova creazione della casa di Maranello, ma sarà comunque un prezioso banco di prova per la messa a punto della nuova macchina.
La neonata Ferrari, a quanto sembra, sarà affidata a Gigi Villoresi, sicuramente atteso ad un confronto all'ultima curva con Alberto Ascari, che partirà alla guida del «12 cilindri» e rimane il favorito per la vittoria.
Il gruppo dei partenti al Gran Premio di Genova sarà folto e vario. Le inglesi "H.W.M 2000" hanno nello spericolato Stirling Moss l'uomo di punta. L'austriaco Hans Stuck, alla guida della tedesca "A.F.M. 2000", potrebbe far valere il suo spunto velocissimo nelle riprese.
Sul fronte italiano si attendono buone prove dall'indiavolato Sergio Sighinolfi su "Stanguellini 1500", da Piero Carini su "O.S.C.A. 1400", e da Biondetti che sarà alla guida di una "Cooper 1100". Al via anche il pilota genovese Enrico Anselmi (Ferrari 2000) che passa audacemente dalle vetture da turismo a quelle da corsa e che sarà seguito con trepidazione in questo suo esordio dalla folla di suoi concittadini.
Il Gran Premio di Genova sarà preceduto dalla "Coppa Foce", gara su 25 giri del cicuito, pari a Km. 131,250, riservata alle vetturette della «Formula 3» che in Italia hanno recentemente debuttato all'autodromo di Monza.
Da "TUTTOSPORT" del 20 maggio 1951
MAGGIO 1955 - All'autodromo di Monza, in un inspiegabile incidente, muore Alberto Ascari
LO SPORT del 29 maggio 1955 - Numero speciale per onorare la memoria del campione automobilistico Alberto Ascari
L'asso del volante collaudava una Ferrari 3000 quando è uscito di pista
LO SPORT del 29 maggio 1955 - Alcune immagini delle corse disputate da Alberto Ascari nella sua carriera

(LO SPORT del 29 maggio 1955)  - Le cause dell'incidente resteranno un mistero forse per sempre. Tra le ipotesi non è da escludere un'improvvisa ventata. La macchina ha sbandato a lungo sull'asfalto, lasciando numerose strisce, prima di capovolgersi e finire fuori pista... Il destino ha voluto colpire Alberto Ascari durante una prestazione non prevista del suo programma. E pensare che "Ciccio" era tanto meticoloso in ogni dettaglio della preparazione:  voleva essere a punto perfino nel fisico, tanto che controllava

esattamente  le  proprie variazioni di peso. Ascari è stato un maestro per lo stile di guida, per l'ardimento sempre dimostrato in ogni circostanza. Il «fulmine di guerra», come lo definivano i francesi, ha concluso la sua vita terrena in  un autodromo  senza  folla  e  dove  non  era rincorso dai suoi accaniti rivali.

Anche Fangio ha riconosciuto che il milanese era il pilota più forte del mondo... Ascari sarà ricordato per la sua modestia e la grande abilità di guida che lo hanno fatto entrare nell'Olimpo dei più grandi piloti di tutti i tempi.... I primi passi della sua carriera motoristica li aveva compiuti su una motocicletta. L'ardimento e la perizia ebbero modo di farsi notare molto presto. Ascari fu introdotto all'automobilismo da Luigi Villoresi che lo spinse verso una luminosa ed impareggiabile carriera. Il primo successo lo riportò nel Circuito di Modena (settembre 1947), alla guida di una Maserati. L'ultimo l'8 maggio 1955 nel Circuito di Posillipo, sulla nuova Lancia.... Nella sua carriera ha conquistato due titoli mondiali di Formula 1, disputando 32 Gran Premi e riportando 13 vittorie. Una delle sue più belle imprese fu il trionfo riportato nell'agosto del 1952 al G.P. di Germania, sul circuito del Nürburgring, dove alla guida di una Ferrari battè Farina e Fangio.

L'autodromo di Monza teatro di grandi duelli fra Ascari e gli altri campioni del volante
LA GAZZETTA DELLO SPORT del 16 ottobre 1948 - Riapre l'Autodromo di Monza tre anni dopo la fine della II Guerrra Mondiale. Si attende battaglia fra Alfa Romeo, Maserati e Ferrari...

LA GAZZETTA DELLO SPORT del 16 ottobre 1948 - Tre anni dopo la fine della guerra riapre l'autodromo di Monza - "La portata mondiale dell'avvenimento. Magnifica battaglia in vista nel Gran Premio fra Alfa Romeo, Maserati e Ferrari, con Trossi, Wimille, Villoresi, Ascari, Farina, Sommer, Taruffi, Sanesi e altri 12 valorosi piloti italiani e stranieri... Miracolosa rinascita: pareva impossibile la risurrezione della pista che aveva dato fama mondiale all'Italia motoristica e sportiva attraverso un glorioso cammino... Gli assi del volante si ritrovano a Monza come in una casa perduta ed ora ritrovata con tutti gli affetti più cari; e sembrano pure loro più gagliardi e più giovani... Con le velocità che, sulla base delle prime prove su pista, si raggiungeranno a Monza, tornano di moda due fondamentali argomenti: l'uno riguarda la tenuta delle gomme, l'altro la carenatura delle

Piero Taruffi a colloquio col giornalista Guzman. Il pilota era iscitto alla gara di riapertura dell'autodromo monzese col n. 8 e guidava una Alfa Romeo
Una bella immagine con autografo di Piero Taruffi al volante di una Ferrari 2000

vetture. Sono due argomenti che s'erano perduti di vista nelle corse di questo dopoguerra in Europa, svoltesi quasi tutte su circuiti a medie poco elevate e comunque contenute fra i 120 (se non meno) e i 170 (ma molto raramente). Le macchine da corsa praticamente non avevano mai  potuto  impiegare integralmente  tutti i cavalli che  i  loro motori potevano sviluppare e, meno ancora, mettere in evidenza le doti di penetrazione dei loro profili. Lo stesso dicasi per le gomme: sulla nuova pista monzese si sfioreranno i 270-280 Km/h e si potranno abbordare curve a 240-250 all'ora di media. I pneumatici quindi si troveranno in condizioni di lavoro estremamente delicate e certamente gravose, specie nei tratti in curva, dove le forze in gioco sono molto alte... Per la cronaca, fra  i  migliori tempi in prova Villoresi e

Ascari, alfieri della Maserati, recenti trionfatori nel Gran Premio d'Inghilterra... La corsa, che pure si presenta così ricca di interessanti quesiti, passa però in seconda linea di fronte alla ricostruzione dell'Autodromo, che vuol dire ricostruzione dei nostri spiriti, cioè  di  noi  stessi...
(LA GAZZETTA SPORTIVA del 26 giugno 1949) - "A Monza, oggi, nel Gran Premio dell'Autodromo, due uomini giocano la loro grande carta: Ascari e Fangio presunti eredi di Villoresi... Fangio, se saprà regolarmente imporsi ai suoi avversari, ma  specialmente  al  campione  e  maestro Gigi Villoresi, potrà  vantarsi  di  avere conquistato i galloni e la gloria in questa sua brillante e fortunata prima stagione europea... E pensiamo che Fangio abbia tutti gli «atouts» per vincere: giovane, atleticamente potente,, volitivo, appassionato, ammiratore dei nostri stilisti, ed in primo luogo di Varzi, che egli si è proposto ad esempio. Fangio  può  essere il campione del prossimo futuro, sempre  che  Ascari non gli tagli la strada... Sono questi

LA GAZZETTA SPORTIVA del 26 giugno 1949 - Nel Gran Premio di Monza il duello fra Ascari e Fangio, presunti eredi di Luigi Villoresi

due uomini che per ora sull'orizzonte dell'automobilismo sportivo sembrano contendersi l'eredità dei Varzi, dei Trossi e dei Villoresi..."

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