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INDICE ARCHIVIO NEWS

 

Finestre fotografiche su Liguria e Toscana

Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

A Gennaio 2008 il Parco Naturale
Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - Golfo della Spezia  GOLFO DELLA SPEZIA

Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati...

 

Close Up

Argomenti del sito in primo piano,
eventi, news e storia del territorio

Le Alpi Apuane
Originano da movimenti
tettonici del fondo marino
e sono un "monumento
geologico" unico al mondo...

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Liguri Apuani e Statue Stele
Le radici più profonde delle
comunità lunigianesi affondano
fino alle soglie della protostoria.
Mari e monti un tempo erano
occupati dalla bellicosa
popolazione dei Liguri Apuani...

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Carta della Lunigiana Storica
Una cartina con note mostra il
territorio, un tempo abitato dai
bellicosi Liguri Apuani, da dove
parte questo sito...

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Antiche ricette in Lunigiana
Piatti prelibati di una cucina essenziale, ma non per questo meno saporita. Cibi dal sapore antico che tornano ad imbandire le nostre tavole dopo  essere stati riscoperti a nuova vita.

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Ferrovia Aulla-Lucca
Il fascino dei treni d'epoca
e delle locomotive a vapore

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Ferrovia Pontremolese
Una linea di vitale importanza
per La Spezia e la Lunigiana

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Ex Ceramica Vaccari
Il comprensorio della fabbrica è un prezioso esempio di civiltà industriale di fine Ottocento e rappresenta un pezzo di storia fondamentale per Santo Stefano Magra e per tutta la Provincia della Spezia. Le aree recuperate vengono oggi dedicate all'arte, allo spettacolo, alla cultura...

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Il dialetto genovese
Le trasformazioni fonetiche avvenute nella parlata di Genova sono un segno inequivocabile del dinamismo espresso dalla città durante i secoli della Repubblica. A Genova il dialetto è una lingua viva, che oggi viene insegnata anche nelle scuole...

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Infiorate del Corpus Domini
"Per tetto un cielo di stelle e
per strada un tappeto di fiori...".
A Brugnato, ogni anno, giovani e
meno giovani si radunano nel
centro storico per abbellire strade
e piazze con disegni floreali,
secondo un'antica tradizione che
origina da un miracolo
avvenuto a Bolsena...

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Mezzi da lavoro storici
I raduni e le esposizioni di questi autoveicoli sono un modo per ricordare ed onorare le persone che, in passato, questi mezzi li hanno guidati per mestiere...

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Mezzi militari storici
I più celebri veicoli militari che hanno partecipato alle vicende della Seconda Guerra Mondiale sfilano per strade e piazze e mantengono vivo il ricordo di quei terribili giorni...

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MAGGIO 1950 - Al "Madison Square Garden" Mitri batte Wagner ed è pronto per sfidare La Motta
GAZZETTA SERA del 20 e 21 maggio 1950 - In prima pagina la vittoria di Tiberio Mitri al "Madison Square Garden" di New York, illustrata dalle radiofoto della United Press
La tecnica e la velocità del Campione d'Europa disorientano l'avversario
Il Campione d'Europa dei pesi medi Tiberio Mitri ha debuttato felicemente stanotte su un ring americano battendo ai punti, al «Madison Square Garden» di New York, lo sfidante Dick Wagner. Il verdetto unanime dei giudici è stato accolto favorevolmente dal pubblico americano, che lo ha salutato con fragorosi applausi. Gli italiani di New York, che per l'occasione avevano preso d'assalto tutti i migliori posti del Madison hanno pure tentato di portare in trionfo il triestino, ma gli agenti del servizio d'ordine hanno impedito l'invasione del ring. Egual sorte è toccata alla signora Mitri che, al termine del combattimento ha tentato di penetrare nello spogliatoio del marito nonostante l'opposizione dei custodi, ma

senza successo. E' stato poi nell'atrio del Madison che Mitri è stato oggetto di una manifestazione di simpatia e di affetto degli italiani d'America; e quei colpi che non ha preso da Wagner li ha ricevuti dai focosi tifosi che tentavano di manifestare come potevano tutto il loro entusiasmo. Mitri ha così lasciato il Madison in trionfo, sulle spalle dei suoi innumerevoli ammiratori. L'organizzatore  Al Weill, che  fa  parte  dello stato

Altre
notizie sportive
fino al 1949

maggiore del Madison, ha detto testualmente: "Ho già promesso a Mitri di organizzare per lui un altro combattimento. Egli è pronto per cose migliori. E le "cose migliori" per il triestino non possono che essere avversari del calibro di Rocky Graziano, Sugar Ray Robinson e, forse, Jake La Motta. Turiello era raggiante per il risultato del match e si è lasciato andare a questa dichiarazione: "Non posso dire con precisione se dopo questo combattimento L''International Boxing Union intenda porre la candidatura del mio pupillo al titolo dei medi, ma se ciò dovesse verificarsi, credete, ne sarei contento, poiché ritengo che Mitri possa battere La Motta".

Dalla "GAZZETTA SERA del 20 e 21 maggio 1950
OTTOBRE 1950 - All'Arena di Milano Armando Filiput batte il record mondiale delle 440 yards hs.
TUTTOSPORT del 9 ottobre 1950 - All'Arena di Milano, in una grande riunione internazionale, Armando Filiput conquista il record mondiale delle 440 yards ad ostacoli
Al sole d'autunno, risultati olimpici per una grande riunione internazionale
La magica pista milanese; l'ultimo sole autunnale a rallegrare i grigi toni dell'Arena napoleonica; diecimila persone a salutare, con un interminabile applauso, Armando Filiput che ringrazia con un giro d'onore e Taddia che rimane come imbalsamato sul podio.
Abbiamo assistito alla più grande riunione, per valore di risultati, che mai sia stata organizzata in Italia. Limiti formidabili a rendere eccezionale un bilancio che ha superato anche le più ardite previsioni. Migliorato un record del mondo (Filiput, 51"9 nelle 440 yards ostacoli), eguagliato un record europeo (Filiput, 51"6 nei 400 metri ostacoli), migliorato un record italiano (Taddia, 59,17 metri nel lancio del martello). E le rimanenti

gare tutte su limiti mondiali od europei. Ripetiamo: una riunione mai vista sulle piste italiane. Oggi all'Arena è finito l'anno atletico internazionale; è finita la nostra più grande stagione del dopoguerra, forse (o senza il forse) la migliore di tutta la storia dell'atletismo italiano. Gli atleti tedeschi, che dopo otto anni riprendevano contatto con gli azzurri, hanno trovato un'accoglienza degna della loro grande classe. In campo mondiale l'atletismo tedesco è sempre stato ai primi posti: ignorare la loro forza sarebbe stata un'utopia. La Federazione italiana ha voluto essere una delle prime a riprendere le relazioni: i risultati tecnici testimoniano dell'utilità del gesto. Il merito per i raggiunti limiti è dei nostri atleti, ma agli avversari va il riconoscimento di averli saputi impegnare duramente. Foltissimo il pubblico presente sulle tribune; confusi tra la folla i vecchi campioni: Facelli, Mariani, Toetti, Daelli, Monti, la Testoni, Caldana, Ferrario. Tra essi l'attore Walter Chiari, «petito» pure lui per l'atletica. In campo: Alberti, Vice presidente della Fidal; Guabello, Segretario generale e Oberweger. In tribuna il sig. Goesta Olander, svedese, famoso per il centro di allenamento di Volodalen e per aver fatto battere a Gunder Haegg una ventina di primati mondiali...
Le prove di maggior rilievo: nel lancio del disco Consolini ha battuto Tosi con m. 54,64 (da segnalare anche un "nullo" di 56 metri) - nei 400 piani Geister (47"4) ha superato Haas e Siddi (47"5) - Gli 800 sono stati vinti da Ulzheimer in 1'51"9, davanti a Fracassi (1'53") - A Leccese i 200 in 21"8 - Luther primo nel salto in lungo con m. 7,06 - Risultato di parità nella staffetta 4x100: col tempo ex-aequo di 41"6 la Germania precede l'Italia...

Da "TUTTOSPORT" del 9 ottobre 1950 - (sintesi da un art. di Renato Morino) - Nella gara delle 440 yards ad ostacoli secondo arriverà Ottavio Missoni, noto stilista, una delle icone della moda italiana nel mondo. Missoni aveva partecipato anche alle Olimpiadi di Londra del 1948 - Per le gare popolari "Sfera d'Argento" disputate all'Arena milanese, nel salto in alto troviamo i nomi degli atleti di La Spezia Guiducci (3° posto con m. 1,70) e Pianchetti E. (5° posto con m. 1,60).

Altri eventi sportivi di rilievo del 1950: FEBBRAIO - Ad Aspen nel Colorado, Zeno Colò è campione del mondo di discesa libera e slalom gigante; MARZO - Gino Bartali vince per la quarta volta la Milano-Sanremo; APRILE - Fausto Coppi si aggiudica il Giro della Calabria e la Parigi-Roubaix, Bartali il Giro della Toscana - Gianni Marzotto, su Ferrari, è primo nella 17a "Mille Miglia"; MAGGIO - Fausto Coppi vince la Freccia Vallone - La Juventus è campione d'Italia - Antonio Bevilacqua conquista il titolo tricolore di ciclismo su strada - Manuel Fangio, su Alfa Romeo, vince il Gran Premio di Monaco - Nel Gran Premio di Monza è prima la Ferrari di Villoresi; GIUGNO - Per la prima volta uno straniero vince il Giro d'Italia: si tratta dello svizzero Hugo Koblet; LUGLIO - Hugo Koblet vince anche il Giro della Svizzera - A New York, Jacke La Motta batte Tiberio Mitri ai punti e rimane campione del mondo dei pesi medi - L'Uruguay, a sorpresa, batte il Brasile e conquista la "Coppa Rimet" - Gli italiani abbandonano il Tour de France dopo l'aggressione subita da Bartali: la corsa verrà vinta da Ferdy Kubler - Fangio, su Alfa Romeo, è primo nel Gran Premio delle Nazioni di Ginevra - Nasce un nuovo astro del motociclismo: Umberto Masetti viene definito l'erede di Tenni; AGOSTO - Antonio Bevilacqua è campione del mondo dell'inseguimento, mentre il belga Schotte conquista la maglia iridata su strada - A Bruxelles si disputano gli europei di atletica: Dordoni vince la 50 Km. di marcia, Filiput i 400 hs, Consolini e Tosi sono primo e secondo nel lancio del disco; SETTEMBRE - Farina, su Ferrari, vince il Gran Premio di Monza e diventa campione del mondo. Sempre a Monza, Ambrosini (350), Masetti (500) e Ruffo (250) si laureano campioni mondiali di motociclismo; OTTOBRE - Fausto Coppi torna alle gare dopo la rovinosa caduta al Giro (rottura del bacino): esordisce al Giro del Piemonte vinto da Alfredo Martini e arriva secondo al Giro di Lombardia, vinto da Soldani.

MARZO 1951 - Il bisettimanale "Tuttosport" diventa quotidiano e saluta gli sportivi d'Italia
TUTTOSPORT del 12 marzo 1951 - E' il primo numero della testata con cadenza quotidiana
Non c'è la televisione: il ciclismo e il calcio occupano quasi tutti gli spazi...
Il 12 marzo 1951 «Tuttosport» divenne quotidiano. Sopra la testata una riga diceva: «Tuttosport» quotidiano saluta gli sportivi d'Italia. Il titolo a nove colonne in prima pagina era questo: «Giornata amara per le ospitanti (col Milan che imperversa) - Fiorenzo Magni vince in volata una durissima Milano-Torino». E sotto, in piccolo: «Grave caduta di Coppi sulla pista del Motovelodromo: frattura di una clavicola».
Erano i tempi in cui il ciclismo riempiva le prime pagine, non solo nel bene, ma anche nel male. Quel 1951 fu riempito da Coppi, come il 1949 del primo Tour vittorioso di Fausto: ma per via della morte del fratello Serse e del suo crollo al Tour, nella tappa di Montpellier. Intanto il Milan molto svedese vinceva il titolo italiano.
A vedere il giornale di quell'anno, primo anno di riscontro giornaliero delle cose dello sport, si provano curiose impressioni. Il ciclismo e poi il calcio occupano quasi tutti gli spazi. La visione

ecumenica dello sport mondiale non c'è ancora. Soltanto dopo un po' di meditazione si fa la scoperta: non esisteva la televisione, allora, e le stesse radiotrasmissioni avevano impronta pioneristica. L'informazione era mediata, quasi sempre dal giornalista, che non poteva, non doveva essere dovunque e stava sulle cose «grosse». C'erano giornali che ancora scrivevano in testa ai pezzi «per telefono dal nostro inviato», come se l'inviato potesse servirsi di altri diversissimi mezzi di trasmissione, ad esempio gli articoli appese alle zampette dei piccioni viaggiatori.
Tra l'altro, in quegli anni, era lecito pensare che il nostro calcio e il nostro ciclismo fossero latori di messaggi mondiali. In parte era così. Il ciclismo perché aveva Coppi, il quale non era un personaggio soltanto italiano, era il simbolo più valido, il simbolo più giusto, insieme affannato e divino, di un mondo che risorgeva miracolosamente. Il nostro calcio si offriva alle scorrerie degli stranieri mercenari, anzi le provocava. Il primissimo nostro benessere era anche lusso calcistico; cominciavamo a sembrare ricchi almeno nei fasti domenicali.
Nel ciclismo dominavamo, nel calcio ci lasciavamo dominare. Erano momenti diversi per dire di un'ascesa, in un settore vissuta, nell'altro già festeggiata. Ed era anche un forte simbolo della nostra fretta non solo nel fare le cose, ma nel consumarle. Stavamo ancora «pedalando» per uscire dal panorama di rovine, e già consumavamo le prime ricchezze, bruciandole come fiammiferi (svedesi). Stavamo chiarendo al mondo e a noi stessi il nuovo tipo italiano: dinamico, veloce nel fare e nel disfare, anzi nel disfarsi. Lo sport veniva ancora proposto come antitesi di vita, ma era già vita ed in pieno. Non lo sapevano, allora, ma questo non significava assolutamente nulla.

Adattamento da "TUTTOSPORT" - Speciale 30 anni - del 17 marzo 1974
APRILE 1951 - Cinque eventi di risonanza mondiale per una trionfale giornata dello sport italiano
TUTTOSPORT del 9 aprile 1951 - Cinque vittorie in campo internazionale per una domenica trionfale dello sport italiano. In fotografia Bevilacqua, primo nella Parigi-Roubaix
Vittorie memorabili nel calcio, ciclismo, motociclismo e automobilismo
Giornata memorabile, forse senza precedenti. Lo sport italiano impegnato in cinque prove internazionali - e quasi tutte all'estero - tutte le ha vinte, in modo superlativo.
A Lisbona, l'improvvisata Nazionale A di calcio ha ripetuto la prodezza degli azzurri di vent'anni fa, battendo la Nazionale portoghese. La partita è risultata forse più facile del previsto, ma ciò non sminuisce per nulla il merito della squadra italiana che ha dimostrato una superiorità assoluta.
A Roubaix, Antonio Bevilacqua è arrivato solo. Questa smagliante vittoria nella maggiore classica francese del nostro corridore (campione italiano su strada, campione italiano e mondiale dell'inseguimento) viene ad una settimana di distanza da quella di

Fiorenzo Magni, ottenuta pure per distacco, nella gran corsa belga. Il modo indiscutibile della vittoria fa tacere definitivamente quei commentatori stranieri che, piccati dalle troppe vittorie italiane nel Tour dell'anno scorso, tendevano a voler gabellare come "campioni passivi" i nostri corridori. Toni ha vinto come Fiorenzo: alla maniera forte, piantando in asso tutta la compagnia, per lasciar fare a Bobet e Van Steenbergen solo la volata per la piazza d'onore. Così come l'anno scorso aveva vinto Coppi. Il ciclismo italiano ha vinto con campioni diversi... *** A Palermo la Nazionale B di calcio ha sconfitto la nazionale greca per 3-0. Hanno segnato, irresistibilmente, nazionali meno famosi ma ugualmente bravi: Galli, Armano e Ghiandi. *** A Barcellona, nelle gare più attese, hanno ancora vinto centauri italiani: Guido Leoni nella categoria 125, Umberto Masetti nella categoria 500 (su Gilera, mentre Lorenzetti, su Guzzi, compiva il giro più veloce). A Marsiglia, nel grande confronto automobilistico con i francesi, si è imposto Villoresi.
Si tratta dunque di eventi di risonanza mondiale, cinque vittorie che testimoniano la gagliarda rinascita dello sport italiano.

Da "TUTTOSPORT" di lunedì 9 aprile 1951
MAGGIO 1951: I BIG DEL VOLANTE SONO AL VIA NEL 1° GRAN PREMIO DI «FORMULA 2» DI GENOVA

Per essere al suo primo Gran Premio automobilistico Genova può dichiararsi fiera e soddisfatta della manifestazione che gli appassionati dirigenti dell'Automobil Club locale hanno saputo allestire in occasione del V° Centenario colombiano, superando difficoltà di ogni genere, non escluse quelle dovute a concomitanze sorte inopinatamente  quasi all'ultimo momento.
Per la corsa di «Formula 2» sono riusciti a mettere in gara quasi tutto il meglio attualmente esistente in Europa, sia in fatto di macchine che di piloti. Il tutto si svolgerà sul pittoresco anello stradale di Corso Italia (caratterizzato da due curve terminali a forcina) snodantesi in riva al mare e, si può dire, nel cuore stesso della città.
La possibilità di raggiungere velocità prossime ai 130 chilometri l'ora lo classifica fra i circuiti alquanto veloci. Il Gran Premio di Genova verrà disputato sulla distanza severa di 55 giri, ognuno dei quali misura 5.250 metri, per un totale di Km. 288,750.
La manifestazione è venuta ad assumere un insperato interesse tecnico, oltre che sportivo, dal fatto che Enzo Ferrari ha deciso di approfittare di essa per sperimentare la sua nuovissima «4 cilindri» a doppio albero di distribuzione in testa, della quale non sono ancora note le caratteristiche costruttive. Alcune indiscrezioni parlano di un vettura più scattante, leggera e maneggevole della «12 cilindri», quindi meglio adatta ai percorsi tortuosi sui quali la prontezza della ripresa è elemento importante, se non determinante, di successo. Il circuito genovese non appare perciò, ad occhio e croce, il più adatto a mettere in luce i pregi della nuova creazione della casa di Maranello, ma sarà comunque un prezioso banco di prova per la messa a punto della nuova macchina.
La neonata Ferrari, a quanto sembra, sarà affidata a Gigi Villoresi, sicuramente atteso ad un confronto all'ultima curva con Alberto Ascari, che partirà alla guida del «12 cilindri» e rimane il favorito per la vittoria.
Il gruppo dei partenti al Gran Premio di Genova sarà folto e vario. Le inglesi "H.W.M 2000" hanno nello spericolato Stirling Moss l'uomo di punta. L'austriaco Hans Stuck, alla guida della tedesca "A.F.M. 2000", potrebbe far valere il suo spunto velocissimo nelle riprese.
Sul fronte italiano si attendono buone prove dall'indiavolato Sergio Sighinolfi su "Stanguellini 1500",  da Piero Carini su "O.S.C.A. 1400", e da Biondetti che sarà alla guida di una "Cooper 1100". Al via anche il pilota genovese Enrico Anselmi (Ferrari 2000) che passa audacemente dalle vetture da turismo a quelle da corsa e che sarà seguito con trepidazione in questo suo esordio dalla folla di suoi concittadini.
Il Gran Premio di Genova sarà preceduto dalla "Coppa Foce", gara su 25 giri del cicuito, pari a Km. 131,250, riservata alle vetturette della «Formula 3» che in Italia hanno recentemente debuttato all'autodromo di Monza.

Da "TUTTOSPORT" del 20 maggio 1951
GIUGNO 1951 - Gli azzurri chiudono in bellezza la stagione battendo la Francia a Genova per 4-1
TUTTOSPORT del 4 giugno 1951 - A tutta pagina la vittoria della Nazionale italiana di calcio che a Genova batte la Francia per 4-1
Annovazzi, Cervellati, Amadei e Venturi i migliori della squadra italiana
I settantamila di Marassi hanno laureato la nuova squadra azzurra. Diciamo che i settantamila di Marassi l'hanno applaudita. E' una constatazione che ha il suo valore, ma è pure una sottigliezza che ha la sua importanza. La squadra italiana ha vinto con punteggio facile il confronto con la Francia. Ha stentato nel primo tempo (uno a uno) per sbadataggine, perché le occasioni se le era create; è passata con estrema agevolezza nel secondo. Il pubblico si è accontentato festeggiando i giocatori. Un pubblico che merita subito un elogio: il saluto d'esordio è stato caloroso, ogni azione era sottolineata da applausi. Un'atmosfera migliore la nostra squadra non avrebbe potuto pretendere e se il gioco non è stato sempre, chiaro, preciso, battente, la colpa è soltanto sua.

In fondo noi eravamo venuti a Genova per trovare l'intelaiatura tecnica della nostra Nazionale di calcio e non per esaltarci col risultato. Il risultato non è mai stato in dubbio, neppure durante il breve periodo in cui gli ospiti si trovavano in vantaggio. Comunque se la vittoria di oggi non ci fa esaltare e arrivare a conclusioni troppo euforiche, non possiamo neppure concordare a tutti i costi con i pessimisti. Tra i giocatori ci sono state molte note liete: il ventunenne Cervellati ha disputato una bellissima partita e ha dimostrato di essere una sicura pedina della squadra; Venturi, dopo un inizio un po' scalibrato è emerso con un gioco esatto, calmo, autoritario. Venturi è una recluta, avendo solo 22 anni; Lorenzi non avrà le doti riflessive che si richiedono ad una mezz'ala, ma dà effervescenza, brio ed estrema pericolosità all'attacco; Amadei ha confermato che come senso di gioco, varietà e tempestività di distribuzione è ancora il migliore centravanti di cui disponiamo...

I protagonisti dell'incontro:
ITALIA: Cesari, Giovannini, Cervato, Annovazzi, Tognon, Venturi, Cervellati, Boniperti, Amadei, Lorenzi, Cappello.
FRANCIA: Dakoski, Huguet, Marche, Cuissard, Jonquet, Bonifeci, Alpsteg, Strappa, Grumellon, Baratte, Haan.
MARCATORI: Grumellon (F) al 34'; Lorenzi al 38' del primo tempo e all'11' del secondo; Amadei al 22' e Cappelli su rigore al 43' della ripresa.
ARBITRO: Lutz (Svizzera) - SEGNALINEE:  Tordjmann (Francia) e Gamba (Italia) - SPETTATORI: 64.000 paganti

Altro fatto di rilievo della giornata la tappa Bologna-Brescia del Giro d'Italia:  Adolfo Leoni (Legnano), che nel corso del Giro d'Italia 1951 non era ancora riuscito ad ottenere alcun piazzamento, ha vinto la 14a tappa, quella pianeggiante da Bologna a Brescia. L'ha vinta in volata sulla pista piatta dello stadio Rigamonti, una volata alla quale hanno preso parte ben 72 degli 80 corridori che sei ore prima avevano preso il via dalla città emiliana. Al secondo posto si è piazzato Conte (Bianchi) e terzo è arrivato il sorprendente Brasola (Wilier Triestina), il quale ha confermato anche oggi di essere un buon velocista. Nella classifica generale sempre primo il belga Van Steenbergen che precede Astrua di 4'05"; 3° Fiorenzo Magni a 4'23"; 4° Ferdy Kubler a 5'22"; 5° Luison Bobet a 5'35"; 6° Fausto Coppi a 7'56"...

Da "TUTTOSPORT" di lunedì 4 giugno 1951 (sintesi dagli art. di Carlin e Ruggero Radice)
LUGLIO 1951 - L'"Unione Sportiva" di Santo Stefano di Magra festeggia venti anni di vita
CICLISMO (organo ufficiale dell'UVI) - Supplemento al n. 68 di domenica 10 ottobre 1954 per la presentazione del XV° Gran Premio S.I.R.A di S.Stefano di Magra, corsa internazionale per aspiranti campioni
Le felicitazioni del direttore de "La Gazzetta dello Sport"

"Bello è l'esser giovani e della gioventù avere lo slancio creativo per le conquiste dell'avvenire e già esser ricchi di un glorioso passato e potersi vantare di avere utilmente lavorato per il raggiungimento dei propri ideali. Questa bellezza, che è gioia e orgoglio, deve oggi sentire la famiglia dell'Unione Sportiva S.Stefano Magra, che quest'anno festeggerà il suo ventennio, di cui ha ben ragione di andare fiera per l'opera di propaganda e propulsione del nostro sport che in esso ha svolto  in quella  zona  ai limiti della Liguria  e  della Toscana che ha così luminose tradizione ciclistiche.

S.STEFANO SPORTIVA dell'8 luglio 1951 - Il ventennale dell'Unione Sportiva S.Stefano Magra e presentazione della gara internazionale di ciclismo dilettanti "Gran Premio SIRA"

La celebrazione dell'anniversario culminerà nell'organizzazione del Gran Premio S.I.R.A., una gara che sta conquistandosi i distintivi della classicità fra quelle riservate ai giovani. <Gara che rivela i campioni> amano proclamarla i suoi appassionati promotori, l'ultimo dei quali vorrebbe diventare quel Giacchero cresciuto alla scuola di Biagio Cavanna e che deve essere qualcuno se Coppi se l'è preso al fianco per la stagione della resurrezione. Per l'occasione la gara che sta tanto a cuore del Presidente Bordoni e al suo braccio destro Belloni e ai loro fedeli collaboratori assurgerà al rango di internazionale, riservata all'aristocrazia del dilettantismo europeo, cioè alla categoria alla quale anche noi guardiamo come alla fonte dei più alti valori atletici della nuova generazione. La nuova e più lussuosa veste assunta dal Gran Premio S.I.R.A. di ciclismo è quella che più si addice alla prova di una Società giovane e già illustre e che ha l'onore di essere stata e intende essere ancora lievito di energie giovanili e creatrice di uomini nuovi. La celebrazione del ventennale sarà pietra miliare nella vita dell'Unione Sportiva S.Stefano Magra se da questa gara uscirà un nome degno di raccogliere la successione dei grandi campioni di oggi. Questo è il mio voto e de "La Gazzetta dello Sport", legata agli amici organizzatori da anni di sincera amicizia e fattiva collaborazione".

Da "S.STEFANO SPORTIVA" dell' 8 luglio 1951" - commento a cura del direttore de "La GAZZETTA DELLO SPORT" Giuseppe Ambrosini

Altri eventi sportivi di rilievo del 1951: MARZO - Fiorenzo Magni vince la Milano-Torino. Coppi cade al Motovelodromo torinese e si frattura una clavicola - Luison Bobet si aggiudica la Milano-Sanremo; APRILE - Vittorio Marzotto, su Ferrari 2560, è primo nel Giro della Sicilia - A Villoresi va la vittoria nella 18a edizione della "Mille Miglia" - MAGGIO - L'URSS si aggiudica i campionati europei di pallacanestro; GIUGNO - Il Milan è campione d'Italia - Fiorenzo Magni vince il Giro d'Italia - Farina si aggiudica il Gran Premio del Belgio di automobilismo - Muore Serse Coppi, fratello di Fausto, vittima di una caduta al Giro del Piemonte vinto da Bartali; LUGLIO - "Sugar" Ray Robinson perde a Londra contro Turpin il titolo mondiale dei pesi medi - Al Tour de France, il dispiacere per la morte del fratello Serse, provoca a Fausto Coppi un collasso che lo esclude dalla vittoria finale: primo sarà Koblet, Bartali finirà al quarto posto; AGOSTO - Al Vigorelli di Milano si tengono i campionati mondiali di ciclismo su pista: la maglia iridata della velocità va all'inglese Harris, Bevilacqua è primo nell'inseguimento. Sul circuito di Varese, Ferdy Kubler si aggiudica il titolo della strada; SETTEMBRE - Il Gran Premio d'Italia a Monza è vinto da Alberto Ascari, su Ferrari 4500 - Nel pugilato, Robinson si prende la rivincita contro Turpin, sconfitto ai punti; OTTOBRE - Emil Zatopek è il primo uomo al mondo a correre 30,052 chilometri in un'ora - Luison Bobet vince il Giro di Lombardia - Rocky Marciano sconfigge Joe Louis per k.o. all'8a ripresa; NOVEMBRE - Magni e Minardi trionfano nel "Trofeo Baracchi" di ciclismo.

NEL 1951 ANCHE A SIRACUSA SI CORREVA UN GRAN PREMIO DI «FORMULA 1»

La serie dei gran premi automobilistici europei per le vetture di «Formula 1» inizia presto quest'anno: già domenica prossima avremo infatti la prima edizione del "Gran Premio di Siracusa" che ha raccolto un notevole complesso di iscrizioni, data la stagione, sia per qualità che per quantità. La Ferrari approfitterà della competizione siciliana per completare la messa a punto delle sue «4500» e per provare, a quanto si afferma, la possibilità di una «2500» senza compressore, rispondente alle condizioni della «Formula 1» che andrà in vigore nel 1954. La gara sarà anche un valido banco di prova per collaudare le condizioni di Gigi Villoresi che proprio nel Gran Premio di Siracusa ritornerà alle corse dopo il pauroso incidente di Ginevra.
Sarà assente invece l'Alfa Romeo, che non ha ancora definito il suo programma d'attività per il 1951. La casa milanese avrebbe comunque preso in considerazione l'eventualità di una sua partecipazioen soltanto se la prova si fosse disputata su un percorso breve, per non doversi trovare handicappata dalla necessità di un rifornimento delle sue «159» nel primo confronto dell'annata con le vetture modenesi. Gli organizzatori, invece, hanno stabilito che i concorrenti dovranno compiere ben 80 giri del circuito di 5.400 metri, per un totale di 432 chilometri.
Così Villoresi e Ascari (se davvero Serafini piloterà una «2500») potranno disporre della corsa a loro piacimento, perchè non hanno la possibilità di essere impensieriti. Nonostante ogni buona volontà e ogni generoso impegno, Farina, Bira, Schell e Bonetto, che disporranno di  Maserati 1500 a doppio compressore, oltre a tutto saranno costretti a rifornirsi. Bosier e Talbot guidano delle grosse Talbot 4500 che non sembrano le più adatte al percorso accidentato. Fuori dai giochi appaiono anche Bracco e Righetti alla guida di Ferrari 1500 sovralimentate e gli svizzeri Fischer e Staecklin che piloteranno le Ferrari di «Formula 2».
Il Gran Premio di Siracusa sarà preceduto al sabato dalla "Coppa d'Oro" per vetture sport di 1100 e 2000 cmc, che si sfideranno sulla distanza di 25 giri, pari a 135 chilometri. La classe 1100, vedrà in lizza, tra gli altri, Sighinolfi (Stanguellini), Bonetto (O.S.C.A.), Lietti (Stanguellini), Scotti (Fiat Ermini) e Macchieraldo (O.S.C.A.). Per la classe 2000 saranno al via Bracco (Ferrari), Carini (O.S.C.A.), Musmeci (Maserati), Stagnoli (Ferrari) e Ruggiero (Maserati).

Da "TUTTOSPORT" edizione Carlin del 7 marzo 1951
APRILE 1953 - Il piacentino Tartarini su Benelli vince il primo Giro d'Italia motociclistico
STADIO del 6 aprile 1953 - Leopoldo Tartarini su Benelli trionfa nel 1° Giro d'Italia motociclistico
"Stadio" inventa il "Motogiro" e i rombanti centauri invadono la Penisola

Eccolo, sta per arrivare. Piacenza, città di raccordo per chi proviene dai vigneti del Piemonte e dai gelsi di Castel San Giovanni, è un po' come la chiave dell'uscio familiare. La Via Emilia è proprio il corridoio domestico in cui si può muovere ad occhi chiusi. E Tartarini, che già fiuta l'odore eccitante della propria terra, romba verso il traguardo con una specie di ebbra allegrezza. Ecco infatti, laggiù in alto, il bel San Luca che ha il colore dello stucco, il bel San Luca che ha sempre una corona di cirri. Caro Leopoldo alto e allampanato più di un pioppo, ancora quattro passi e sei al traguardo: cosa dirà la mamma nella modesta casa di Via Toffano? Chissà, forse non dirà nulla e comincerà a piangere, con un pianto diverso di quando gli morì il marito Egisto, bravo e sfortunato

centauro dopo l'incidente in moto, dopo l'embolia, dopo la penosa agonia di tanti giorni. Forza Leopoldo, il traguardo è vicino, Porta Mazzini è ad un tiro di schioppo... In questo momento ignori che laggiù in Via Piave ti aspetta un vecchio ex autista di piazza, lo sventurato padre di quel Sergio Calza padre di quel fu diletto compagno nelle competizioni sportive quanto nella vita. Spegni il motore e tra i fiori e gli applausi senti il calore del suo abbraccio, senti l'acqua delle sue lacrime. All'ex autista la tua immagine fa ritornare viva quella del figliolo sepolto da tre giorni. Il traguardo non è soltanto una bandiera issata sulla coraggiosa bravura dei 140 superstiti del Motogiro ma anche un fazzoletto bagnato nella roggia della commozione.... Il Motogiro termina e Tartarini s'allontana seguito da una corte che potrebbe essere definita regale se non risultasse tanto clamorosa. Campanelli, il secondo della classifica generale grida: "Domani si fa festa in Via Giusti". Ed è inutile aggiungere che in Via Giusti, a Pesaro, vi abita lui con altri sei fratelli.

La classifica finale del I° Giro d'Italia motociclistico:
1°) Leopoldo Tartarini in 31 ore 08'19" - 2°) Campanelli (Benelli) a 46'09" - 3°) Ventura (MV) a 51'15" - 4°) Ronchei (Rumi) a 1 ora 03'29 - 5°) Ritelli (MV) a 1 ora 12'31" - 6°) Longinotti (Mi Val) a 2 ore 05'03" - 7°) Milani (Sterzi) a
2 ore 15'56" - 8°) Benelli (Benelli) a 2 ore 19'23" - 9°) Radin (Benelli) a 2 ore 27'49" - 10°) Marchetti (Gilera) a
2 ore 29'52"
Da "STADIO" del 6 aprile 1953 - (sintesi da un art. di Dario Zanasi)
SETTEMBRE 1953 - Guzzi e Gilera trionfano al G.P. delle Nazioni sul circuito di Monza
LA GAZZETTA DELLO SPORT del 7 settembre 1953 - Le moto italiane Guzzi e Gilera si affermano nel "Gran Premio delle Nazioni" sul circuito di Monza e assicurano all'Italia 4 titoli mondiali
Le due fenomenali case lombarde assicurano all'Italia quattro titoli mondiali
Di quale simpatia goda oggi lo sport delle moto ce l'ha detto ieri l'enorme folla (120.000 persone circa) convenuta all'Autodromo di Monza. Da quali Province e da quali Nazioni essa fosse giunta non lo sapremo mai: il mare, comunque, accoglie e livella tutte le acque. Sapevamo di non poter contare sulle prestazioni, ogni ora generose, dell'industria inglese e paventavamo, di conseguenza, che la folla fosse preparata. Invece ci è stata offerta una lezione di modestia e tutte le nostre illazioni sono cadute come castelli di carta. La folla voleva vedere quanto di magnifico era stato creato dalla nostra industria e voleva ammirare ed applaudire i suoi campioni. La giornata, in questo senso, non poteva darci di più: tre nostre marche vittoriose e una quarta battuta di misura, quando

anch'essa avrebbe potuto vincere. Lode, dunque a tutti... Monza ci ha consegnato ieri, per merito della Gilera e della Guzzi, due titoli di marca e due individuali, perfezionando le premesse per una quinta vittoria, che potremmo cogliere nelle piccole cilindrate in quel di Barcellona.
La Gilera ha ripetuto il successo di Berna, portando quattro sue macchine alla vittoria, migliorando la media dello scorso anno, scavalcando d'impeto rivali di grandi qualità. Il volo delle creazioni di Arcore non ha conosciuto incertezze e s'è librato sicuro e felice fino alla fine. Duke, dopo l'abbandono di Bandirola, non ha avuto da parlare che con amici fedeli: il sorprendente Dale, l'agguerrito Armstrong, il magnifico Liberati, e si è quindi laureato campione del mondo... La Gilera ha dominato la stagione, imponendosi di forza, logorando le moto rivali nei più accesi ed impegnativi duelli. Ha vinto da gran signora, con un margine che non poteva essere previsto.
Del pari la Guzzi ha rinverdito i suoi allori, mettendo sotto, in due classi (250 e 350), le modernissime creazioni dell'industria tedesca. Enrico Lorenzetti è stato il matador della giornata, spiccando due vittorie consecutive con facilità che si potrebbe definire irrisoria. Temevamo il confronto con le NSU: già in altre occasioni i tedeschi ci avevano battuti e il ricordo dell'anno scorso era ancora fresco nella nostra memoria. D'un colpo invece Lorenzetti, sopperendo alla malasorte di Kavanagh e Anderson, fugava i nostri dubbi e consegnava alla cronaca un successo miracoloso. Lorenzetti ha abbassato tutti i primati e s'è affermato anche nelle 350, lasciando nella sua scia, a completare il trionfo della Guzzi, Anderson e il promettentissimo Agostini. La casa di Mandello non poteva meglio riprendere contatto col suo pubblico, ne meglio presentarci l'ultima sua creazione: quella 350 che gà al suo primo anno d'attività passa di successo in successo, con piglio sicuro...

Da "LA GAZZETTA DELLO SPORT" del 7 settembre 1953 - (sintesi da vari inviati)

Altri eventi sportivi di rilievo del 1953: GENNAIO - La sciatrice italiana Marchelli vince la discesa libera di Grindelwald - Alberto Ascari, su Ferrari-Pirelli, si aggiudica il GP di Argentina di automobilismo; FEBBRAIO - Al pilota torinese Farina va la vittoria nel GP di Bueno Aires; MARZO - Loretto Petrucci ancora primo alla Milano-Sanremo, Minardi nuovamente secondo; APRILE - Villoresi (su Ferrari 4000) si afferma nel Giro automobilistico di Sicilia - La Parigi-Roubaix va al belga Derijcke, la Parigi-Bruxelles a Petrucci, il Giro del Piemonte a Magni che vince anche la Roma-Napoli-Roma a tappe; MAGGIO - Con la partita di calcio Italia-Ungheria viene inaugurato a Roma lo "Stadio Olimpico": gli azzurri sono sconfitti pesantemente dai magiari per 3-0; GIUGNO - L'Inter conquista lo scudetto - L'"anziano" Fausto Coppi trova le forze per vincere il suo 5° Giro d'Italia - A Torino, Giuseppina Leone migliora il record italiano dei 100 metri piani, portandolo a 11"9 - Viene conquistata la vetta dell'Everest ad opera della spedizione alpinistica dell'inglese Hunt; LUGLIO - Alberto Ascari si impone del GP d'Inghilterra disputatosi sul circuito di Silverstone - Louison Bobet vince il suo primo Tour de France (3° è l'italiano Astrua); AGOSTO -  Sul circuito tedesco del Nurburgring la coppia Ascari-Farina (su Ferrari 4500) vince la "Mille chilometri" - Mondo automobilistico e sportivo in lutto per la scomparsa del grande Tazio Nuvolari; SETTEMBRE - Manuel Fangio (su Maserati) si impone del GP d'Italia a Monza - A Parigi, l'astro nascente del ciclismo, Jacques Anquetil trionfa nel GP della Nazioni a cronometro; OTTOBRE - Fiorenzo Magni è il nuovo campione italiano di ciclismo su strada - Landi beffa gli assi al Giro di Lombardia; NOVEMBRE - Manuel Fangio (su Lancia 3000) vince la Carrera Panamericana - A Wembley, clamoroso tonfo della nazionale di calcio dell'Inghilterra, sconfitta dall'Ungheria col punteggio tennistico di 6-3.

OTTOBRE 1964 - Alle Olimpiadi di Tokio entra in scena l'atletica leggera, regina dei giochi
IL TELEGRAFO del 15 ottobre 1964 - Speciale sulle Olimpiadi di Tokio
Frinolli e Morale semifinalisti - L'americano Mills medaglia d'oro nei diecimila
Atletica leggera sotto la pioggia a Tokio: purtroppo lo sport-principe delle Olimpiadi ha avuto un avvio sfortunato, almeno dal lato spettacolare. Pedane e piste - da ieri pomeriggio - risultano in cattive condizioni in seguito al cattive condizioni atmosferiche. Sulle piste i tempi non sono stati eccezionali, ma i migliori hanno superato i turni di qualificazione nei 100 e nei 400 ostacoli. Sono stati già assegnati tre titoli. La grossa sorpresa riguarda la vittoria del pellerossa americano Mills, il quale ha dato al suo Paese la prima vittoria nei 10.000 nella storia dei Giochi Olimpici. Gli atleti USA avevano curato particolarmente il mezzo-fondo e il fondo per ostacolare la supremazia sovietica, ma non si pensava che i progressi potessero essere così sensibili.

Il giavellottista Nevala (Finlandia) e l'inglesina Rand (lungo) sono gli altri vincitori. In campo azzurro  eliminato Giani, mentre Morale e Frinolli si sono qualificati per le semifinali dei 400 ostacoli. Frinolli è giunto terzo in batteria e non ha convinto,

soprattutto negli ultimi 100 metri dove è apparso abbastanza "imballato". Buon per lui che il tedesco Gieseler è caduto sul penultimo ostacolo e non gli ha potuto insidiare la terza piazza. Morale invece ha vinto la quarta batteria col tempo di 51"1, eguagliando il suo record stagionale. Maria Vittoria Trio, l'unica donna azzurra presente nella nostra squadra a Tokio è riuscita a passare la qualificazione nel salto in lungo con la misura modesta di m. 6,18, superando di soli 18 centimetri il limite di qualificazione.
Altri sports in programma: Assegnati tre titoli nel nuoto e tre record mondiali battuti. La staffetta veloce femminile azzurra si è qualificata per la finale stabilendo il primato italiano. Dominio giapponese, sovietico e bulgaro nella lotta libera. Sconfitto Arcari nella boxe, mentre nella pallanuoto il Settebello conosce contro l'URSS la prima battuta d'arresto. Nella pallacanestro i cestisti italiani hanno messo sotto il

ATENE 1896 - Il Comitato organizzatore dei primi Giochi Olimpici dell'Era Moderna

Il Comitato organizzatore dei
Giochi Olimpici di Atene 1896

Canada per 66-54 e sono di nuovo in lizza per l'ammissione alle finali. La vela ha deluso perché sono venuti a mancare quei progressi che si speravano. Sorpresa nella prima gara di ciclismo: il quartetto italiano composto da Andreoli, Guerra, Della Bona e Manza, campione del mondo e olimpico, nella corsa a cronometro sui 100 Km. è stato battuto dall'Olanda. E' la prima medaglia (d'argento) che l'Italia conquista in questa Olimpiade. Il maltempo ha influito sul rendimento dei ciclisti di Rimedio, i quali avrebbero fatto certamente meglio con una temperatura più elevata...

Da "IL TELEGRAFO" del 15 ottobre 1964 - Speciale sulle Olimpiadi di Tokio - L'Italia conquisterà 10 medaglie d'oro, 22 d'argento e 18 di bronzo. Le vittorie più prestigiose saranno quelle di Abdon Pamich nella 50 Km. di marcia, di Menichelli, di Atzori e Pinto. Un bel gruzzolo di medaglie arriverà anche dal ciclismo.

Altri eventi sportivi di rilievo del 1964: FEBBRAIO - Ai Giochi Olimpici invernali di Innsbruck l'Italia conquista una medaglia d'argento con Zardini (bob a due) e tre di bronzo (2 di Monti, nel bob a due e bob a quattro e una nello slittino) - Scompare in un incidente d'auto la moglie del pugile Mazzinghi - Cassius Clay diventa campione del mondo dei pesi massimi battendo Liston, in un incontro che viene definito la "farsa del secolo"; MARZO - Vittorio Adorni vince il Giro di Sardegna - L'inglese Tommy Simpson è primo nella Milano-Sanremo - Nel calcio scoppia il caso-doping del Bologna; APRILE - A Milano, Mazzinghi batte Morales per k.o. alla 3a ripresa; MAGGIO - Tragici incidenti allo stadio di Lima, in Perù: muoiono 500 persone - A Vienna, l'Inter batte il Real Madrid (3-1) e vince la Coppa dei Campioni; GIUGNO - Jacques Anquetil si aggiudica il Giro d'Italia - Il Bologna, orfano del mitico presidente Dall'Ara (morto per infarto quattro giorni prima), batte l'Inter nello spareggio di Roma (2-0) e porta a casa lo scudetto tricolore - A Saarbrucken, Ottolina stabilisce il nuovo primato europeo dei 200 metri piani, portandolo a 20"4 - Nella "24 Ore" di Le Mans dominio assoluto della Ferrari che piazza tre vetture ai primi tre posti; LUGLIO - Jacques Anquetil vince il Tour de France - Felice Gimondi si aggiudica il Tour dell'Avvenire; AGOSTO - L'australiano Rose nuota i 1500 mondiali in 17'01"8 - Bandini (su Ferrari) vince a Zeltweg; SETTEMBRE - Ad Albertville la squadra azzurra di ciclismo dilettanti si laurea campione del mondo della 100 Km. - Eddie Mercks è campione del mondo dei dilettanti di ciclismo e lo svedese Jansen conquista la maglia iridata professionisti precedendo sul traguardo Vittorio Adorni. In pista, Antonio Maspes è campione del mondo della velocità, lo spagnolo Timoner del mezzofondo - Il CONI proibisce alla squadra azzurra di calcio di partecipare alle Olimpiadi - A Madrid, contro l'Independiente, l'Inter ottiene una vittoria (1-0) che vale la Coppa Intercontinentale; OTTOBRE - Mazzinghi conserva il titolo mondiale dei medi junior battendo l'americano Linzalone - L'etiope Abebe Bikila vince per la seconda volta consecutiva la Maratona olimpica - Gianni Motta vince il Giro di Lombardia di ciclismo; NOVEMBRE - Lo sport in lutto per la scomparsa del leggendario ciclista Hugo Koblet; DICEMBRE - Mazzinghi continua la sua serie di vittorie sconfiggendo ai punti il sardo Manca.

LUGLIO 1969 - Giacomo Agostini è due volte campione del mondo nelle classi 350 e 500
STAMPA SERA del 22 luglio 1969 - Motociclismo: Giacomo Agostini vince a Brno nelle classi 350 e 500 ed è due volte campione del mondo
A Brno dominano i motociclisti italiani - Pasolini vince la prova delle 250
Giacomo Agostini (come al solito) non ha avuto avversari - Col successo di Brno, Pasolini può ancora puntare al titolo iridato della classe 250 - La giornata motociclistica è stata funestata da un grave incidente accaduto al pilota cecoslovacco Frantisek Bocek, un ragazzo di 22 anni, che è caduto sul circuito per un improvviso arresto del motore. Portato immediatamente all'ospedale, le sue condizioni erano apparse subito gravissime e ora sta lottando tra la vita e la morte, con scarse probabilità di salvarsi. Nella sciagura sono rimasti coinvolti anche Denzer e Drapal, finiti anche loro con violenza sull'asfalto e poi contro un muro. Bocek, a seguito degli urti, aveva il casco spezzato come un melone e il viso completamente sfigurato; gli altri due, fortunatamente, erano solo un po'

ammaccati e si sono rimessi in piedi da soli. Sotto accusa per i ripetuti guasti meccanici la moto di Bocek, una «Jawa 350», i cui motori cedono molto frequentemente. In cinquanta gare, la percentuale di abbandono risulta superiore ai due terzi. Una settimana fa, su una tale moto, aveva perso la vita il pilota Bill Ivy. Per i cecoslovacchi, però, la «Jawa» è un emblema e metterla al centro dei sospetti non sembra cosa da farsi, sulla base del notevole orgoglio nazionalista che accomuna un po' tutti. A tal proposito, è giusto segnalare che i tifosi cecoslovacchi hanno preso a fischi, sassi e sputi, i due piloti sovietici - Jurj Randra e Endel Kijsa - ritiratisi dopo pochi giri della classe 500 per guasto meccanico. Ressa anche attorno ai loro box, con centinaia di persone che scandivano frasi minacciose.
Giacomo Agostini ha vinto nettamente le sue due classi, conquistando così con matematica certezza i titoli mondiali cui praticamente nessuno più poteva aspirare. Nelle due gare dominate da Agostini, da ricordare la prova sicura di Grassetti, che si piazzava al terzo posto nella classe 350 cc, proprio con la tanto discussa «Jawa», e la sfortuna di Pagani, che rompeva la forcella posteriore quando si trovava solidamente al secondo posto nella 500. Con Agostini, anche Simmons, nella classe 125 cc, si è aggiudicato il titolo iridato grazie all'ennesima vittoria. Ancora aperta invece la lotta nelle piccole 50 cc tra Smith e Torsen. Il successo di Pasolini e il terzo posto di Carruthers riportano i due piloti della Benelli in lizza per il titolo mondiale...

Dal "STAMPA SERA" del 22 luglio 1969 - ( sintesi da un art. di Giorgio Viglino)

Altri eventi sportivi di rilievo del 1969: FEBBRAIO - Chris Amon (su Ferrari Dino 2400) vince la Coppa Tasmania - De Zordo e Frassinelli si aggiudicano il mondiale di bob a due;  MARZO - Eddy Mercks vince la sua terza Milano-Sanremo - Muore lo juventino Cesarini, vecchia gloria del calcio italiano, rimasto famoso per i gol realizzati allo scadere delle partite, tanto da definire gli ultimi minuti di un incontro la "zona Cesarini";  APRILE - Gli Austriaci Schranz e Gabl vincono la Coppa del Mondo di sci - L'Ignis si aggiudica il campionato di pallacanestro;  MAGGIO - Lo scudetto tricolore del calcio spetta alla Fiorentina - A Madrid, il Milan vince la Coppa dei Campioni, battendo l'Ajax per 4-1;  GIUGNO - Eddy Mercks, trovato positivo alle analisi antidoping durante il Giro d'Italia, viene estromesso dalla corsa: la vittoria finale andrà a Felice Gimondi;  LUGLIO - Paola Pigni stabilisce a Milano il record mondiale dei 1500 metri correndo in 4'12"4 - Il tennista Rod Laver si impone al torneo di Wimbledon - Eddy Mercks vince il Tour de France;  AGOSTO - Ottembros è il nuovo campione mondiale di ciclismo su strada professionisti - A Barcellona, il pugile Galli conquista il titolo europeo dei pesi piuma, battendo Calvo per k.o.t. - Di Biasi e Cagnotto sono medaglia d'oro agli europei dei tuffi;  SETTEMBRE - Muore durante un viaggio aereo il pugile Rocky Marciano - Eddy Ottoz conquista la medaglia d'oro nei 110hs ai campionati europei di Atene,  OTTOBRE - Nino Benvenuti mantiene la corona dei medi battendo Scott a Napoli per squalifica alla 7a ripresa - Il Milan vince la Coppa Intercontinentale battendo l'Estudiantes di Buenos Aires;  NOVEMBRE - A Roma, Nino Benvenuti conserva il titolo dei medi dopo aver sconfitto Rodriguez;  DICEMBRE - Gustav Thoeni vince in Val d'Isère lo slalom gigante di Coppa del Mondo - Muore Adolfo Consolini, il grande discobolo italiano, campione olimpico a Londra nel 1948.

LUGLIO 1976 - I migliori atleti del mondo si sfidano a Montreal nei giochi della XXI Olimpiade
TUTTOSPORT (Tuttolimpia) del 17 luglio 1976 - Speciale per la presentazione dei XXI Giochi Olimpici di Montreal
Dal 1896 al 1976: Olimpia, luogo ideale per sport che rinascono ogni quattro anni
Ci sono certi sport che ringraziano specialissimamente l'Olimpiade: diciamo delle discipline che vengono autenticamente a galla ogni quattro anni sfruttando le ore di Olimpia per conquistare spazi televisivi e spazi mentali, a disposizione mai come in questa circostanza. Prendiamo l'hockey su prato, per esempio: sappiamo tutti, più o meno, che si tratta di spedire una pallina in fondo ad una rete, ma certe regole si apprendono solo a «Tivù Olimpia». Per esempio, non si può tirare da fuori area; se la palla tocca la scarpa è fallo; se si sfiora la sfera con la parte rotonda della mazza è fallo, e poi c'è il corner corto, il corner lungo... L'hockey su prato è quasi sempre stato pakistano o indiano e, infatti, il nostro campionato è bello zeppo di atleti asiatici,

ma nell'ultima Olimpiade di Monaco 1972 ci si è resi conto che i tedeschi ovest corrono di più dei pakistani. Chi lo avrebbe mai detto?... Canoa e canottaggio «approfittano» di queste due settimane per  far  capire al colto  e  all'inclita  che  al  mondo  remano un po' tutti e che può bastare un remo messo qui o messo là per cambiare disciplina. Il doppio, ad esempio

(il vogatore utilizza due remi) si differenzia dal due con, dove il vogatore ha soltanto un remo a disposizione. La canoa, con i suoi «k» (singolo, doppio, quattro) è un bel vedere, ma soltanto i Giochi ci fanno tornare in mente che esiste la canadese monoposto o biposto. E questa prova è tanto bella, perché si tratta proprio delle canoe che trovavamo, da piccoli, sui giornalini, quei gusci di fabbricazione indiana che solcavano rapide vorticose e che portavano in salvo i nostri eroi. Abolita la canoa fluviale che vide la disputa di belle gare a Monaco, ora si gareggia solo su acque calme: è la canoa olimpica in tutti i sensi... Il tiro con l'arco è una specialità molto chic: hanno tutti divise bellissime ed armi di precisione. Il ricorso storico è evidente, se non  fosse  che  le  frecce sono di legno finissimo e costano un patrimonio ed idem dicasi

OLIMPIA - Scenografie in costume storico per il passaggio del Sacro Fuoco olimpico dalla vestale al tedoforo

Consegna del Sacro Fuoco olimpico

per l'arco. E' uno sport miscuglio di sacro-profano che impone, in ogni caso, molta bravura, se non altro tantissima concentrazione ed una dignitosa muscolatura: tendere la corda di queste «mostruose» fionde non è roba da tutti. Nell'arco, ovviamente, gareggiano anche le signore, che sono molto brave... Persino il ciclismo ci regala qualcosa di nuovo ad Olimpia: la prova sui cento chilometri a squadre, ad esempio, che altrimenti vediamo solo ai Mondiali dilettanti... C'è il pentathlon moderno, di cui si dice ideologicamente essere la gara più «sportiva» che esista in assoluto: cinque prove, nuoto, corsa, tiro, scherma ed equitazione. Non tutto, ma di tutto cioè. Però soltanto Olimpia ci regala il vero pentathlon, nel senso che lo avvolge nella giusta «luce». Fuori di Olimpia è disciplina che, a volte, «stona»...

Dal "TUTTOSPORT" - speciale Tuttolimpia del 17 luglio 1976 - (sintesi da un art. di Mario Bruno)

Altri eventi sportivi di rilievo del 1976: CALCIO - Il Torino conquista lo scudetto tricolore, una soddisfazione che i tifosi attendevano dal 1949, anno della tragedia di Superga. L'attaccante granata Paolino Pulici sarà il capocannoniere del torneo, come nell'anno precedente; GIOCHI OLIMPICI DI MONTREAL - Pioggia di medaglie per la ginnasta rumena Nadia Comaneci, 15 anni non ancora compiuti. Vincerà tre medaglie d'oro (individuale, trave, parallele), una d'argento (squadre) e una di bronzo (corpo libero), risultando più brava della sovietica Olga Korbut, reginetta a Monaco - Un altleta italiano, il veneziano Fabio Dal Zotto, appena diciannovenne vince, a sorpresa, il titolo olimpico del fioretto individuale. Erano 40 anni (Olimpiadi di Berlino, Giulio Gaudini) che l'Italia non vinceva l'oro nella specialità preferita da Nedo Nadi - Altra vittoria italiana nei tuffi dalla piattaforma con Klaus Di Biasi - Nelle cinque medaglie d'argento una che valeva parecchio: quella del salto in alto conquistata da Sara Simeoni - AUTOMOBILISMO - Niki Lauda coinvolto in un grave incidente sul circuito del Nurburgring: lo salva dalle fiamme il pilota italiano Arturo Merzario. Niki tornerà in pista a Monza (quarto posto); CICLISMO - A 34 anni Felice Gimondi vince il suo 3° Giro d'Italia - In pista, Francesco Moser è campione mondiale dell'inseguimento; TENNIS - Adriano Panatta vince gli internazionali di Roma e Parigi ed è il punto di forza della Nazionale italiana che in Cile, per la prima volta, conquista la Coppa Davis.

NOVEMBRE 1978 - L'avvocato Agnelli rileva che la Juve è la squadra più vecchia del campionato
LA GAZZETTA DELLO SPORT del 21 novembre 1978 - In prima pagina una fotografia dell'avvocato Gianni Agnelli pensieroso sul fatto che la sua Juventus è una squadra composta da giocatori non più giovanissimi
Conti alla mano, di otto partite disputate, la Juventus ne ha vinte solamente due
Una frase apparentemente spiritosa, pronunciata dall'avvocato Gianni Agnelli in tribuna durante il derby ("La Juve è vecchia..."), suggerisce alla Gazzetta di verificarne il contenuto attraverso una scrupolosa indagine statistica. Il risultato ha finito per dare perfettamente ragione all'"Avvocato". Confrontando l'età dei giocatori delle 16 squadre del campionato infatti, si è finito per concludere che la Juve è quella più vecchia del torneo: la sua età media è di 28 anni. Proprio una "vecchia signora", anche se Giovanni Trapattoni fa giustamente osservare che la Juventus si trova a concludere un ciclo, diremmo una dominazione, in attesa di un graduale rinnovamento del parco giocatori.
Classifica e risultati alla mano, raramente in questi ultimi anni gli avversari della

Juventus si sono trovati nelle condizioni di puntare al titolo, sperando che i campioni si arrendano per strada. Di otto partite infatti la Juve ne ha vinte, fino ad oggi, soltanto due. E' stata sconfitta in casa dal Perugia e in trasferta non è mai riuscita a conquistare più di un punto. Si tratta indubbiamente di un record negativo, che incoraggia di domenica in domenica Perugia, Milan, Torino e Inter. Solo quest'ultima deve ancora affrontare i campioni nel girone d'andata. Juve in palese difficoltà ma ancora sostenuta da un orgoglio senza pari...

L'età media rilevata era la seguente: Juve 28,00 - Ascoli 26,86 - Perugia 26,53 - Atalanta 26,26 - Bologna 26,17 - Milan 26,16 - Verona 26,00 - Catanzaro 25,82 - Lazio 25,82 - Napoli 25,75 - Avellino 24,88 - Torino 24,86 - Vicenza 24,83 - Roma 24,17 - Inter 23,40 - Fiorentina 22,88
Da "LA GAZZETA DELLO SPORT" di martedì 21 novembre 1978
MARZO 1980 - Klippan Torino e Panini Modena: due club ai vertici della pallavolo europea
L'UNITA' SPORT del 17 marzo 1980 - Nella pallavolo due team italiani sono ai vertici europei. La Klippan Torino vince la Coppa dei Campioni, mentre la Panini Modena si aggiudica la Coppa delle Coppe...
Interrotta le serie di vittorie dei Paesi dell'Est che durava dal 1960
E si continua a chiamarla «povera pallavolo», «sport minore». Nel giro di poco più di un anno e mezzo proprio questo «piccolo» sport ha regalato all'Italia alcuni dei titoli più prestigiosi in campo internazionale: argento ai mondiali, quinto posto agli europei, oro femminile ai Giochi del Mediterraneo e domenica scorsa la Coppa dei Campioni (Klippan), la Coppa delle Coppe (Panini) e il terzo posto nella Coppa delle Coppe femminile (Alidea)... Per restare ai risultati più recenti, sicuramente la prestazione della Klippan Torino è quella che spicca su tutte. Dal 1960, da quando cioè è stata istituita la Coppa dei Campioni, nessun Paese dell'occidente europeo era riuscito ad imporsi alle fortissime compagini dei Paesi socialisti.

Dopo vent'anni, e proprio contro i campioni uscenti della Stella Rossa di Bratislava (Cecoslovacchia), per la prima volta si è infranta la tradizione.. E a farlo è stato un club italiano, a conferma del grande miglioramento della nostra pallavolo. Franco Leone, direttore - sportivo della società torinese - pone l'accento sul fatto che, solo qualche hanno fa, ogni club italiano si sarebbe accontentato di vincere qualche set, considerando un successo clamoroso arrivare ad una piazza d'onore. Oggi la Klippan - che ha ormai in tasca il suo secondo scudetto consecutivo - può vantare ai quattro venti di avere ben speso questi anni programmando l'attività su più fronti e cercando di dosare meglio le forze a disposizione...
La Panini Modena, è una società nata nel 1966, per soddisfare le esigenze pubblicitarie di Giuseppe Panini, editore nonché fra i più grandi produttori di figurine del mondo. Il Gruppo Sportivo Panini tralasciò gradualmente l'atletica leggera per rivolgersi completamente alla pallavolo. Nell'atletica ebbe pure grosse soddisfazioni con Giuseppe Cindolo e Renzo Pinelli, ma l'ambiente che circondava in quel momento il nuovo sodalizio offriva condizioni favorevolissime nella pallavolo: un tecnico di valore, Franco Anderlini e tanti, tantissimi giocatori volenterosi, cresciuti sotto le sapienti cure di appassionati animatori di società tradizionali come la Villadoro, l'Avia, Pervie, la Minelli, le quali stavano gradualmente dissolvendosi sotto l'incalzare di un sia pur larvato professionismo... La Coppa delle Coppe, conquistata domenica scorsa in Grecia, rappresenta l'apice di un ciclo iniziato nel 1967 e che, nelle tappe intermedie, ha visto il raggiungimento di nobili traguardi: 4 titoli di campione d'Italia assoluto, tre titoli di campione d'Italia juniores, una Coppa Italia, nonché il contributo fisso alle formazioni azzurre di giocatori come Dall'olio, Sibani, Montorsi, Giovenzana, Mannini, Goldoni, Morandi... Ma Giuseppe Panini, dopo il successo, rimane molto realista e con i piedi ben piantati a terra: mantenere oggi una squadra di pallavolo che possa lottare ai vertici del campionato italiano costa dai 150 ai 200 milioni di lire. Una bella cifra con tendenza all'aumento. Per questo motivo, la Panini di Coppa, per iniziare un nuovo ciclo ancora vincente, sta cercando un aiuto. I bene informati dicono che stia per arrivare la Fiat...

Da "L'UNITA' SPORT" del 17 marzo 1980 - (sintesi dagli artt. di Rossella Dallò e Luca Dalora)
GIUGNO 1980 - Prosegue in Lega il processo sportivo per il calcio-scommesse
LA NAZIONE del 10 giugno 1980 - Rese note le motivazioni di alcune sentenze riguardanti processi sportivi della Federcalcio sul calcio-scommesse
Per la prima volta, terzi estranei alterano risultati per trarne un lucro
Con la requisitoria molto breve del dott. Manin Carabba, in rappresentanza dell'ufficio d'inchiesta della Federcalcio, il processo sportivo è ripreso ieri mattina a Milano negli uffici della Lega, dopo essere stato sospeso per ragioni di opportunità per evitare "turbamenti" esterni all'ultima giornata del campionato di serie B... Conclusa la requisitoria del dott. Carabba, hanno preso la parola i difensori. Per molti di essi il compito, alla luce delle richieste del rappresentante dell'ufficio inchieste, si è fatto abbastanza agevole e così non hanno dovuto fare altro che puntualizzare alcune posizioni, del resto già recepite dalla stessa accusa... Sono intanto state rese note le motivazioni del tribunale del calcio che ha squalificato diversi giocatori e ha condannato

alla retrocessione in serie B il Milan. La disciplinare, nella premessa, rileva che finora si era occupata di casi collegati ad illeciti sportivi mentre stavolta "per la prima volta nella storia del calcio italiano, terzi estranei hanno perseguito l'alterazione di risultati allo scopo di trarne un lucro realizzato o da realizzare attraverso vincite su scommesse clandestine. Tale aspetto della vicenda, pur innovativo rispetto ai tradizionali schemi di illecito, non influisce minimamente sull'impostazione accusatoria addebitata agli incolpati, attinendo lo stesso alla causale dell'infrazione".
La disciplinare si riallaccia alle deposizioni fatte davanti alla magistratura ordinaria "onde verificare se essa sia o meno utilizzabile per la formazione di un convincimento". Una cosa è certa, che incalliti e spregiudicati scommettitori beneficiavano della confidenza di certi giocatori i quali, a loro volta, non esitavano a presentarli ad altri compagni e a intrattenere con loro contatti talora amichevoli, a volte economici. Ed è veramente sconfortante - continua la disciplinare - constatare la frequenza di questi rapporti, la deplorevole facilità con la quale si intessevano e si moltiplicavano...

Da "LA NAZIONE" del 10 giugno 1980
AGOSTO 1981 - Ceparana in festa per Marco Lucchinelli campione del mondo
In Provincia della Spezia, a dodici chilometri dal capoluogo, c'è un paese che è impazzito di gioia. Ceparana - frazione del comune di Bolano - un insieme di case distese lungo l'argine sinistro del fiume Vara (in prossimità della confluenza col fiume Magra) conta quattromila abitanti che sono tutti sulle strade, in un giorno di festa comune, ad aspettare il campione.
Strade pavesate di bandierine multicolori, come nel giorno della festa patronale. Strade ricoperte di scritte inneggianti e di grandi stelle dipinte con i colori dell'iride, nel cui centro trova posto il diminutivo americanizzato del suo cognome: Lucky. Il parroco, don Agostino Tassano è in attesa nel fondo del campanile, tra acqua santa e sudore, del grido di «eccolo!», per suonare ancora a distesa le campane della chiesa, come ha fatto domenica quando la radio ha annunciato che Marco Lucchinelli era diventato campione del mondo di motociclismo, bolide umano della classe 500.
Campane a distesa a richiamare i rintocchi delle chiese di tutta la vallata, nell'orgoglio paesano e nel ricordo, di don Tassano, del ragazzino che con la ruspa del padre in tempi lontani aveva spianato il terreno su cui sorse la chiesa parrocchiale.
Eccolo! Il «motorhome» stavolta arriva davvero. Lancio di fiori e coriandoli, sventolio di bandierine. Attacca maestro.
C'è tutto il folclore della sagra paesana, in un paese che non ha mai avuto la gioia di un campione, tantomeno del mondo. Lucchinelli ha lo sguardo sorpreso e trasognato: la sua espressione è un misto di stupore e felicità.
"Non mi sarei mai aspettato tanto entusiasmo, una simile accoglienza" sono le sue prime parole. Sulla strada ci sono anche quelli, magari un po' anziani e per questo presunti saggi, che un tempo lo definivano «il matto del paese».
Un matto che è diventato campione del mondo...
Da "IL SECOLO XIX" del 19 agosto 1981 (art. Giorgio Bazzali)
APRILE 1986 - Dopo il calcio-scommesse del 1980 ancora bufera nel mondo del pallone
IL SECOLO XIX del 17 aprile 1986 - Sgominata a Torino una banda che organizzava il totonero. Di nuovo bufera sul mondo del calcio
Sgominata a Torino una banda che raccoglieva scommesse clandestine
I calciatori corrotti si accontentavano di poco: dai 3 ai 15 milioni per vendere una partita della propria squadra. Le cifre più grosse passavano invece nelle mani di "mediatori" che col mondo del calcio giocato (si fa per dire) avevano rapporti meno diretti. Per esempio, ottenendo 300 milioni di lire (in contanti come si usa in questo genere di «affari») per consentire, attraverso la corruzione, il passaggio di una squadra alla serie superiore. Dal bel verminaio messo alla luce nei giorni scorsi a Torino emergono questi dati sconcertanti, che fanno impallidire lo scandalo del "calcio-scommesse" di sei anni fa. Il mondo si muove, perbacco, le tecnologie avanzano e anche i meccanismi delle truffe si perfezionano.

Fra i calciatori che puntavano sulla sconfitta della propria squadra c'era perfino qualcuno che telefonava agli allibratori dagli spogliatoi, un paio d'ore prima della partita. "Non si è fatto niente..." - oppure "tutto bene..." Messaggi che i gestori del totonero utilizzavano subito per variare le quote sulle scommesse, varate al sabato, e che modificavano e proponevano agli scommettitori in complicate "martingale" fino a due ore prima delle partite. E tutto questo in una ridda di telefonate incrociate fra ex dirigenti, calciatori, malavitosi, ma in un quadro compartimentato dove sembra che non tutti gli associati nel malaffare si conoscessero fra loro ma solo attraverso numeri telefonici. Le comunicazioni non erano quasi mai in "chiaro", ma ora possono essere comprese quando dai nastri pazientemente messi insieme dagli inquirenti si ascolta: "Il piccione viaggiatore si è attivato...".
Da una parte corrotti, dall'altra corruttori divisi in due filoni: quelli che agivano solo allo scopo di far su soldi e quelli (come alcuni dirigenti di società) che i soldi li pagavano nel tentativo di far vincere le proprie squadre.
L'inchiesta si è allargata fino a produrre 12 ordini di cattura e 38 comunicazioni giudiziarie... Nomi, cifre, episodi, presunte partite truccate, quotazioni delle scommesse vanno naturalmente prese col beneficio d'inventario. In queste associazioni per delinquere - questa è l'ipotesi di accusa dei magistrati inquirenti - i protagonisti agiscono sotto varie motivazioni e persone del tutto innocenti ed estranee possono finire nelle trame dei mascalzoni.
Il sostituto procuratore della Repubblica Giuseppe Marabotto ha già iniziato l'interrogatorio degli accusati detenuti. Teatro dell'incontro fra inquisitore ed inquisiti un ufficio della Questura, dove sono custodite (in 290 nastri) migliaia di telefonate. Magnetofono a fianco quindi, per dissuadere i pervenuti da inutili bugie...
Il capo dell'ufficio inchieste, De Biase, invece, sta tirando fuori dagli armadi della Federcalcio i fascicoli «in sonno» delle sue indagini. Lo «007» ha dichiarato che entrerà in azione la prossima settimana. C'è da giurare che dovrà lavorare come non gli è mai capitato nella sua lunga carriera, nel tentativo di difendere con squalifiche, radiazioni, penalizzazioni e retrocessioni «il più bel gioco del mondo».

Da "IL SECOLO XIX" del 17 aprile 1986 (sintesi da un art. di Renato Pasquario)

TOTONERO: ALLA FEDERCALCIO VERTICE SORDILLO - DE BIASE - Un primo bilancio dell'inchiesta condotta per conto della Federcalcio dal giudice istruttore Maurizio Laudi e dall'avvocato Carlo Porceddu verrà discusso oggi in un incontro tra i due inquirenti, il capo dell'ufficio inchieste Corrado De Biase e il presidente Sordillo. Laudi e Porceddu, che agiscono in veste di collaboratori di De Biase, hanno ascoltato cinque delle dodici persone arrestate...
Il materiale raccolto dai due contiene conferme importanti e inquietanti insieme: il fenomeno delle «combine» aveva raggiunto in serie B estensione e proporzioni allarmanti, mentre in Serie A ad essere nell'occhio del ciclone sono pochissime società... Anche nell'inchiesta sportiva si è raggiunta la certezza che non vi siano nomi di grossi giocatori coinvolti nello scandalo, nè tantomeno di uomini impegnati nella nazionale. I due inquirenti della Federcalcio sono molto interessati ha quanto ha da dire uno degli indagati, il commerciante napoletano Armando Carbone, che verrà interrogato domani mattina dal giudice Marabotto. Fuggito da una finestra della sua abitazione all'arrivo della polizia, si è poi costituito venerdì scorso (2 maggio) ed ora è rinchiuso nella camera di sicurezza della questura di Torino. E' considerato infatti uno dei personaggi chiave dell'organizzazione che raccoglieva scommesse clandestine e cercava di alterare i risultati di partite e campionati...

Da "LA NAZIONE" del 6 maggio 1986

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