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Quando il sensore della
reflex digitale si sporca

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Grafica titolo argomento - Quelle fastidiose macchioline che appaiono sui miei fotogrammi...  Quelle fastidiose macchioline che appaiono sui miei fotogrammi...

Se avete intenzione di acquistare una fotocamera reflex dovete mettere in conto che, prima o poi, sarete interessati da un fastidioso inconveniente che, in alcune immagini, può diventare molto penalizzante. Stiamo parlando dello sporco che si deposita sui filtri passa basso, ovvero sui sensori che catturano le fotografie. Per sporco si intende qualunque particella estranea che può finire dentro il corpo macchina, per varie cause, esempio quando si cambia l'obiettivo. Questo

problema può quindi interessare anche fotocamere non reflex che abbiano la possibilità di sostituire le ottiche, perché il fatto di porre l'interno della macchina fotografica a contatto diretto con l'aria esterna aumenta in maniera esponenziale il rischio che qualcosa possa intrufolarsi...
Il materiale estraneo che va a depositarsi sul sensore fa si che le fotografie presentino poi delle macchie di varie dimensioni. Se la vostra fotocamera è dotata di obiettivo zoom, queste si ingrandiranno man mano che l'ottica viene portata verso la massima focale. Il fenomeno è particolarmente evidente (e fastidioso) quando si fotografa un cielo azzurro. Può diminuire d'intensità sul bianco delle nuvole, oppure quando si fotografa una scena a terra contenente vasti spazi di colore chiaro (bianco, grigio ecc.).
Un altro fattore determinante nella comparsa delle macchie è la chiusura del diaframma. Man mano che l'apertura dell'obiettivo diventa più piccola, il problema si aggrava. Diciamo che, oltre f/11  le  impurità  finite  sul sensore fanno proprio una brutta impressione. A diaframmi sempre più aperti tendono a scomparire. I forum di fotografia presenti sul web sono molto illuminanti in proposito: l'inconveniente appartiene a tutte le marche e a tutti i modelli.
Chi ne soffre di più e chi meno, ma nessuno è esente. Molto interessanti sono le casistiche, ovvero il modo in cui i possessori di una reflex digitale

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sono venuti a conoscenza del fatto e come hanno reagito. Alcuni sono incavolati, altri snobbano la cosa, altri ancora sono estremamente rassegnati al fatto che la polvere sia un problema fisso.
E purtroppo, in alcuni casi, non si tratta solo di polvere...
Perciò ho ritenuto utile confrontare le situazioni di terzi con quelle personali, cercando di mettere a nudo alcuni aspetti del fenomeno che sarebbero critici. Come segnalato in altre pagine, nulla è più appagante dell'esperienza diretta...

In evidenza due macchie di sporco risultate visibili in una fotografia scattata con una fotocamera reflex digitale
1) La cattura delle immagini nelle reflex digitali presenta un'innegabile criticità dovuta a due fattori

Il tutto nasce dal fatto che il sensore è fisso e sottoposto a due "ventilazioni forzate" ineliminabili: quella dell'otturatore e dello specchio. Ad ogni scatto questi due elementi smuovono l'aria all'interno della fotocamera e con essa "volano" le eventuali particelle indesiderate presenti nel corpo macchina. Queste, col tempo, possono depositarsi sul sensore, agglomerarsi per effetto dei vortici, ingrandire di volume e diventare visibili nelle immagini. Basti pensare a quale movimenti d'aria si da origine quando si fotografa in modo continuo (es. 10 fotogrammi/sec).
Nella fotografia analogica il problema non si presentava (o era rarissimo). Perché? Per il semplice fatto che la pellicola, ad ogni scatto avanzava e la cattura delle immagini avveniva ogni volta su un supporto nuovo e pulito.
Una scrollatina per pulire - Le fotocamere reflex sono dotate di un sistema di pulitura del filtro passa-basso (sensore) attivabile attraverso il menù delle funzioni presenti e che può essere impostato anche in modo automatico. Il processo di rimozione di polvere e sporco avviene tramite la vibrazione del componente.
I commenti raccolti in proposito sulla rete non sono entusiasmanti. La maggior parte di coloro che postano lamentandosi del fenomeno hanno la loro reflex programmata per la pulizia automatica del sensore, ma i risultati sarebbero scarsi e deludenti. Le prime macchie possono manifestarsi dopo appena qualche centinaio di fotogrammi e, a quel punto, a nulla serve attivare manualmente l'opzione di pulizia prevista nel software in dotazione alla reflex in quanto, se non ha funzionato in automatico, non funzionerà neppure in manuale... Un pulitura accurata potrebbe farla solo un tergi-sensore, simile ad un tergicristallo di un'autovettura. Una soluzione costosa e tecnicamente impegnativa...

2) Polvere e corpi estranei possono entrare nel corpo macchina quando si cambiano gli obiettivi

Verissimo! E' un'operazione da svolgere con una certa rapidità, in assenza di vento, riparati dall'umidità e dalla pioggia, in luoghi non polverosi. Quando questo non è possibile, dobbiamo usare tutti i metodi a nostra disposizione affinché nel corpo della fotocamera aperto non ci entri niente. E comunque i "punti neri" appaiono anche se l'obiettivo non viene cambiato, magari perché si usa uno zoom che risponde a tutte le necessità.
Obiezione relativa raccolta in rete: un obiettivo a focale variabile si comporta come uno stantuffo. Si allunga e si accorcia, fa entrare ed uscire aria (con la polvere!) come una pompa. Alla lunga le particelle indesiderate possono arrivare dentro il corpo macchina... Personalmente non credo che questo sia possibile (le particelle finirebbero anche sulle lenti con scadimento della qualità) ma, anche in questa evenienza, il processo dovrebbe essere lentissimo, non presentarsi appena dopo qualche centinaio di scatti.
La macchina fotografica va usata, non è un soprammobile da tenere in casa! - Quando si sostituiscono le ottiche bisogna adottare tutte le accortezze del caso, ma è anche utile porre l'accento sul fatto che gli ambienti in cui si opera non sono delle camere sterili! Le borse fotografiche, che sono un ricettacolo incredibile di polvere, non possono essere pulite ogni volta che si esce! Altrimenti arriviamo a parlare di maniacalità!
Vi ricordate quando, fotografando con la pellicola, aprivate il dorso macchina. Era sempre immacolato, oppure qualche puntino bianco spuntava sempre fuori? Quella polvere non provocava alcun danno alle foto. Nel digitale, invece, quelle  particelle  sarebbe meglio che non  ci  fossero  in  quanto,
gira  che  ti rigira, potrebbero finire sul sensore e risultare visibili nell'immagine catturata. E pensare che in una reflex digitale il dorso non si apre!

3) Qualcuno sul sensore si ritrova delle vere e proprie macchie untuose, difficili da rimuovere

Questo è un problema delicato, al quale però si può ragionevolmente tentare di dare una spiegazione.
In primo luogo ciò può accadere per i fenomeni di condensa. Come quando l'umidità dell'aria appanna i vetri delle nostre case. Se questi sono puliti, quando le particelle d'acqua evaporeranno, la loro superficie tornerà linda come se nulla fosse accaduto. In caso contrario, i granelli di polvere bagnati dall'acqua si scioglieranno e, nel momento in cui i vetri torneranno asciutti risulteranno cosparsi di macchie o di striature se le goccioline d'acqua sono diventate talmente grandi da non reggere alla gravità e precipitare verso il basso.
In una fotocamera il processo di condensa si può verificare quando da un ambiente molto freddo passiamo ad uno normalmente riscaldato. Per esempio, dopo aver fotografato all'aperto con temperature rigide ed umide (nevicata), entriamo in casa ad una temperatura di 19°. In quel caso è consigliabile non sostituire l'obiettivo prima che la fotocamera, che sarà freddissima, si sia adattata al nuovo ambiente e riscaldata.
In caso contrario, l'umidità presente nell'aria entrata nel corpo macchina potrebbe condensare sul filtro passa-basso (sensore). Eventuali agglomerati di polvere presenti sulla sua superficie, altrimenti eliminabili con un semplice soffio d'aria, si bagnerebbero e si attaccherebbero alla stessa rendendo indispensabile una pulizia più accurata.
Prima di portare al chiuso una fotocamera che ha lavorato con temperature molto inferiori allo zero (ad esempio in montagna d'inverno) è necessario riporla in un sacchetto di plastica a chiusura ermetica contenente bustine di gel di silice o altri prodotti atti ad assorbire l'umidità. In questo modo la condensa si formerà all'esterno del sacchetto e non nella macchina fotografica.
Un'altra possibile spiegazione della presenza di macchie untuose può essere ricercata nel fatto che l'otturatore e lo specchio delle reflex sono oggetti in rapidissimo movimento. Soprattutto quando le fotocamere sono nuove di fabbrica, questi due meccanismi potrebbero smuovere dei residui di lavorazione presenti nel corpo macchina e "spararli" sul sensore, oppure perdere essi stessi del materiale lubrificante che va a finire nel "posto sbagliato". Ammesso e non concesso che la spiegazione di queste macchie sia quella sopra riportata, chi è incappato in un simile problema se lo porterà dietro dopo ogni pulitura manuale, finché le sostanze estranee non vanno ad esaurimento.

Grafica paragrafo - Quando le immagini presentano delle particelle estranee..  Quando le immagini presentano delle particelle estranee quali azioni vanno compiute per eliminarle?

La prima cosa logica da farsi è seguire attentamente le istruzioni in merito contenute nel manuale in dotazione alla macchina fotografica. Da questo si apprenderà che bisogna pulire il filtro passa-basso (come indicato più sopra al paragrafo 1). Se tale comportamento non è sufficiente ad eliminare le particelle estranee, bisognerà togliere l'obiettivo e procedere ad un altra operazione che comporta l'apertura manuale dell'otturatore e il sollevamento dello specchio. In questo modo il sensore diventa visibile ai nostri occhi.
A questo punto potremo esaminare e verificare se sul sensore sono presenti polvere o altri residui. In caso affermativo, l'unico "modus operandi" consigliato è quello di soffiare dell'aria con una pompetta per eliminare lo sporco. Il sensore non va toccato o pulito a contatto, ne con pennelli, ne con panni di vario genere.
E' abbastanza chiaro che se lo sporco è causato da macchie come al punto 3), il soffiare aria sul filtro passa-basso non produrrà alcun beneficio. Pertanto la fotocamera andrà portata in un centro specializzato-autorizzato per una pulizia più efficace. Tale operazione costa mediamente dai 40 agli 80 euro e non rientra in garanzia.

Grafica paragrafo - E' possibile intervenire in modi diversi...  E' possibile intervenire in modi diversi da quelli indicati nel libretto di istruzioni?

La pulizia a contatto del filtro passa-basso (sensore) è un'operazione piuttosto delicata, che richiede una buona dose di perizia, ed è per questo motivo che le case costruttrici di apparecchi fotografici consigliano di farla effettuare da tecnici specializzati ed autorizzati. Un comportamento errato potrebbe infatti rigare o danneggiare non solo il sensore (filtro passa-basso), ma anche le tendine dell'otturatore e lo specchio. Se non avete una mano ferma e vellutata, è meglio che lasciate perdere...
Premesso quanto sopra, che è molto importante, se dal controllo visivo il sensore (filtro passa-basso) risulta sporco di polvere, non è sufficiente soffiare aria con una pompetta. E' vero che le particelle si staccherebbero, ma potrebbero continuare a girare all'interno della fotocamera, depositandosi in altre parti. Alle prime nuove fotografie verrebbero smosse dal movimento dello specchio (che agisce come un ventaglio) e dal ciclo di apertura/chiusura dell'otturatore. Risultato: entro breve tempo sareste nuovamente da capo. Purtroppo, come detto all'inizio, il sistema è critico perché il sensore è fisso.
E allora che si fa? Risposta: le particelle volatili di sporco vanno rimosse con un soffio d'aria, ma vanno anche contemporaneamente aspirate via, magari impiegando un semplice aspirapolvere domestico. Ovviamente il boccaglio non va introdotto nel corpo macchina: è sufficiente tenerlo vicino all'anello dove si serra l'obiettivo.
Se all'interno del corpo macchina notate la presenza di pelucchi o granelli di polvere o di sabbia, non utilizzate un pennello per rimuoverli! Le setole dei pennelli e quegli spazzolini presenti sulle pompette soffia aria sono un ricettacolo incredibile di polvere. Probabilmente togliereste i corpi estranei visibili, ma spargereste altre migliaia di particelle più piccole che, un domani, aggregandosi, costituirebbero un nuovo pericolo.
E allora che si fa? Risposta: eventuali corpi estranei visibili, soprattutto i pelucchi, si estraggono catturandoli, ad uno ad uno, con un pezzetto di scotch biadesivo attaccato ad un cacciavite o ad un bastoncino. Lo pigiate delicatamente sopra e tirate via. Ne esistono di pronti anche in commercio, ma farlo da se non costa nulla.
Questa operazione non va effettuata sul sensore, sullo specchio o sulle tendine dell'otturatore, perché potrebbe procurare loro dei danni. La polvere sullo specchio non influenza la qualità delle immagini, e non si vede neppure nel mirino. Se ce n'è molta (comunque un pericolo!), va tolta avvolgendo una cartina ottica (carta di riso) che serve per pulire le lenti degli obiettivi intorno ad un bastoncino cotonato per le orecchie (fissandola con un pezzetto di scotch) per poi passarla molto delicatamente sulla superficie riflettente.
Se vi trovate nelle condizioni di cui sopra al paragrafo 3), potete anche acquistare in commercio un kit per la pulizia del sensore e procedere secondo le istruzioni ad esso allegate. Stante che le operazioni di pulitura non rientrano nella garanzia della macchina fotografica, comportandovi in modo appropriato ben difficilmente causerete danni irreparabili. Al massimo non riuscirete a pulirlo accuratamente, dovendo poi ricorrere all'assistenza di un centro specializzato. Tanto dovevate farlo comunque e pagando...
Se l'operazione invece andrà a buon fine, vi sarete tolti un bel fastidio, anche per probabili future evenienze.

Grafica paragrafo - Alcune conclusioni sul fenomeno che originano...  Alcune conclusioni sul fenomeno che originano da esperienze personali e dirette

In relazione a questo problema, sto tenendo sotto controllo una reflex che adopero da un po' di tempo (vedi sotto) e che, naturalmente, lo ha manifestato. E' una fotocamera molto apprezzata sul mercato. Il suo libretto di istruzioni consta di più di 300 pagine, delle quali 5 parlano dell'argomento in oggetto. Di queste, 4 e 2/3 sono dedicate ad istruzioni tecniche su come operare. Solo 1/3 di pagina segnala che la polvere può risultare visibile nelle fotografie.
Purtroppo però quello di scattare fotografie è l'aspetto primario per il quale un apparecchio fotografico è progettato e, d'altro canto, non si può neppure impedire alla polvere di entrare nel corpo macchina, perché essa fa parte indissolubilmente dell'aria che ci circonda e che respiriamo.

Al momento, dopo 10 mesi di test personali, le mie risultanze sono le seguenti:
1) La fotocamera è arrivata dalla fabbrica col sensore pulito. Le fotografie non avevano imperfezioni di alcun genere.
2) All'interno del corpo macchina erano presenti dei pelucchi (tipo quelli che possono staccarsi da un maglione di lana), lunghi circa 5 mm. Gli stessi però erano appiccicati alle pareti (molto probabilmente per carica elettrostatica) e non procuravano alcun danno. Comunque sono stati rimossi con del nastro biadesivo come spiegato più sopra.
3) I primi «punti neri» sono comparsi (in modo visivo) al fotogramma 391. A quel punto ho continuato a fotografare per parecchio tempo, senza effettuare pulizie di sorta. Ho utilizzato anche la funzione scatto continuo per estremizzare la funzione di sollevamento dello specchio e l'apertura dell'otturatore. Confrontando le immagini, le macchie sono aumentate.
4) Senza perdermi in ciance, mi sono pertanto attrezzato per pulire da solo il sensore. Il controllo dello stesso non evidenziava la presenza di polvere, ma appunto di macchie untuose resistenti, che sono state accuratamente rimosse.
5) Ho continuato poi a fotografare normalmente, utilizzando anche la funzione scatto continuo durante una corsa ciclistica. Dopo breve tempo, sono comparsi nuovi punti di sporco, in aree diverse del fotogramma.
Il test sta tuttora continuando...

Prime attendibili conclusioni in corso d'opera:
1) Particelle di polvere nettamente visibili ad occhio nudo o corpi estranei che si siano depositati all'interno del corpo macchina o sul sensore non ne ho riscontrati. Nota: la fotocamera per me non è un cult, ovvero non è un soprammobile, ma viene normalmente usata (a volte anche un po' strapazzata, perché in alcune situazioni non si può andare tanto per il sottile), come ero solito fare con delle fotocamere analogiche.
Via software ho attivato la pulitura in automatico del sensore ma, per quanto sopra detto, non posso stabilire se questa funzione sia efficace o meno. Comunque, se è stata progettata, una certa utilità deve pur averla.
Trascorsi 10 mesi, mi sembra di capire che la polvere non rappresenti quel grosso problema da demonizzare. La pulitura manuale del sensore, effettuata una volta all'anno a scopo di manutenzione, dovrebbe essere più che sufficiente per avere la fotocamera sempre in ordine e pronta a scattare fotografie di ottima qualità.
2) Il problema che sta incidendo è quello indicato più sopra al paragrafo 3): le macchie di sporco, che non sono certamente dovute alla polvere... Con tutta probabilità, gli organi in movimento dentro il corpo macchina perdono delle sostanze lubrificanti (o di altra natura) che vanno a macchiare la superficie del sensore. L'indiziato numero uno è l'otturatore. Lo specchio invece non avrebbe colpe perché, nel momento in cui le tendine si aprono e si chiudono, questo è già sollevato e fermo.
A rigor di logica, questo fastidioso inconveniente dovrebbe esaurirsi man mano che la reflex invecchia e tanto più velocemente in relazione alla quantità/tempo delle immagini scattate. Così come le macchie dovrebbero tendere a diventare sempre più piccole, stante la progressiva diminuzione delle sostanze che le originano.
Undicesimo mese (giugno 2013): la fotocamera ha avuto necessità di una nuova pulizia del filtro passa-basso. Niente polvere, ma le solite chiazze "oleose". L'operazione manuale ha richiesto circa un'ora di tempo, comprese le prove per controllare la qualità delle immagini. Questo è un tipo di sporco ostinato, che produce aloni visibili anche a diaframmi più aperti di f/11. Quindi è assolutamente inaccettabile e va eliminato per forza...
Sedicesimo mese (novembre 2013): Poco dopo la pulizia manuale di giugno, sul filtro passa-basso sono comparse nuovamente due piccole macchie untuose. Ma da allora la situazione si è stabilizzata, sicuramente perché le sostanze in eccesso che le hanno determinate, come previsto, vanno esaurendosi. Per il resto, i fotogrammi sono puliti: non ci sono granelli di polvere o altro che compaiono nelle immagini. I due aloni causati dalle sostanze lubrificanti risultano visibili anche a diaframmi aperti ma, le poche volte che si evidenziano possono essere eliminati con un programma di fotoritocco. Pertanto, al momento, posso fare a meno di pulire nuovamente il sensore.
Dopo quasi un anno e mezzo di utilizzo, la fotocamera ha perciò resistito brillantemente all'intrusione della polvere visibile. Ho pertanto ragione di ritenere che sull'argomento trattato in questa pagina circolino molte leggende metropolitane...
Vero è che molte particelle estranee possono entrare nel corpo macchina durante la sostituzione degli obiettivi.
Però chi si trova a pulire manualmente il sensore molto spesso, con tutta probabilità ha dei comportamenti errati nel compiere questa operazione, anche perché, quando si stacca l'ottica, lo specchio è abbassato e l'otturatore è chiuso, quindi il sensore non è direttamente in contatto con l'aria esterna...

Continuerò man mano a fornire informazioni in merito e segnalare novità (se ce ne saranno).
Purtroppo coloro che lamentano delle chiazze di sporco e non si arrischiano a pulire in proprio, manualmente, il sensore, devono ogni volta pagare di tasca propria per ricorrere ad un laboratorio specializzato.
Invece tale inconveniente non dipende dall'uso che si fa della fotocamera, che è strettamente personale, ma insito nell'oggetto stesso che è stato acquistato e pertanto dovrebbe essere coperto dalla garanzia prevista per legge.
Fortunatamente, come ipotizzato più sopra, questo difetto è destinato a scomparire nel tempo.

Grafica paragrafo - Giugno 2014 - Per la fotocamera test proibitivo all Rally Italia Sardegna  Giugno 2014 - Per la fotocamera test proibitivo al Rally Italia Sardegna

Dal 5 all'8 giugno 2014 la fotocamera è stata utilizzata per alcune riprese del Rally di Sardegna, gara valida per il FIA World Rally Championship, dove le prove su terra battuta hanno generato (neanche a dirsi) una polvere incredibile.
Domenica pomeriggio, al termine della competizione, il corpo della reflex era ricoperto di una patina di sporco evidente, come quella che si rinviene sul cruscotto di un'autovettura che non viene lavata da tempo.
Questo estemporaneo test è andato oltre le più rosee previsioni: il sensore presenta ancora le due macchie di unto posizionate a sinistra nell'angolo in alto e sulla parte mediana del fotogramma. Quando si è diaframmato molto (f/16 e oltre), nelle porzioni di cielo inquadrate in alcuni fotogrammi hanno fatto la loro comparsa altri piccoli aloni.
Sono sempre gli effetti dei lubrificanti che si staccano dagli organi in movimento, soprattutto quando si scatta in modo continuo. Le macchie probabilmente c'erano anche prima di approdare sull'isola, ma sono talmente impercettibili che, quando si lavora su diaframmi tipici (fino a f/11), non appaiono. E per vederle ci vuole proprio una vista ai raggi x!
Polvere sul sensore non se ne è depositata. Nei fotogrammi non ci sono punti neri causati da particelle volatili entrate nel corpo macchina. Gli unici visibili e che potevano trarre in inganno, ad un forte ingrandimento dell'immagine si è appurato che erano stati generati da una grande varietà di insetti, farfalle, piccoli volatili che vagavano nell'aria ed erano entrati nel campo della foto. Altri ancora appartengono al pietrisco sollevato dalle gomme delle auto. Questo avvalora quanto già affermato al paragrafo sopra (sedicesimo mese).

RALLY ITALIA SARDEGNA 2014 - Le macchine fotografiche sono state messe a dura prova dal caldo, dalla polvere, dagli insetti e dal pietrisco
Caldo, polvere, insetti e pietrisco

RALLY ITALIA SARDEGNA 2014 - Il cerchio evidenzia due fotocamere piazzate sul terreno (in pieno sole, quindi esposte alle alte temperature) e telecomandate in sincrono con la fotocamera principale. Questi due apparecchi sono stati investiti da nuvole di polvere, generate da tutte le auto partecipanti alla prova di salto (almeno una settantina). Come una reflex professionale può sopportare un uso così gravoso, allo stesso modo un apparecchio fotografico destinato ai «consumers» è in grado di resistere bene alla intrusione della polvere presente nell'aria che respiriamo.
La L nella foto indica una libellula che entra in campo al passaggio dell'autovettura le cui ruote, prima di staccarsi da terra, hanno scagliato in aria dei sassi  (S).

Alcune considerazioni finali:
1) Se dovete fotografare e non avete particolari esigenze vi conviene acquistare una fotocamera compatta con ottica non intercambiabile. Corpo tutto chiuso, polvere e macchie assenti, poca manutenzione, fotografie di ottima qualità e sempre "pulite".
2) Nel caso in cui la reflex sia proprio il vostro oggetto del desiderio, ricordatevi che l'eventuale sostituzione di un obiettivo è un'operazione da compiere con solerzia. Tanto per intenderci: tra un'ottica e l'altra non si va a prendere un caffè lasciando il bocchettone d'innesto aperto. Sarebbe come dire alla polvere: "Prego, si accomodi pure!".
Un comportamento corretto è anche quello di dare una pulita alla superficie esterna della fotocamera e dell'obiettivo al rientro da ogni sessione fotografica. Inizialmente si da una bella spazzolata con un pennello morbido e asciutto, poi si può passare un fazzoletto leggermente inumidito con acqua potabile. Questa operazione va fatta con tessuti che non rilasciano peli!.
3) I possessori di una reflex che usano un solo obiettivo (generalmente uno zoom) e non espongono mai l'interno della fotocamera agli agenti esterni staccandolo dal bocchettone d'innesto, possono stare tranquilli che di particelle volatili all'interno del corpo macchina ne vedranno ben poche, forse nessuna.
4) Anche se la situazione è molto più rosea di come presentata in partenza, l'interno del corpo macchina non è un ambiente sottovuoto. L'aria che vi circola subisce dei ricambi a seconda dell'uso che viene fatto della fotocamera. Nell'aria che respiriamo, oltre alla polvere, sono presenti molti agenti inquinanti, variabili da zona a zona.
Col tempo potrebbe formarsi sul filtro passa-basso o sul sensore (ove il primo non sia utilizzato) una sottile patina di sporco uniforme, che darebbe luogo ad una impalpabile opacizzazione.
Il vero classico pelo nell'uovo, che i più zelanti possono rimuovere con una pulitura manuale ogni 2 anni.
(GM - ultima variazione il 24.01.2015)
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