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IL TIRRENO del 5 giugno 1946 - Tramite referendum, sorge la Repubblica Italiana per volontà del popolo

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Elenco puntato - Genova  GENOVA

Il capoluogo della Liguria
ha il centro storico più grande
d'Europa. Nel 2004 è stata la
"Capitale Europea della Cultura"...

Elenco puntato - Euroflora  EUROFLORA

In primavera, ogni 5 anni,
 alla Fiera di Genova va in scena
lo spettacolo dei fiori per eccellenza.
I giardini più belli del mondo...

Elenco puntato - Via Francigena  VIA FRANCIGENA

Col Giubileo del 2000 è stata
definitivamente rivalutata
 la via di Sigerico, che i pellegrini
percorrevano a piedi fino a Roma,
 in segno di pentimento...

Elenco puntato - Parco del Magra  PARCO DEL MAGRA

 A Gennaio 2008 il Parco Naturale Regionale del Magra è il territorio
eco-certificato più esteso d'Europa...

Elenco puntato - Golfo della Spezia  GOLFO DELLA SPEZIA

Tra la punta di Portovenere e il Capo Corvo si apre una delle più profonde insenature di tutto il litorale occidentale italiano, declamata nei versi di illustri poeti e nella quale è incastonata La Spezia, città sede di porto militare e mercantile, che oggi è anche punto di attracco per le navi da crociera...

Elenco puntato - Le Cinque Terre  LE CINQUE TERRE

Cinque borghi marinari il cui destino è sempre stato storicamente legato alla terra e all'agricoltura piuttosto che alla pesca. Un paradiso naturale della Liguria che nel 1997 è stato inserito dall'UNESCO tra i Patrimoni Mondiali dell'Umanità...

Elenco puntato - La Val di Magra  LA VAL DI MAGRA

Nobili, vescovi, mercanti e pellegrini
lungo l'asse della Via Francigena.
 Culture differenti per storia e tradizioni,
nei secoli, si sono sovrapposte
 e hanno permeato il territorio con
i segni del loro passaggio...

Elenco puntato - La Val di Vara  LA VAL DI VARA

La "Valle dei borghi rotondi"
è anche conosciuta come
la "Valle del biologico" per le sue
produzioni agricole ottenute con
metodi antichi e naturali.
Varese Ligure nel 1999 è stato il
1° comune ecologico d'Europa...

Elenco puntato - La Lunigiana  LA LUNIGIANA

La "Terra della Luna", in Italia,
ha la più alta concentrazione di
antichi castelli. Se ne contano
circa 160. Alcuni sono bellissimi e perfettamente conservati... 

 
 
 
 
Andrea Doria  Titolo di testa - Andrea Doria, ammiraglio  ammiraglio

La Repubblica
Marinara

 

GENOVA  Centri Culturali

Il dialetto genovese

Cristoforo Colombo

Genova Expo 1992

Sottotitolo - Un abilissimo condottiero, principe e gentiluomo  Un abilissimo condottiero, principe e gentiluomo

Andrea Doria, appartenente alle prime famiglie genovesi, nacque ad Oneglia il 30 novembre del 1466, figlio di Ceva, consignore di quella città e di Carascosa dei signori di Dolceacqua. Si avviò alla carriera militare appena ventenne, traendo profitto da un parente, Domenico Doria, capitano a Roma delle guardie di Innocenzo VIII. Nella capitale sposò una nipote del Papa, donna Peretta, vedova di Alfonso del Carretto, marchese di Finale. Il matrimonio non diede figli, cosa che indusse il Doria a tenersi molto cari i suoi nipoti.
Nel 1522 i lanzichenecchi di Carlo V mettono a ferro e fuoco Genova e Clemente VII arruola

Andrea Doria affinché combatta gli spagnoli. Passato al servizio della Francia, arma numerose galee e insieme al cugino Filippino, nel 1528 riporta una clamorosa vittoria sugli spagnoli nelle acque napoletane. La flotta spagnola è in larga parte distrutta e molti uomini di alto lignaggio vengono fatti prigionieri.
La sua natura di temporeggiatore e abile condottiero gli fa prendere però una decisione inaspettata. Invece che rinnovare il contratto con i francesi, tra lo stupore di molti, usa clemenza allo sconfitto e cristianissimo re spagnolo. Stringe con lui un'intesa della quale il sovrano iberico dichiara di accettare tutti i patti previsti.
Nel documento l'imperatore si impegna ad aiutare Andrea Doria nella liberazione di Genova dai suoi nemici e di rimetterla a vivere in forma di repubblica, reintegrandola di tutti i suoi domini, specialmente

Ritratto di Andrea Doria. Il disegno è realizzato sulla base di un dipinto di Sebastiano del Piombo, risalente al 1526 quando il Doria era a Roma ospite di Papa Clemente VII

della terra di Savona. Le galee armate che il Doria comanderà avranno l'equipaggio reclutato soprattutto nei borghi rivieraschi liguri.
L'intesa compendiava anche fruttuosi accordi economici, tra i quali spiccava il fatto che la spagnola Sicilia avrebbe aperto i suoi granai ai bisogni dei genovesi. Nell'ambito di questo "capolavoro diplomatico", Carlo V lo elegge anche"Principe di Melfi".
Sempre nel 1528, forte dell'aiuto spagnolo, si muove alla presa del Forte Briglia che i Francesi avevano fatto costruire presso la "Lanterna" riuscendo a cacciarli e liberando Genova dal dominio straniero. Il 13 settembre dello stesso anno preannuncia l'indipendenza della Repubblica genovese, una nuova costituzione e il recupero della francese Savona, di Ovada, di Gavi e di Novi.
Fu immediatamente osannato, appellato "Redentore della Patria" ed acclamato "Priore Perpetuo dei Censori". Le nuove leggi della Respublica Januensis non furono da lui imposte, ma elaborate da un'apposita commissione che era stata costituita durante il dogato di Ottaviano Fregoso. Il nuovo ordinamento raggruppava tutti i casati nobili in 28 alberghi nell'intento di rompere la trama delle frazioni e sostituiva i dogi a vita con quelli biennali: Andrea Doria non si era attribuito alcun potere, se non quello di aggregare i sindicatori.
I genovesi, ammaliati dalla grandezza del personaggio, gli regalarono anche un palazzo in

Titolo argomento - Gli ex possedimenti dei Doria a San Fruttuoso di Camogli  Gli ex possedimenti dei Doria a San Fruttuoso di Camogli

Uno degli angoli più suggestivi della Terra è sicuramente la baia di San Fruttuoso di Camogli, facente parte del Parco naturale regionale di Portofino e nelle cui acque, a circa 20 metri di profondità, si trova la statua del "Cristo degli Abissi", alta 2,5 metri.  L'opera,  fusa in bronzo dallo scultore Guido

Galetti (1893-1977), pesa 260 Kg. ed  è stata lì collocata il 27 agosto del 1954 in memoria dei caduti in mare e a protezione di pescatori e subacquei , che vengono ad omaggiarla da tutto il mondo
L'edilizia costiera è composta dall'Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte, un piccolo gruppo di abitazioni dette "case dei pescatori" e una torre di avvistamento a base quadrata che domina gli altri edifici e la baia. L'abbazia venne rinforzata intorno alla metà del Cinquecento proprio da Andrea Doria e nel 1562 i suoi eredi, Giovanni Andrea e Pagano, provvidero alla costruzione della torre d'avvistamento per meglio difendere il territorio e la fonte di acqua (ben conosciuta anche dalle navi romane che vi si

Rivista "Qui Touring" del marzo 1972 - In copertina la fotografia del "Cristo degli abissi" per un servizio sul mondo della subacquea

fermavano a fare rifornimento) dalle incursioni di corsari e pirati provenienti dalla Turchia e dal Nord Africa. Già dal XIII° secolo gli antenati dell'ammiraglio avevano provveduto ad un ampliamento del complesso monastico (le cui fondamenta risalgono agli inizi del VIII° secolo), ricevendo il privilegio di potervi seppellire i propri morti. Il sepolcro dei Doria è ospitato nel chiostro (risalente al XII° e interamente restaurato nel XVI° da Andrea Doria) dell'abbazia e contiene le tombe in marmo bianco e pietra grigia di 7 componenti della famiglia deceduti tra il 1275 e il 1305.
Il  borgo  dei  pescatori  era  già esistente in epoca romana. Nel XII° secolo i monaci di San Fruttuoso

La baia di San Fruttuoso di Camogli come si vede dai sentieri del Promontorio di Portofino. Cliccando sull'immagine si ha una vista dal basso da foto d'epoca avevano diversi possedimenti nel Genovesato e ricevevano dai pescatori locali un quantitativo fisso sul pescato.
San Fruttuoso di  Camogli può essere raggiunto solo via mare, attraverso i battelli in partenza da varie località della Riviera di Levante, oppure attraverso i sentieri che scendono lungo il Parco naturale di Portofino (non molto agevoli). Non ci sono strade percorribili con mezzi a motore e questo rende il posto veramente tranquillo, incantevole ed esclusivo.

Nel febbraio del 1979 l'avvocato Emilio Berio, amministratore dei beni del nobile casato dei Doria Pamphili, portava a conoscenza del sindaco di Camogli, tramite una breve lettera, la volontà dei suoi amministrati di donare le "case dei pescatori" di San Fruttuoso di Camogli al Comune. La donazione modale era subordinata al fatto che quest'ultimo si assumesse gli oneri di manutenzione della chiesa sulla quale la famiglia Doria aveva diritto di patronato. I Doria intendevano in questo modo restaurare i loro beni e renderli di pubblico interesse, onde evitare future manovre speculative.
Dalle colonne de "Il Secolo XIX" del 24 giugno 1979 si legge che il sindaco (avv. Enrico De Gregori) e la giunta municipale di Camogli espressero parere favorevole all'offerta fatta dagli esponenti del nobile casato e che l'iter di questo passaggio di proprietà, ancora alla prime fasi, non sarebbe stato breve per l'importanza del luogo e l'entità del patrimonio.
Nel 1983 invece l'intero complesso abbaziale e la torre di San Fruttuoso di Camogli vennero poi donati dalla famiglia Doria al FAI - Fondo per l'Ambiente Italiano, il quale ha già provveduto ad importanti opere di conservazione e all'allestimento di un museo dove sono raccolti documenti sulla vita dei monaci e della storia dell'abbazia.

San Matteo perchè volevano sentire la sua presenza nel cuore della città. Lui invece, ormai ricco e potente, si fece costruire una reggia in località Fassolo. Dalla loggia affacciata sul mare, il complesso saliva fin sulla collina di Granarolo, dove era sistemata la statua detta "del Gigante".
Dal 1528 si apre a Genova un periodo di grande prosperità, caratterizzato da una politica finanziaria basata sui prestiti, i famosi asientos, attraverso i quali i genovesi, aristocratici e non, presteranno (per circa 100 anni) somme ingenti di denaro ai sovrani di Spagna, sempre

GENOVA 2004 - Il ritratto di Brigida Spinola Doria utilizzato per la promozione della mostra "L'Età di Rubens" tenutasi a Palazzo Ducale dal 20 marzo all'11 luglio più indebitati a causa delle loro onerose guerre. Nel 1556 l'ammontare di questi prestiti era pari a 9 milioni e 700 mila ducati, dei quali più della metà erano genovesi. I contratti di asientos stipulati erano 421 e i genovesi vi partecipavano in 256. Nessuna ricca famiglia ligure rimase estranea a quelle operazioni finanziarie portatrici di enormi profitti.
Le fortune dei Doria, riversatesi sulle famiglie nobili genovesi, diedero vita a

Genova ad un grande rinnovamento urbanistico. Le dimore dei vicoli vennero spostate in quelle magnifiche della Via Aurea (o Strada Nuova, l'attuale Via Garibaldi, dichiarata dall'Unesco Patrimonio Mondiale dell'Umanità), nuovo "quartiere residenziale" costruito per l'occasione.
Andrea Doria continuò a raccogliere onori, ma anche sofferenze, dovute all'invidia degli avversari.
Il 2 gennaio 1547 riuscì fortunosamente a reprimere la congiura dei Fieschi, ordita da Gianluigi con l'intelligenza del Papa Paolo III e dei Francesi, ostili al governo Doria. I congiurati gli uccisero l'amatissimo nipote Giannetto, nel quale il vecchio abilissimo condottiero riponeva tante speranze.
Anche all'indomani della congiura, uscì fuori la sua natura incline ad usare clemenza agli sconfitti. Assecondò pertanto una riforma costituzionale volta a smussare le fazioni e chiamata <<du gaibettu>>. Inviò copiose provviste al corsaro Barbarossa affinché veleggiasse fuori dalle coste liguri, lasciando in pace i rivieraschi.
Morì a Genova il 25 novembre del 1560, all'età di 94 anni, raccomandando al nipote Gio Andrea di continuare la stretta intesa economica con la terra di Spagna. Le sue spoglie riposano nella chiesa di S.Matteo dei Doria.
Lorenzo Capelloni, nell'affettuosa biografia stampata dal Giolito veneziano nel 1565, un lustro dopo la morte del suo protagonista, scrisse che Andrea Doria "haveva aspetto eroico, gravità virile e gesto umano". Il biografo aggiunge anche che "il sobrio vivere et il parco suo vestire non era da principe ma da privatissimo gentilhuomo".

A Carrara c'è un monumento mancato in onore dell'ammiraglio

La statua del Nettuno in Piazza Duomo a Carrara è legata ad una curiosa storia che parla di una contesa tra l'autore Baccio Bandinelli e i genovesi. Il monumento infatti, originariamente, era stato scolpito per onorare la memoria di Andrea Doria, grande ammiraglio di Francesco I e poi di Carlo V.
Lo scultore fiorentino, accettato l'incarico e intascato parte del compenso, si era stabilito a Carrara per dare corso al lavoro. Ebbe però la sciagurata idea di promuovere l'ammiraglio a Dio del Mare. In un bel blocco di marmo scolpì infatti un Nettuno trasportato da due delfini.
Tale glorificazione di Andrea Doria parve eccessiva ai genovesi che, in corso d'opera, contestarono la scultura.
Baccio Bandinelli andò su tutte le furie e abbandonò immediatamente Carrara, ritenendosi comunque pago dell'acconto ricevuto.

CARRARA (Piazza Duomo) - La statua del Nettuno, scultura di Baccio Bandinelli che originariamente era stata scolpita per onorare la memoria dell'ammiraglio genovese Andrea Doria

Genova non reclamò mai la statua incompiuta e così i carraresi pensarono bene di di utilizzarla come fontana pubblica. La collocarono perciò in Piazza del Duomo e vi aggiunsero degli zampilli d'acqua, un'artistica vasca e un'iscrizione che parla di Nettuno, senza alcun riferimento all'ammiraglio genovese che il Bandinelli avrebbe voluto promuovere "signore e padrone" del mare.

Elenco puntato - Per le fonti del testo vedere la pagina principale "Genova"  Fonti: vedi pagina principale "Genova Home"
 
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